Peer to peer fundraising: ripartiamo dalle persone per dare forza alla nostra raccolta fondi online

Qualche settimana fa sono stato invitato da Volontari per lo Sviluppo a tenere un webinar sul fundraising 2.0. E’ stata l’occasione per tornare su alcune riflessioni che hanno accompagnato la nascita di questo blog nel 2007, a partire dal peer to peer fundraising o personal fundraising o community fundraising. Quella che segue è la presentazione che, a differenza delle mie ultime lezioni, ho deciso di pubblicare nuovamente sul blog e su slideshare.

Piccola precisazione: come vedete evito il termine “crowdfunding” ormai di uso comune in Italia anche per parlare di raccolta fondi. Non ne voglio fare una questione semantica a tutti i costi, ma credo che sia sempre un errore per un fundraiser considerare i propri sostenitori come una folla o massa. Come insegna la massima aurea del fundraising, “le persone donano ad altre persone”. Persone che hanno un nome, un cognome, una storia: non dimentichiamolo mai!

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Twitter e aiuti umanitari: un modo innovativo per fare trasparenza sui costi del non-profit

Una bella iniziativa di Agire, l’Agenzia per la risposta alle emergenze umanitarie, che sfrutta internet e i social network. L’idea mi dicono sia di Luca Conti che ancora una volta si dimostra sensibilissimo ai temi sociali.

Ci vediamosu Twitter

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TWITTER & AIUTI UMANITARI
AGIRE organizza 4 incontri con gli operatori delle ONG della rete al lavoro in Somalia, Kenya ed Etiopia.

Giovedì 8 settembre, dalle 14.30 alle 16.00, AGIRE lancerà il suo primo Tweet Up sull’Emergenza Africa Orientale. Il Tweet Up #EAO (Emergenza Africa Orientale) è un forum on line aperto a chiunque sia interessato alle tematiche legate alla risposta all’emergenza in Somalia, Kenya, Etiopia.
A pochi giorni dalla chiusura dell’appello che ha permesso di raccogliere 1,6 milioni di euro per rispondere all’emergenza umanitaria in Somalia, Kenya ed Etiopia, AGIRE chiama quindi a raccolta i suoi sostenitori su web per raccontare, attraverso le parole degli operatori sul campo, come le donazioni si stiano rapidamente trasformando in sostegno quotidiano per migliaia di profughi e sfollati.
In questo primo appuntamento, dal titolo “Persone in Fuga”, si affronterà il tema di rifugiati e sfollati, attraverso il racconto delle loro drammatiche storie di fuga dalla fame e dalla guerra, mettendo in risalto le differenze legate ai tre paesi d’intervento. Gli operatori di tre organizzazioni umanitarie (CESVI, CISP e VIS) tra le 12 della rete di AGIRE saranno a disposizione dei partecipanti al forum per condividere la loro esperienza professionale e testimoniare le difficoltà quotidiane del lavoro di soccorso.
I partecipanti potranno accedere al dibattito utilizzando, dal proprio account twitter, il codice identificativo “#EAO”, tecnicamente chiamato hashtag. Domande e risposte, come nello stile e nelle caratteristiche comunicative di Twitter, dovranno avere un massimo di 140 caratteri.

Quello di giovedì sarà il primo di 4 incontri tematici che, da qui fino a dicembre, vedranno la partecipazione di tutte le organizzazioni aderenti alla rete di AGIRE e operative in Somalia, Kenya ed Etiopia.
«Da sempre l’informazione sul corretto utilizzo dei fondi donati da milioni di italiani che hanno scelto in questi anni di sostenere il network AGIRE è stata al centro delle nostre preoccupazioni» dice Marco Bertotto, direttore di AGIRE. “Per questo abbiamo pensato di usare le peculiarità di Twitter, e la semplicità di accesso senza filtro che lo contraddistingue, come nuovo strumento di rendicontazione e trasparenza verso i donatori”
Il secondo appuntamento è fissato per martedì 11 ottobre, alla stessa ora. Il tema dell’incontro sarà scelto dagli stessi utenti del primo Tweet Up e successivamente comunicato attraverso i diversi social network a disposizione di AGIRE e sul suo sito www.agire.it

Emergenza Giappone: Greenpeace attacca, iPhone apre un nuovo canale di raccolta fondi

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Piccolo ritorno al passato per Fundraising Now! per raccontarvi di due cose che mi sono piaciute particolarmente.

