Fundraising online: per il nuovo corso ci facciamo in 4!

I 3 moschettieri del fundraising online... che poi sono 4

I 3 moschettieri del fundraising online... che poi sono 4

Per il nuovo corso della Fundraising School (che coordino da ormai qualche anno) ho cercato di realizzare un piccolo sogno, riunendo una mia piccola squadra dei sogni: 3 professionisti di peso, 3 approcci completamente diversi a Internet, alla comunicazione, ai social media e alla raccolta fondi ma soprattutto tre persone con una storia completamente diversa che, insieme a me, proveranno non solo a condurvi lungo la strada di un fundraising di successo, ma anche a farvi vivere un’esperienza coinvolgente.

Eccoli qui i miei compagni di viaggio, i 3 moschettieri della raccolta fondi online.

Salvatore Barbera, responsabile della campagna (vincente) per il nucleare di Greenpeace Italia, ma anche della mitica (e anch’essa vincente) campagna Green My Apple di cui vi ho già parlato qui. Una di quelle menti italiane che, dopo l’esperienza ad Amsterdam e poi in Turchia e tornato a dare vitalità alle campagne di Greenpeace anche nel bel paese.Salvatore vi parlerà di come si costruisce, e si vince, una campagna online, raccogliendo anche fondi.

Luca Oliverio, responsabile comunicazione corporate di The Blog TV, creatore del portale Comunitazione e grande esperto di Social Media. Luca ci svelerà i segreti di Facebook e dei Social Network, con l’occhio del professionista del profit da sempre appassionato di non-profit e comunicazione sociale.

Francesco Santini, formatore da anni di Internet e Fundraising, ideatore di alcune delle cose più belle fatte per far crescere una cultura del fundraising in questo paese come Fundraising.it, Internet-Fundraising.it e Mailing.Fundraising. Francesco è uno dei formatori più coinvolgenti che io conosca e vi parlerà di come costruire un sito di successo e impostare una campagna di posizionamento sui motori di ricerca.

Poi ci sono io… ovviamente, ma questa è un’altra storia.

Se non volete perdervi lo spettacolo, vi aspettiamo a Forlì: c’è ancora qualche posto!

http://www.fundraisingschool.it/corsointernetfundraisingonline.html

 

 

Emergenza Giappone: Greenpeace attacca, iPhone apre un nuovo canale di raccolta fondi

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Piccolo ritorno al passato per Fundraising Now! per raccontarvi di due cose che mi sono piaciute particolarmente.

La prima riguarda Greenpeace, associazione che come sapete mi porto da tempo nel cuore, soprattutto per la sua capacità di coinvolgere e innovare a livello internazionale.

Da qualche mese la sede italiana di Greenpeace si è finalmente ripresa uno dei cervelli in fuga del nostro paese, Salvatore Barbera (ne avevo parlato qui, tra gli altri post) che dopo aver dipinto di verde Apple (qui il post) dai canali di Amsterdam e aver portato le Balene di Greenpeace nel Bosforo, ora si è fermato all’ombra del colosseo per far venire i sorci verdi (ovviamente) agli amici del nucleare. E gli effetti si vedono!

Il sito sulla base di un ripensamento globale si completamente rinnovato e mai come oggi si è tutto incentrato sulla partecipazione degli utenti: petizione sparata nello slideshow iniziale,  Social Network appena sotto e, soprattutto, l’aggiornamento dei firmatari della petizione che si trasforma in call to action.

Ma la verve rirtrovata di Greenpeace Italia credo  la si possa scoprire soprattutto guardando l’attivismo su Facebook e  dando un’occhata all’ultima newsletter firmata da Salvatore Barbera dal titolo emblematico e provocatorio: Fermiamo gli idioti del nucleare! Ecco, questo è un titolo che mi aspetto da Greenpeace ed è un Subject su cui non ci si può  non soffermare, comunque la si pensi. E’ così che si fa email marketing: ben ritornato Salvatore e buona petizione a tutti sul sito di Greenpeace: http://www.greenpeace.org/italy/it/

Altra bella novità viene da Apple che ha introdotto finalmente la possibilità di donare direttamente attraverso il proprio account iTunes per la Croce Rossa Americana (e lo sottolineo, americana, che è privata, pubblica un bilancio e non è stata coinvolta in scandali e non ha sprecato i soldi dei contribuenti ad Haiti!). Donare non è mai stato così semplice: selezioni un importo, confermi la cifra e immetti la tua password iTunes e ti scaricano dalla carta di credito l’importo. Il futuro della raccolta fondi, come ormai scrivo da tempo, passa da qui!

ps.: ci sarebbe da raccontare anche di Zynga per Save The Children su Facebook… e di un mare di altre cose interessanti, ma forse sarà per un’altra volta.

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Il web? I messaggi nella bottiglia ora si lasciano qui.

L’inarrestabile Greenpeace ancora una volta mobilita le sue energie online per una nuova bellissima campagna di Viral Marketing.

Questa volta l’obiettivo è la prossima convention delle Nazioni Unite che si terrà a Bali, in Indonesia, dal 3 al 14 dicembre per discutere dei cambiamenti climatici. Ancora una volta, probabilmente, tutto si risolverà nella solita parata di potenti e nella solita teoria di promesse senza futuro.

E allora, perché non mandare un bel messaggio nella bottiglia fino a Bali per dire che quello che sta capitando al nostro pianeta ci interessa? E allora, pronti, partenza, via… Una bottiglia, il classico messaggio nella bottiglia “Save the climate“, una barca che arriva al largo e lancia la bottiglia fino alla stupenda isola asiatica. Ecco cosa troverete nel primo video virale di Greenpeace che lancia la campagna. Ma se anche voi volete mandare il vostro messaggio, come al solito, date un’occhiata al sito e alla poche regolette e cimentatevi.

