Responsive e-mail, il nonprofit è pronto al cambiamento?

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Dopo un periodo di latitanza…torno a parlare di nonprofit e e-mail marketing!

I numeri parlano chiaro. Secondo una recente indagine tra il 15% eil 65% delle e-mail vengono aperte da dispositivi mobile (emailmonday.com). Viene da sè che gli utenti desiderino sempre più un’esperienza adeguata alle nuove tecnologie (spesso touch) e alle dimensioni degli schermi inferiori rispetto ai pc. Pensate che l’80% degli utenti eliminano le email che non leggono correttamente dal loro dispositivo.

Fino a qualche anno fa era impensabile progettare creatività completamente adattabili ai nuovi dispositivi, anche se i client di posta elettronica da tempo adattano i layout alla dimensione dello schermo. Risultato: immagini spesso sballate, testi difficili da leggere, pulsanti e link difficili da cliccare.

La risposta a questo problema sono le responsive e-mail. Si tratta di una serie di tecniche applicate al codice delle e-mail che includono layout grafici automaticamente adattabili ai singoli dispositivi, testi che cambiano e si adattano a smartphone, tablet e pc, addirittura omettendo parti di “codice” per migliorare la navigabilità e la risposta alle call to action (soprattutto per dispositivi touch screen).

In questa immagine (presa in prestito da litmus.com) potete vedere come cambia l’approccio grazie alle responsive e-mail.

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Se per esempio accedendo da pc la nostra e-mail prevede 3 paragrafi di testo, su mobile è possibile nasconderli e fare in modo che venga visualizzato un messaggio più breve e un’intuitiva call to action così che l’utente sia più facilitato nel compiere un’azione in movimento (compilare un form, accedere alla vostra landing page o DONARE!).

Ma la tecnica non basta, la vecchia regola del “buon senso” sicuramente aiuta a migliorare i risultati, alcuni consigli:

  • create pulsanti grandi e facilmente accessibili (non uno attaccato all’altro!)
  • utilizzate layout che permettano di leggere il contenuto anche senza scaricare le immagini (bloccate dalla maggior parte dei client di posta)
  • eliminate tutti i contenuti che non aiutano a raggiungere l’obiettivo della vostra comunicazione (la regola del “già che ci siamo gli ricordo anche…” con una serie infinita di informazioni, non funziona!)
  • non utilizzate testi eccessivamente lunghi (e tediosi)
  • …fate tesoro delle esperienze passate!

Due precisazioni importanti:

  • Non tutti i client di posta supportano le responsive e-mail, quindi se avete intenzione di utilizzare queste tecnologie testate su tutti i principali client (Gmail, Yahoo, Libero, Hotmail, ecc…).
  • Le applicazioni native degli smartphone sono già tutte in grado di leggere correttamente la tecnologia responsive, mentre non lo sono alcune App di terze parti (su iPhone le App: Gmail, Mailbox, Yahoo!; su Android le App: Gmail e Yahoo!)

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Non finisce tutto con una buona e-mail, ricordatevi di creare siti e landing page adeguate alla visualizzazione da mobile, la percentuale degli accessi da mobile sulle vostre pagine è in costante crescita.

Tenetevi pronti al cambiamento!

Giampaolo

Il fundraising inizia dal benchmark… Insomma ragioniamo sui dati!

 

L’ho sognato, chiesto e richiesto per anni, aiutato a crescere… ed eccolo qui: il primo benchmark sull’email marketing del nonprofit italiano. 24 organizzazioni a confronto. Un confronto sui dati di apertura e click rate suddiviso per tipologia di spedizione: servizio, raccolta fondi e advocacy. Orari, giornate e mesi di spedizione sotto la lente. Un lavoro fondamentale per chiunque di noi si occupi di fundraising e comunicazione online che finalmente trova la luce: l’Email Marketing Metrics Benchmark Report – Non Profit realizzato da Contactlab.

Ve lo potete godere con questa bella infografica e iniziare a ragionarci su per le vostre prossime spedizioni. Buona visione!

Qui il link: http://www.contactlab.com/email-marketing-metrics-benchmark-report-non-profit-2012-all 
Benchmark-Report_NP_2012_12mesi

 

 

Email marketing: con il benchmark non profit report arriva un bel regalo di Natale

ContactLab realizza l’Email Marketing Metrics Benchmark Report 2012 – Non Profit, la prima ricerca in Italia che analizza le performance ottenute attraverso le campagne di email marketing di oltre 24 ONP che comunicano grazie alla sua piattaforma. Uno strumento innovativo, unico e vitale per le associazioni che potranno confrontare i propri risultati con le medie del settore.