La prima riguarda Greenpeace, associazione che come sapete mi porto da tempo nel cuore, soprattutto per la sua capacità di coinvolgere e innovare a livello internazionale.

Da qualche mese la sede italiana di Greenpeace si è finalmente ripresa uno dei cervelli in fuga del nostro paese, Salvatore Barbera (ne avevo parlato qui, tra gli altri post) che dopo aver dipinto di verde Apple (qui il post) dai canali di Amsterdam e aver portato le Balene di Greenpeace nel Bosforo, ora si è fermato all’ombra del colosseo per far venire i sorci verdi (ovviamente) agli amici del nucleare. E gli effetti si vedono!

Il sito sulla base di un ripensamento globale si completamente rinnovato e mai come oggi si è tutto incentrato sulla partecipazione degli utenti: petizione sparata nello slideshow iniziale,  Social Network appena sotto e, soprattutto, l’aggiornamento dei firmatari della petizione che si trasforma in call to action.

Ma la verve rirtrovata di Greenpeace Italia credo  la si possa scoprire soprattutto guardando l’attivismo su Facebook e  dando un’occhata all’ultima newsletter firmata da Salvatore Barbera dal titolo emblematico e provocatorio: Fermiamo gli idioti del nucleare! Ecco, questo è un titolo che mi aspetto da Greenpeace ed è un Subject su cui non ci si può  non soffermare, comunque la si pensi. E’ così che si fa email marketing: ben ritornato Salvatore e buona petizione a tutti sul sito di Greenpeace: http://www.greenpeace.org/italy/it/

Altra bella novità viene da Apple che ha introdotto finalmente la possibilità di donare direttamente attraverso il proprio account iTunes per la Croce Rossa Americana (e lo sottolineo, americana, che è privata, pubblica un bilancio e non è stata coinvolta in scandali e non ha sprecato i soldi dei contribuenti ad Haiti!). Donare non è mai stato così semplice: selezioni un importo, confermi la cifra e immetti la tua password iTunes e ti scaricano dalla carta di credito l’importo. Il futuro della raccolta fondi, come ormai scrivo da tempo, passa da qui!

ps.: ci sarebbe da raccontare anche di Zynga per Save The Children su Facebook… e di un mare di altre cose interessanti, ma forse sarà per un’altra volta.

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Progetto ASSIF: una discussione per rinforzare l’associazione dei fundraiser

Cari amici,
dopo un periodo di incubazione da oggi è online “Progetto assif 2011-2013” un blog nato per avviare una discussione aperta sul futuro della nostra associazione di categoria e anche della figura del fundraiser in Italia: http://progettoassif2011.wordpress.com/

Ne abbiamo discusso di persona, al telefono, via email, persino al ristorante. Ne abbiamo discusso con i grandi fundraiser e i giovani che iniziano ora la loro storia. E dopo averci riflettuto, abbiamo deciso di rendere pubbliche queste osservazioni quasi a riassunto di quello che si dice in giro su ASSIF.

Una “specie” di programma? una sorta di “piattaforma” di idee da cui partire e con cui affrontare il futuro di ASSIF?. Forse. Di certo non è un “manifesto”, anche se, sia chiaro, è stato scritto pensando alle votazioni della prossima assemblea dei soci di ASSIF. Crediamo sia un democratico, trasparente e costruttivo modo di iniziare una discussione sul futuro si ASSIF.

Non pensiamo ci siano buoni e cattivi. Non una “vecchia governance” e una “nuova governance”. Ci sono tante persone che in questi anni si sono impegnate, e fra tutte innanzitutto Francesca Zagni, attuale presidente di ASSIF che ha dato e fatto tanto per l’Associazione dei Fundraiser Italiani.

Ma a maggio 2011, al Festival del Fundraising, durante l’assemblea dei soci, si dovrà eleggere il nuovo Consiglio Direttivo e il nuovo Presidente di ASSIF. E secondo noi è una bella occasione per rinforzare ulteriormente ASSIF. Noi vorremmo discutere del futuro di ASSIF.

Ecco perché abbiamo pensato a questo “Progetto ASSIF 2011-2014″. Un modo per arrivare più preparati all’assemblea dei soci.

