Festival del fundraising: ancora un successo


Che bello ragazzi ritrovarsi insieme, anche quest’anno, al festival del fundraising di Castrocaro! Lo dico subito, non ho voglia di fare teoria, di discutere di quello che ha funzionato e di quello che puà essere ancora migliorato. Non ho voglia di affrontare nel dettaglio la qualità degli interventi, molti dei quali comunque utilissimi…

Voglio innanzitutto condividere con quelli di voi che c’erano e con quelli che invece non c’erano il vero valore aggiunto del festival: l’energia! La si sente addosso subito, già alla reception, rivedendo le facce degli amici o quelle dei tanti che ancora non si è avuto la fortuna di conoscere.

E poi ti giri attorno e vedi loro, gli onnipresenti e sorridenti volontari, a cominciare da Francesco, Mariassunta e Adele e ti rendi conto che c’è lo stesso spirito che si ritrova in molte delle nostre organizzazioni: quell’impasto fatto di gratuità, entusiasmo, impegno e professionalità che è il vero motore del terzo settore.

Ma c’è qualcosa di più nell’aria, qualcosa che permette uno scambio continuo di esperienze, la condivisione di storie, ricette, visioni, progetti e, perché no, ambizioni. Una ventata di motivazione che non ha bisogno di guru o santoni, ma che vive esclusivamente di reciprocità e socialità.

Penso a come sarebbe stato bello per me se avessi avuto un’opportunità del genere 11 anni fa, quando ho iniziato questo lavoro, e immagino quanto questo bagaglio di nozioni ed emozioni possa far volare l’entusiasmo e la fiducia dei giovani fundraiser che alla raccolta fondi  si stanno avvicinando solo ora e che spesso si trovano di fronte a organizzazioni vecchie e ingessate o alla diffidenza e alla sfiducia dei media e del vicino.

Ecco, basterebbe solo questo per dire che il festival del fundraising è stato un successo, un successo che credo sia giusto riconoscere a quel monellaccio di Valerio Melandri che il festival lo ha voluto, difeso e promosso.

Ma al  festival  non c’è stato solo questo. Ci sono stati anche tanti momenti formativi con un’offerta sicuramente eterogenea in qualità, ma senza dubbio ricchissima e in molti casi utile.

Personalmente ho vissuto con rammarico non poter partecipare alla presentazione di Daniele e Myrta (che mi dicono essere stata, ma non avevo dubbi, divertentissima ed efficace), così come mi è dispiaciuto perdermi la performance di Francesco Ambrogetti, le case history di Carla Cardelli e gli indispensabili consigli fiscali di Antonio Cuonzo, le sinergie tra UNHCR e Direct Channel nelle attività di business intelligence e gestione del donatore, e l’approfondimento sui trust di Riccardo Rossotto oltre agli utili consigli per iniziare di Bea Lentati.

Mi porto però a casa:

- un percorso strutturato e completo sull’acquisizione e gestione dei grandi donatori, illuminato nella mia ignoranza da Guendalina, Barbara e Giorgia Chiara (che mi ha con molta eleganza fatto notare l’errore ;-) comunque bravissime!!!) di Amref e da Guy Mallabone;

- un pizzico della professionalità, consapevolezza e attenzione ai numeri di Chris Innes di UNHCR (senza dubbio il momento più utile per la mia professione);

- l’indispensabile confronto, anche organizzativo, di come nasce una campagna all’interno di un’altra ONG (grazie all’amico Quistelli di Coopi);

- e poi un mare di idee e di contagioso entusiasmo dall’impagabile Stephen Pidgeon (tra l’altro un vero e proprio modello di ars retorica!).

Ai colleghi che hanno voluto condividere, gratuitamente, le loro esperienze va il mio più caloroso ringraziamento. Se vale la pena fare questa professione è anche grazie a voi.

Ci vediamo alla prossima edizione del Festival del Fundraising.

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12 pensieri su “Festival del fundraising: ancora un successo

  1. Quanto è vero! E’ stata una bellissima esperienza e sono lieta di aver partecipato a questa edizione che, mi dicono, cresciuta notevolmente rispetto allo scorso anno.
    Di sicuro, caro Paolo, cavalcando l’onda di ciò che hai scritto, la cosa più bella è stata condividere momenti piacevoli con vecchi e nuovi amici.
    Ritrovare persone da tempo perse di vista.
    Scambiare suggerimenti e consigli utili.
    E poi, staccare la spina mi ha permesso di focalizzare su temi e strategie che, nella caoticità quotidiana, finiscono per appannarsi e cedere il passo alla norma.
    Io torno più carica, ricca di nuove idee e anche, perché no (?), più riposata… il che non guasta.
    Un caro saluto,
    Elena

  2. Quando andavo a scuola, alle udienze la maestra o i docenti dicevano “si, è bravo, è anche intelligente, ma signora suo figlio! ma come si comporta!”. L’exploit finale fu il secondo anno delle superiori quando 7 in condotta, (era il 1982, l’anno in cui l’Italia vinceva il mondiale di calcio con Bearzot), e pprtti TUTTE le materie a settembre (TUTTE)….farmi ridire “monellaccio” da Paolo, è un ritornare giovane! Grazie Paolo!
    P.s. comunque farsi dare del monellaccio da Paolo è come se un toro da del cornuto a un asino….a buon intenditor!

  3. Anche per me è stata una bellissima esperienza personale e lavorativa!Ho avuto la possibilità di conoscere i diversi “attori” del fundraising che contribuiscono in Italia e Inghilterra a raccogliere fondi per tante cause importanti. Torno a casa con tanti nuovi spunti…presi dalle mie colleghe più avanti di noi nella raccolta fondi con i grandi donatori….penso ad Adriana Brancaleone (di Breakthrough breast Cancer) e all’idea dei comitati da sviluppare…
    Personalmente mi ha arricchito molto l’incontro con Fabio Salvatore di AIUEF (Associazione Italia-Uganda Onlus) che con la sua energia e professionalità contribuisce a sostenere progetti di scolarizzazione destinati ai ragazzi Ugandesi!

  4. Caro Valerio, be’ la metafora del toro con l’asino è un po’ ardita… ma ammetto che mi diverto un mondo a fare il monellaccio e, ogni tanto, a sovvertire qualche luogo comune (e fortunatamente il 7 in condotta ai miei tempi non lo si dava più…).
    e poi si vede che le marachelle a volte sono contagiose, se pensi a quello che si è mosso in questi anni con il tuo festival con i nostri blog con i lunedì di assif.. Finalmente ci conosciamo, parliamo, condividiamo, cresciamo e facciamo crescere questo settore per troppo tempo ingessato. Senza tutto questo… chi me lo diceva che potevo avere l’onore di un commento di Elena Zanella e di Barbara Galateri????? :-)

  5. Caro Paolo, hai inquadrato benissimo questo festival del fundraising 2009: un’esperienza fantastica che ricarica la mente e riempie di energia.
    Stamattina ho appiccicato uno dei post-it del festival per non dimenticarmi che La mia sfida di oggi (e non solo) è riuscire a mettere in tutti i lavori le 4 E di Mr Pidgeon!

  6. Carissimo Paolo, un grande piacere consocerti e consocere tante belle facce e persone che credono al fundraising in Italia! Non vivendo li’ da molti anni una vera sorpresa. Spero di poter continuare a conoscedre meglio questo bel modo di persone e passione!

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