Qual è in media la percentuale di apertura delle email inviate dalle Organizzazioni Non Profit? Quante di queste vengono poi cliccate? Quali sono il giorno, il mese e l’ora migliori per inviare un’email? Questi criteri cambiano a seconda della tipologia di comunicazione inviata (raccolta fondi, comunicazione di servizio, email informative ecc.)?

Fino a qualche giorno fa in Italia non disponevamo di metriche affidabili per poter valutare le nostre campagne o per potere effettuare comparazioni con le migliori performance di altre organizzazioni. Come spesso capita al nostro settore, vivevamo di ipotesi, di sentito dire, di episodici confronti con colleghi, di miti su cui provare a costruire immaginifici budget con strabilianti aspettative.

Oggi invece posso rigirarmi tra le mani il primo benchmark sulle metriche dell’email marketing dedicato al nostro settore e, al di là dell’orgoglio di averlo stimolato e richiesto fino allo sfinimento agli amici di Contactlab (a cui ho anche chiesto un’espansione, ovviamente…), devo dire che ho finalmente in mano uno strumento fondamentale per chiunque abbia a che fare con il digital marketing e il fundraising online.

L’analisi, partendo dallo studio di 24 organizzazioni non-profit, ben bilanciate in termini di notorietà, dimensioni del database e consuetudine d’uso dello strumento, da un quadro dettagliato e significativo delle prestazioni dei primi 6 mesi del 2012: tassi di apertura, click rate, confronto tra newsletter, mail di raccolta fondi e mail di relazione o servizio, orari e giorni di spedizione e di apertura oltre a un’interessante comparazione fra settori diversi.

Ecco alcuni degli highlights emersi dalla ricerca

Tenendo in considerazione l’andamento per mese delle performance degli invii delle 24 ONP indagate nel loro insieme (grafico 1), il mese che registra il best click rate (percentuale di click sulle email aperte) dei primi 6 mesi del 2012 è marzo.

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Grafico 1 – Fonte: Email Marketing Metrics Benchmark Report – Non Profit, ContactLab

Durante la settimana, l’analisi mostra che le ONP preferiscono spedire di giovedì; devono però fare i conti con i volumi totali che possono provocare tassi globali di apertura più bassi. In altri termini: dalla ricerca emerge infatti come al crescere dei volumi delle email inviate dalle ONP, diminuiscano open e click rate (grafico 2).

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Grafico 2 – Fonte: Email Marketing Metrics Benchmark Report – Non Profit, ContactLab

Spostando l’occhio sugli utenti l’orario migliore per leggere le email ricevute dalle proprie Organizzazioni Non Profit preferite risulta essere durante il pranzo oppure nel tardo pomeriggio (Grafico 3).

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Grafico 3 – Fonte: Email Marketing Metrics Benchmark Report – Non Profit, ContactLab

Un estratto dell’Email Marketing Metrics Benchmark Report 2012 – Non Profit, lo trovate qui

Il resto della ricerca, ricchissima, è disponibile ai soli clienti di Contactlab e rappresenta, dal punto di vista professionale, davvero il miglior regalo di Natale che potessero farci: finalmente dati reali statistici su cui confrontarci e da cui ripartire, nel 2013, per fare sempre meglio il nostro lavoro di fundraiser e comunicatori.

Innovare il nonprofit e la raccolta fondi

In questi tempi si parla molto di innovazione nel nonprofit e all’innovazione si dedicano premi e convegni. Mancava però una giornata dedicata realmente all’innovazione del fundraising. A colmare questa lacuna ci ha pensato la Bocconi, complice un’idea di Francesco Quistelli e la partecipazione di IDMC. È nato così il Nonprofit Innovation Day, una giornata di confronto, studio e scoperta delle tante declinazioni che l’innovazione può avere.

Ci sarò anche io, insieme a Mirko Pallera di Ninja Marketing, a parlare di digitale e non convenzionale. Se credete che questo mondo abbia bisogno di idee innovative… Non mancate, questo è il programma della giornata, che si terrà in Bocconi il 23 ottobre. Qui per iscriversi: http://wapp.sdabocconi.it/forms/nid2310/

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Le novità non finiscono qui. Insieme a Volontari per lo Sviluppo stiamo preparando anche un webinar in 10 lezioni su come organizzare una campagna di raccolta fondi e comunicazione online. Insieme a me ci saranno Salvatore Barbera (ex Greenpeace ora fondatore dell’Agenzia Lattecreative e direttore di Change Italia), Francesco Santini (mio sodale in molte avventure sul digital marketing), Matilde Puglisi di Contactlab (che ci guiderà nell’email marketing per il nonprofit) e Luca Oliverio (esperto di social network e responsabile comunicazione Corporate di The Blog Tv).