Il documento che presentiamo è aperto a qualsiasi commento, ed è da costruire insieme a chi lo vorrà fare. Vuole infatti stimolare una discussione sincera e una partecipazione libera da parte di tutti coloro che decideranno di offrire il loro contributo. E’ uno strumento di lavoro che vogliamo mettere a disposizione del mondo del fundraising italiano.

Il nostro intento è avviare una confronto costruttivo affinché il documento possa diventare così parte integrante della futura strategia di ASSIF, che sarà delineata anche attraverso l’elezione del prossimo consiglio direttivo prevista per maggio 2011.

Ti proponiamo due cose da fare:

1 – SOSTENGO IL PROGETTO – Chi si riconosce nelle principali idee qui presentate può sostenere il progetto. Per entrare nella lista di coloro che “sostengono il progetto” basta scrivere a progettoassif2011@gmail.com e indicare nome, cognome, qualifica professionale e se soci o meno di ASSIF. Non è solo una raccolta di firme di una petizione, ma è il segnale che si vuole dare un sostegno al progetto. Alla volontà di discutere

2 – COMMENTO IL PROGETTO – Chi vuole commentare, aggiungere, tagliare, criticare, costruire queste idee può farlo mandando post e commenti. Ci impegneremo a cercare di sintetizzare i vostri commenti per redigere una nuova e definitiva versione del progetto entro la fine di marzo 2011. In ogni modo le principali idee contenute già oggi saranno mantenute.
Per leggere il progetto e partecipare alla discussione http://progettoassif2011.wordpress.com/

Grazie dell’attenzione

paolo

2007-2011: Fundraising Now! festeggia i 4 anni

Era il 21 gennaio 2007 quando, più per gioco che con la convinzione di trarne un’occupazione permanente, nasceva Fundraising Now!. Eppure qualcosa doveva essere nell’aria perché da allora il numero di blog e siti dedicati al fundraising si è moltiplicato (tra alti e bassi), il fundraising ha trovato un luogo in cui ritrovarsi e crescere (il festival del fundraising), sta faticosamente trovando una sua associazione (l’Assif) e anche temi come il fundraising online e l’innovazione applicati al marketing non-profit sono diventati attuali e di moda tanto da essere, oggi, nel programma dei principali corsi di studio dedicati alla raccolta fondi (e qui il mio grazie va ai tanti che in questa materia e nel sottoscritto come formatore hanno creduto).

Fundraising Now! ha attraversato tutto questo cercando sempre di essere nel vivo del dibattito e, soprattutto, cercando di accompagnare e promuovere ogni tentativo di far uscire il movimento dei fundraiser italiani dalla situazione di semi-clandestinità in cui si trovava riportando al centro, invece, una moderna cultura del dono.

Proprio per questo credo sia giusto festeggiare questi primi 4 anni con la quarta puntata del mio personale omaggio al mondo del fundraising: Blogger italiani per il fundraising.

L’ultima puntata era del 2008 (https://fundraisingnow.wordpress.com/2008/10/21/blogger-italiani-per-il-fundraising-iii/) e da allora lo scenario è parzialmente mutato. Alcuni nomi storici, come Lentati Blog, hanno chiuso da tempo. Più recentemente hanno chiuso anche i Blog di Fabio Latino, Raffaele Coruzzi, Matteo Paolini e con mio sommo dispiacere anche la bellissima esperienza di Virginia Tarozzi, inviata ad Oxfam Irlanda, si è interrotta. Altri blog, se non proprio chiusi, da tempo non aggiornano più le loro pagine e in alcuni casi ne sento davvero la mancanza (non me ne vogliano gli altri, ma il Diario del fundraising di Daniele Fusi spero che presto ritorni a macinare contenuti).

Fortunatamente il movimento continua a essere effervescente e alcuni nuovi blog e siti si sono affacciati alla ribalta.

Parto proprio da loro.

Fundraising and communication il bel blog di Elena Zanella, fundraiser anche lei di scuola Lentati, che non smette di ricordarci dalle sue pagine quanto sia importante il rapporto tra raccolta fondi e comunicazione.

Fundraising Km Zero blog sul fundaising per le piccole organizzazioni non-profit di Riccardo Friede. Ricco di suggerimenti a misura di quelli che pensano ancora che la raccolta fondi sia solo un lavoro da grandi nomi con investimenti milionari.

Fundraising Mix altro blog di un fundraiser in erba, Davide Moro, appassionato di Fundraising 2.0 e di innovazione. Davide sarà mio studente al Master in fundraising e sono sicuro che sarà un allievo stimolante.

MBS Fundraising Blog 4 consulenti  per il fundraising bolognesi animano un blog interessante e organizzano momenti di formazione a Bologna dal titolo I venerdì del fundraising (http://www.ivenerdidelfundraising.it/)

Be a fundraiser il blog di Raffaele Piccilli. Uno sguardo dal sud al fundraising e alla comunicazione sociale, ma anche un piccolo esempio di pensiero laterale: difficilmente troverete altrove i contenuti presenti in questo che è sicuramente uno dei blog più attivi dell’ultimo anno.

Sperimentare il fundraising di Alberto Ghione. Blog continuamente attivo e pieno di suggerimenti, ma anche attento a portare in primo piano i temi del dibattito più alto del non-profit, a cominciare da quello della gestione delle risorse umane.

Fundraising per le associazioni di volontariato di Erica e Anna, impegnate nel mondo del volontariato e sempre attente a dare indicazioni utili per quello che Luciano Zanin chiama “fundraising di strada”. Inizia a essere poco aggiornato… ma tenete duro ragazze.

Ed ecco alcune solide certezze

Fare Fundraising di Francesco Quistelli. Anche Francesco ha diradato la frequenza dei suoi post, ma dopo la lunga serie dei post sul “fare fundraising” negli ultimi tempi ha spesso proposto temi di politica del non-profit e di strategia che ritengo davvero interessanti e ricci di ispirazione.

Internet-Fundraising di Francesco Santini. Segnalazioni dall’Italia e dal mondo di campagne, iniziative online, blog e software opensource, ma anche da qualche mese ottime recensioni di siti italiani. Da seguire sempre con estrema attenzione.

Fundraising per il non-profit di Beppe Cacopardo. Segnalazioni di eventi, campagne, convegni e articoli sul blog di uno dei consulenti italiani al fundraising di più vecchio corso e mio collega nel consiglio direttivo di Assif.

Il Blog di Valerio Melandri, il primo dei blog italiani sul fundraising ma anche il luogo da cui molte delle cose che sono successe in questi anni nel settore sono partite. Continua così professore!

Finisco con alcuni fuori categoria

Fundraising.it: il sito, curato dal solito Francesco Santini e il vero punto di riferimento del settore in Italia.

Assif: il sito dell’Associazione Italiana Fundraising che in questi giorni sta subendo alcune trasformazioni di cui spero di darvi presto notizia.

Mailing Fundraising: la più ampia raccolta di mailing cartacei del terzo settore italiano. Qualsiai strumento voi utilizziate un vero e proprio tesoro da esplorare.

Donare Blog: sebbene sia un blog c anonimo reato soprattutto per tirare su soldi e per fare posizionamento sui motori di ricerca da visibilità su molte campagne di raccolta fondi e vale la pena buttarci un occhio ogni tanto.

Comunicazione Sociale. Il blog dell’amico Marco Valenti è una vera bibbia su tutto quello che bolle in pentola in Italia e nel mondo in termini di comunicazione non-profit

Quinonprofit. Sebbene Carlo Mazzini non sia né un fundraiser né un comunicatore sociale (con sua somma gioia) ma un esperto di fisco e non-profit ci sono due motivi per cui non potete perdervi questo blog: il primo è che un buon fundraiser dovrebbe avere anche una solida preparazione giuridica e fiscale; il secondo è che Carlo ha una scrittura tagliente, irriverente, affilata e graffiante come nessun altro!

Io per ora ho finito, ma ogni integrazione è, come al solito, ben accetta.

Il fundraising è morto… W il fundraising

E’ passato più di un mese dall’ultimo Festival del fundraising e Fundraising Now! è rimasto colpevolmente in silenzio. Me  ne dispiace: questa edizione meritava, già a caldo, un post che, almeno in parte, ne trasmettesse l’energia, la passione, la professionalità, l’entusiasmo, lo spirito di condivisione e anche la capacità di mettersi in discussione attraverso il coraggioso esperimento del Processo al Fundraising (a proposito: grazie Valerio di averci creduto, al di là dei dubbi dei molti e delle certezze dei pochi, a partire dal buon Michelangelo Carrozzi che mesi fa aveva voluto condividere con me il progetto per poi sobbarcarsene il peso praticamente da solo).