L’iscrizione costa solo 200 euro e potete farla direttamente dal sito di Volontari per lo sviluppo

Iscrivetevi, cercheremo di guidarvi passo passo nella creazione e realizzazione di una campagna online.

Ps.: le sorprese continueranno anche nelle prossime settimane anche se la più bella l’avrete sicuramente notata… Questo blog non ha più una sola voce e si sta aprendo a nuovi professionisti per essere, sempre di più, un laboratorio sull’innovazione nel nonprofit e nel fundraising. Grazie a Giampaolo Pizzighella che ha accettato la sfida.

Gli italiani e le donazioni online: riflessioni e interpretazioni sui numeri del Non-Profit Report 2012

Ragazzi che periodo effervescente per il mondo del fundraising italiano e per il terzo settore in generale: sembra che la crisi stia tirando fuori nuove energie e nuovi entusiasmi, insieme a un bisogno sempre più condiviso di professionalità.

Una nuova Assif, Associazione Italiana Fundraiser, che finalmente discute, apertamente, di sé stessa e del suo statuto ontologico. Blogger sempre più attivi, giovani fuori e giovani dentro, che si mettono in gioco, collaborano e, salutarmente, si sfidano anche alla ricerca di lettori. Ricerche che, finalmente, vanno a “sfruculiare” (qui la traduzione per chi non ha nel sangue granelli meridionali) qualche vecchio luogo comune del nostro terzo settore su temi mica da ridere, come il ruolo nelle politiche di welfare, il rapporto con la responsabilità sociale delle imprese e con l’essere impresa (sociale, of course) o l’uso degli strumenti digitali nella comunicazione sociale.

Sulla comunicazione e il fundraising online, addirittura, assistiamo da qualche anno a una bella (e torno a dirlo, salutare) competizione fra Contactlab e Slash, due società che proprio a causa della sfida cercano oggi di differenziarsi con ricerche sempre più puntuali, e quindi utili, sui comportamenti in rete degli italiani.

Oggi vi racconto proprio dell’ultima ricerca di Contactlab (a cui ho in parte collaborato), il Non Profit Report 2012, frutto delle risposte di 32.000 rispondenti prospect, simpatizzanti e donatori iscritti alle newsletter elettroniche di 32 organizzazioni italiane.

Vediamo in numeri e tabelle, e commenti personalissimi, qualche dato interessante.

Se qualcuno mi dice ancora che Internet è un posto per pischelli…

Quella dell’età “troppo giovane” degli utenti online è uno dei miti con cui più spesso mi diverto nelle lezioni sul fundraising e la comunicazione online, visto che sopravvive imperterrito ad anni di ricerche, approfondimenti… e lezioni stesse (colpa del docente, sicuramente): il 32% degli iscritti alle nostre newsletter (o almeno dei rispondenti), hanno un’età media superiore a… (rullo di tamburi, squillino le trombe, udite udite…) 55 anni!

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Può significare molte cose, ovviamente: che i più giovani usano sempre di meno l’email (vero, in parte); che i più giovani non si iscrivano alle newsletter; che a rispondere siano solo i più fedeli (qui c’è gente che si occupa di sociale da più di vent’anni ed è in maggioranza…), quindi quelli con i capelli più grigi… Tutto vero, ma se gli attaccate quelli con più di 45 anni parliamo sempre è comunque di percentuali rilevanti di persone che un tempo avremmo inserito tra i nostri donatori tipo (prima che l’email cartaceo diventasse cosa da 70 e più), quindi: ATTENZIONE ATTENZIONE a coltivarli bene, dietro le email che spediamo ci sono donatori con il bollino “doc”, non trattiamoli come donatori di serie B (che poi non dovrebbero mai esistere nel nostro mestiere) e non usiamo la mail come una cloaca dove buttare di tutto senza un piano di fidelizzazione.

La ricerca ci dice anche che:

– son donne al 53%, in controtendenza rispetto ai dati dell’Internet nazionale;

– e sono laureatissime (il 44% ha almeno la laurea).

I nostri donatori sono abituati a sganciare la carta di credito più di quanto pensiamo!