E’ stato un Festival speciale, per molti versi, ma credo che soprattutto per un evento vada ricordato: l’Assemblea di Assif, l’Associazione Italiana Fundraiser, è finalmente tornata  a casa, riconciliandosi con quello che è il suo luogo naturale (la più grande piazza del fundraising italiano), in mezzo alla sua gente (i fundraiser italiani). Spero sia solo l’inizio di un rapporto di amorosi sensi che non può che giovare innanzitutto ad Assif, ma anche alla sua comunità di riferimento in cerca di rappresentanza (e qui (stendo un velo sull’apertura del prof. Zamagni che sembrava un marziano, per quanto retoricamente efficace, calato sulla terra).

Ma se il mondo del fundraising italiano non è mai stato così vivo l’impressione, ancora una volta, è che a molti piacerebbe decretarne il de profundis!

Metto in fila alcuni fatti:

– nel silenzio più assoluto dei media, e purtroppo anche del non-profit italiano, si è consumato l’efferato omicidio del direct mailing italiano. Al 21 di giugno le tariffe di spedizione rimangono ancora bloccate 0,28 centesimi (oltre il 500% di aumento rispetto al passato), si sancisce l’irretroattività di qualsiasi ulteriore riduzione e si aspetta non si sa quando per emanare il decreto attuativo che dovrebbe portare a 0,14 (+150%) le tariffe a cui spediscono le onlus (fino a esaurimento dei 30 milioni messi sul piatto da Tremonti… poi ciccia e si ritorna a 0,28). E dall’anno prossimo? Tutto di nuovo in discussione, come se i soldi al fundraising del Terzo Settore fossero un elemosina, non un investimento sul futuro del paese e delle sue relazioni internazionali!

– intanto l’Agenzia per le Onlus fa sapere di non essere competente sulla questione. Nata come organismo di promozione e controllo (forse con l’obiettivo di diventare una Charity Commision… se non pensassi che i modelli internazionali all’italica Agenzia sembrano stare stretti… si sa… noi italiani “lo famo strano”), l’Agenzia sembra volersi dedicare soprattutto alla produzione di linee guida e al loro controllo lambiccando su 70-30 mentre il Governo segna una goleada alzando di botto i costi del 500%. Bella questa Italia che fa sistema!

– il 5xmille intanto rimane quello che è sempre stato: una simpatica regalia, spalmata tra vere e presunte non-profit, i cui contorni vengono definiti anno per anno in barba a qualsiasi necessità di pianificazione di un terzo settore realmente professionalizzato.

– tutto questo mentre si moltiplicano gli avvoltoi attorno a questo mondo dove ognuno sembra voler dire la propria, ma sempre con un punto fermo: non ascoltare mai i professionisti del Terzo Settore, soprattutto se fanno fundraising!

“Ecco il solito pessimista!” mi si dirà. Ma in realtà no. A dispetto di tutto rimango ottimista sul nostro settore, certo a condizione che il non-profit e la comunità dei fundraiser si scrollino di dosso le lor paure e diventino finalmente adulti. Alla fine, come sempre, ogni crisi apre delle opportunità.

Provo a vaticinare…

si inizierà a fare un po’ di pulizia. Qualche organizzazione troverà sempre meno conveniente spedire e cambierà sistema (riequilibrando gli investimenti), risorse permettendo. Qualcuna purtroppo sarà nel novero delle più serie. Qualcuna, speriamo, tra quelle nate in questi anni esclusivamente per fare business (alla faccia dei controlli tanto sbandierati). Meno spedizioni, più creatività (modello UK, per intenderci… anche se lì la crisi ha morso in maniera pesante), non-profit sempre più esigente nel richiedere alle nostre sgangherate poste (sotto Natale, a tariffa ordinaria, può capitare che non venga recapitato anche fino al 20% delle spedizioni nella mia esperienza) un servizio efficiente e all’altezza dei costi e speriamo redemption più alte e Ritorni sugli Investimenti (ROI) più tonici;

– arriverà la conncorrenza e, speriamo, fornitori in grado di praticare tariffe decenti con un servizio decisamente più efficiente delle nostre Poste;

si riaprirà il tavolo della privacy, riuscendo a far ottenere al terzo settore (vista l’utilità sociale svolta dalle sue organizzazioni) una serie di eccezioni alle iper-restrittive norme attuali sia sulle liste (ormai andiamo sempre suo soliti noti, con indirizzari sempre meno aggiornati), sia sulla possibilittà di utilizzare il telemarketing;

ci rimetteremo a studiare, ragionando con maggiore professionalità sugli altri strumenti a disposizione e con una sempre maggiore attenzione ai costi: comunicazione e posizionamento strategico, corporate fundraising, pubbliche relazioni, eventi, fidelizzazione, face to face, telepromozioni, web marketing, volontariato, mobile fundraising, challenge fundraising, ecc. ecc. con nuovi equilibri per il nostro marketing mix;

impareremo a fare sistema, dotandoci finalmente di una rappresentanza stabile e riconosciuta da tutti che non elimini le attuali rappresentanze ma sappia federarle (sul caso tariffe ho visto più gomitate che tentativi di parlare a una sola voce… e qualcuno ha giocato in maniera davvero scorretta). Fare sistema significa anche diventare soggetto politico, capace di fare lobby al di là degli schieramenti e delle ideologie, per far pesare gli interessi concreti, e collettivamente rilevanti, del nostro settore;

– rivendicheremo il ruolo che ci spetta anche con i media, visto che la nostra percentuale di PIL (con le sue storie di coraggio, dedizione, altruismo, buone pratiche …) è la meno rappresentata nei telegiornali e giornali italiani così come nelle varie trasmissioni (con l’eccezione, che poi finisce per essere indigesta e strumentale, delle  raccolte fondi SMS e degli eventi di piazza);

– contrasteremo l’insensatezza, anche logica, oltre che economica, dei co-finanziamenti pubblici e delle fondazioni: se un progetto è valido, se pensiamo che risponda ai bisogni della collettività o di un gruppo in situazione di disagio, dovremo pretendere che questo venga finanziato in toto, dalla fase di analisi a quella di valutazione (compreso la necessità di effettuare focus  group e sondaggi, esattamente come farebbe il profit più avveduto), valorizzando le competenze delle risorse umane impiegate;

l’Agenzia delle Onlus invece di discettare di Borsa delle Donazioni (ultima misteriosa invenzione  tirata fuori dal cappello creativo dei nostri) diventerà un alleato del non-profit su: 5×1000, payroll giving, IVA, strumenti di pagamento, riconoscimento a tutti gli effetti del Cause Related Marketing, deducibilità fiscale, contrattualistica e costi del terzo settore, servizi al non-profit (compreso un investimento nelle ricerche di settore) e qualsiasi altro capitolo aperto vi venga in mente, compreso, questo sì caro Prof. Zamagni, il riordino giuridico del non-profit, con una nuova definizione civilistica e un testo unico che superi la frammentarietà dell’esistente, innovando, perché è fondamentale, ma anche facendo pulizia di tutti quegli enti non commerciali impropriamente profilerati nell’ultimo ventennio;

–  arriveremo a un modello di trasparenza più avanzato del terzo settore: questo significherà obbligo di pubblicazione dei bilanci sui siti Internet secondo modelli uniformi di rendicontazione per settore o tipologia di organizzazione; obbligo di compilare moduli che indichino con chiarezza la composizione della governance, gli stipendi delle figure dirigenziali e manageriali, l’utilizzo delle risorse, ecc. Questo ci permetterà di arrivare ad avere, anche in Italia, siti come Charity Navigator o GuideStar (grazie a Stefano Zurlo per averli citati durante il Processo al fundraising) più adatti a fotografare la situazione attuale di quanto non lo siano soggetti come l’IID (su cui forse dovrò spendere un post ad hoc per chiarire il mio pensiero ma intanto vi rimando al post di Valerio Melandri sulla condanna dell’Istituto per pubblicità ingannevole).

Consideratelo come un gioco. In questo paese anche come un’utopia (anche se tutto questo è realtà in diversi altri paesi). Ma sono fiducioso che i tempi siano maturi per una svolta e, che, a dispetto di tutto, potremo continuare a dire: W il fundraising. Se poi ne avete voglia, e tempo, mi piacerebbe giocaste anche voi con me dicendo la vostra.

Un caro saluto

ps.: segnalo due post dove si discute di temi non troppo dissimili

Francesco Quistelli
http://quistelliblog.wordpress.com/2010/06/14/stato-societa-civile-e-fundraising-il-futuro-passa-da-qui/#comments

Massimo Coen Cagli (che  ha aperto un’intera sezione sulle nuove frontiere del fundraising ed ha anche lanciato una survey)
http://fund-raising.it/il-fund-raising.it-pensiero.php