A costo di devastare la pazienza dei miei poveri studenti non mi stancherò mai di partire da un dato di scenario imprescindibile: se gli diamo una ragione per usare la carta di credito i nostri donatori non sono dei marziani scesi dalla luna così diversi dagli americani di ricerche ben più famose.

Ossia:

– l’e.commerce italiano, per quanto piccolo, cresce a ritmi sostenuti;

– i nostri donatori e prospect online sono dei patiti dell’ecommerce tanto che non solo usano molto la rete, ma l’80% di loro ha fatto anche acquisti online.

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Oddio, questo dato può anche significare che la maggior parte dei nostri iscritti online arriva da un qualche fornitore di lista che ha preso i dati da un sito di e.commerce… E quindi? A maggior ragione ricordiamoci che se abbiamo la loro email è perché la usano, che se la usano nella maggior parte dei casi l’hanno fatto per ragioni commerciali… e che se non si sono ancora decisi a farci una donazione online è perché (a parte contingenti, si spera, motivi di carattere economico che hanno pesato poco o molto che sia sul 68% dei rispondenti!!!):

– non abbiamo dato loro una ragione sufficiente per donare online e abbiamo fatto in modo che non diventi un’abitudine donare anche online (il 45%, concentrati soprattutto tra i più anziani, ne fa meramente una questione di abitudine, e se è vero che le abitudini sono dure a morire, specie dopo una certa età… è pur vero che se sono riusciti ad acquistare online forse è anche perché… dove se ne ha una convenienza percepita, si possono anche cambiare le vecchie abitudini!;

– non siamo stati abbastanza trasparenti nel gestire la relazione con loro (il 49% pensa che non lo siamo!);

– non siamo stati abbastanza specifici nella richiesta e nel follow up (il 27% ritiene che siano un po’ troppo generiche le nostre richieste);

– non siamo stati abbastanza coinvolgenti e partecipativi nella vita dell’organizzazione (13%)

Per chi mi segue a lezione ricordo i trend di cui sto parlando in questi mesi e che ritrovo confermati: gli utenti vogliono maggiore trasparenza, vogliono poter scegliere, vogliono poter partecipare, vogliono essere attivati secondo processi di gamification. Tutte queste sono ragioni che, secondo la ricerca di Contactlab spingerebbero gli utenti a donare di più: ragioniamoci nelle nostre strategie!

La newsletter non è solo uno strumento di informazione: è anche uno strumento, utilissimo, di raccolta fondi

La newsletter elettronica (e in genere l’email) è un potente strumento di fidelizzazione e di raccolta fondi sul proprio pubblico. Lo confermano i dati americani (dove il fundraising online cresce al crescere del database di iscritti alla newsletter), e lo confermano le risposte dei rispondenti alla ricerca di Contactlab.

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Questo è vero su più fronti:

– nel caso del 5×1000, se è vero che lo strumento principale rimane il passaparola (che si innesca anche online, del resto), è anche vero che seguono da presso le campagne online ma, soprattutto, che di quel 12% di persone che citano la newsletter/email come canale di informazione sul 5×1000, quasi il 50% è composto da persone che ogni anno destina il cinque per mille sempre alla stessa organizzazione. Come dire: se non gli mandate il pro-memoria via email, vi state perdendo la fetta più calda e fedele dei vostri donatori di reddito!

– un 46% dei rispondenti hanno detto di aver donato (almeno di tanto in tanto, contro l’80% che acquista online… ricordiamocelo”!), attraverso Internet, il 38% lo fa “generalmente”, ma ben 1 donatore su 6 (il 16%) dice di aver donato online dopo aver cliccato su una mail/newsletter (di tanto in tanto o in occasioni specifiche, come Natale, Pasqua o emergenze umanitarie).

Quindi, se è vero che il 42% dei rispondenti sceglie la newsletter (ma anche il sito della Organizzazione Non-Profit), come strumenti principali di informazione, è anche vero, che se mi arrivano email da un’organizzazione di cui mi fido, che reputo trasparente, che mi coinvolge, ecc. ecc. e di cui normalmente leggo i messaggi per informarmi, ci sta che prima o poi io usi quello strumento anche per fare una donazione: però chiedetemelo bene e per un motivo che mi coinvolga!

Social network e non-profit, abbiamo ancora qualcosa da imparare, forse

Non conosco lo specifico la lista delle 32 organizzazioni partecipanti, ma mi fa un po’ specie che solo il 31% segua un’organizzazione non-profit su Facebook.

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Le interpretazioni possono essere le più varie. Ne ipotizzo alcune:

– le organizzazioni non hanno una loro pagina (pagina, mi raccomando, pagina!) su facebook;

– le organizzazioni non lo hanno comunicato adeguatamente o non hanno mai inserito un bottone con il link alla loro pagina di un social network (pare che nel 9% i rispondenti abbiano segnalato che non erano presenti bottoni di condivisione);

– i donatori, simpatizzanti hanno altre cose più serie (o divertenti) da fare su Facebook e non vogliono ritrovarci pure lì.

In ogni caso mi sembra ci si possa lavorare su, soprattutto partendo dalle motivazioni addotte da quel 31% che la briga di seguirci anche sui social network (e in particolare su facebook) se l’è presa. Ossia:

– trovare (e quindi offrire) un flusso costante di informazioni in tempo reale;

– condividere informazioni con gli amici (e quindi dare qualcosa che valga la pena condividere);

– trovare (e quindi offrire), un tono più diretto e informale (dove trovarsi a casa o tra amici, aggiungo io);

– attivarsi (e quindi offrire occasione per…) anche online.

Beh, la mia ve l’ho detta. E ora da blogger bradipo torno a riposo (per quanto non so), ma non senza prima avervi dato il link da cui scaricare la ricerca, la sintesi della stessa e un’accattivante infografica!

Tel chi (per bilanciare il meridionalismo dell’incipit, significa in milanese, “eccolo qui”):

http://www.contactlab.com/nonprofitreport

ps.: per chi vuole e può, ci si vede nei prossimi corsi su “fundraising e comunicazione online” a Milano (Bocconi), Monza, Varese e soprattutto a Forlì (http://www.fundraisingschool.it/corsointernetfundraising2012.html dove quest’anno sarò in compagnia del mitico Luca Conti (http://www.fundraisingschool.it/faculty.cfm?wid=176).

ps2: a Valerio Melandri e alla sua meravigliosa squadra faccio i complimenti per il bellissimo programma del Festival del Fundraising 2012: non ci sono stato (gustandomi peraltro il ruolo di papà) e avrei tanto voluto esserci perché mai come quest’anno gli argomenti, i relatori e lo spirito mi sembravano quelli giusti. Ancora una volta grazie perché se il fundraising sta uscendo dalle catacombe e inizia finalmente a parlare con una voce autorevole, lo si deve soprattutto all’energia scatenata dal prof. e dall’evento che ha messo in piedi.

Non-profit email award… Chi sarà il più bello del reame al Festival del Fundraising?

In questo periodo si stanno muovendo tantissime cose nel mondo del non-profit italiano, e il fundraising online inizia finalmente a frizzare di novità e di stimoli. Nonostante la crisi, nonostante il clima di pessimismo che si respira, questa energia, questa voglia di mettere in circolo conoscenze, esperienze, buone pratiche, innovazione, è davvero una boccata d’aria pulita e sono contento che nel lontano 2007 questo blog abbia iniziato a seminare le basi di questo cambiamento.

Nei prossimi giorni vi racconterò un po’ di questa aria di cambiamento e nei prossimi tre mesi cercherò di condividerla con gli studenti del Master in Fundraising, della Fundraising School, del Master Non Profit della Bocconi e con i ragazzi di Ancona, Varese e Monza, intanto volevo condividere con voi un evento che auspicavo da parecchio tempo e che finalmente, grazie agli amici di Contactlab, si è materializzato: un premio per le migliori email del terzo settore.  Di seguito trovate il comunicato: il tempo è pochissimo, perciò affrettatevi.

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Al via il Non Profit Email Award 2012.  ContactLab promuove una nuova iniziativa nell’ambito dell’Italian Fundraising Award 2012, in occasione del Festival del Fundraising. Il Non Profit Email Award 2012 è la prima edizione del concorso che premia le migliori newsletter e campagne email delle ONP.

L’iniziativa è rivolta a tutte le organizzazioni non profit che possono iscriversi e partecipare al concorso compilando l’apposito form (fino al 19 aprile) e candidando fino a 5 campagne. A partire dal 20 aprile saranno gli utenti web a votare, esprimendo la propria preferenza sulle newsletter e campagne email candidate. Le prime 10 in shortlist verranno presentate durante il Festival del Fundraising, occasione in cui la votazione si sposta offline: saranno i partecipanti dell’evento, votando in loco, a decretare la campagna email vincitrice.

L’organizzazione non profit la cui campagna risulterà più votata riceverà una donazione di 2.000 euro! Sei una ONP? Partecipa al concorso e candida subito le tue migliori campagne email! Per maggiori informazioni info@nonprofitemailaward.it.

http://www.nonprofitemailaward.it/