Le campagne di Greenpeace sono, come sempre, 2.0.

Greenpeace banner

Visto che parlo di Greenpeace, vorrei consigliarvi di studiare con attenzione anche i banner dell’associazione ambientalista. L’immagine qui è sempre coerente con la causa, con il mezzo (Internet e il PC) e con l’approccio partecipativo tipico del fundraising 2.0. Un bell’esempio da studiare.

Qui purtroppo non posso inserire il flash del banner e vi perderete la bella animazione di questo banner. Ma vi basta andare sul sito di Greepeace International per capire di cosa sto parlando.

L’uso creativo e coerente dello strumento banner, la diversificazione delle newsletter, i video virali, la partecipazione degli utenti nelle campagne User Generated Content, le cause e i gruppi presenti sui social network (il messaggio mi è arrivato tramite Facebook), l’attenzione all’usabilità con cui sono disegnati i siti, il bun posizionamento sui motori di ricerca, i due click per iscriversi alla newsletter e il call to action sempre presente… Ecco perché continuo a considerare Greenpeace come un esempio quasi unico nell’uso della rete.

Grazie mille ancora una volta a Salvatore Barbera (grande esempio di buzz directors creativo) per la segnalazione (se mi legge una conferma: ma sei ancora tu quello del video?)

Difendere l’ambiente? Iniziamo giocando

A cosa servono i giochi online per un’organizzazione non profit? Le risposte possono essere le più diverse e ognuno troverà la propria. Per quanto mi riguarda sono convinto che sia difficile fare un gioco legato a una causa sociale realmente utile, o quanto meno interessante o divertente. Figuriamoci poi riuscire anche a fare raccolta fondi (ma si faccia avanti chi vuole stupirmi!).

Però attraverso il gioco possono passare messaggi importanti e, se sfruttate nel modo giusto, sono convinto che le capacità interattive di un gioco possano rendere un’ottimo servizio al non profit, veicolando, per esempio, anche stili di vita più corretti.

Ottimi esempi di questo approccio mi sembra possano essere quelli di alcuni giochi sul surriscaldamento globale. Il primo è My Abodo, un piccola ricostruzione virtuale di come, con pochi accorgimenti, ognuno di noi può ridurre la propria impronta ecologica.

My Abodo

Ognuno di noi su My Abodo può arredarsi la sua casa o ristrutturarla, prendendo alcune piccole decisioni: sostituire la lampadina a bulbo con una a basso impatto ambientale, coibentare bene le pareti, spegnere i led degli elettrodomestici, coltivarsi in proprio alcuni ortaggi di base, ecc. ecc. E in più può anche confrontare la propria impronta ecologica con quella degli altri abitanti di questo singolare metaverso.

Ma My Abodo è anche una porta d’accesso a un’infinità di strumenti e giochi online con al centro l’ambiente. Una marea di risorse tra video, siti internet, mappe interattive e giochi, alcuni dei quali divertentissimi, con cui potrete divertirvi in queste notti di mezza estate (siamo ottimisti ;-))

Sempre in tema ambientale, una segnalazione interessante l’ho ritrovata anche sul blog di uno degli amici di cordata di Crazy Marketing Blog. Siamo in Nuova Zelanda è qui hanno fatto le cose in grande, creando una sorta di Sim City dal nome che è tutto un programma: Electro City. Lo scopo del gioco, ovviamente, è quello di gestire una città in maniera ecologicamente sostenibile.

Electro City 1

Electro City 2

Insomma, due belle iniziative (ma ce ne sono altre in giro per la rete) che mi sembra traccino una strada  che però, almeno nel non profit e nel fundraising, mi sembra ancora assolutamente all’inizio.

Ma ora bando alle ciance, buttiamoci nel gioco e iniziamo a pensare a come sfruttare il gaming per la nostra organizzazione.

Green my apple: Greenpeace vince e rilancia. Chi sarà il più verde del reame?

Green my apple book

Chi legge questo blog da qualche tempo sa che ho alcune fisse. Innamoramenti professionali di più o meno lunga data di cui ormai sono diventato una sorta di “evangelista” (che uso qui nell’accezione americana di “persona animata da un estremo entusiasmo nel sostegno a una causa”).

L’uso che Greenpeace sta facendo del Web 2.0 è però sicuramente la “causa” che più di tutte mi riempie di entusiasmo. Perché? Semplice: perché ogni azione di Greenpeace è pensata per stimolare la partecipazione, per mettere in moto la creatività, per far comunicare le persone, fino a portarvi nel cuore dell’organizzazione e, addirittura, nel “making of” della sua ultima campagna. Insomma,Greenpeace è l’organizzazione che più di tutte ha capito che nel Web 2.0 la cosa più importante è “mettere la faccia“, la propria prima di tutto, nella conversazione globale con gli utenti della rete.

Prendete la campagna Green My Apple di cui vi ho parlato un po’ di tempo fa. Se date un’occhiata alla ricostruzione della campagna (pregevolmente riassunta in quest’articolo), vi renderete conto di come sin dall’inizio i ragazzi di Greenpeace abbiano pensato prima di tutto all’elemento umano, partendo proprio dai fan di apple, mettendosi nella loro pelle e condividendone lo spirito creativo, le passioni, la voglia di cambiamento.

Ecco perché Greenpeace ha vinto la sua battaglia con la Apple ed ecco perché, anche con il nostro aiuto, forse vincerà anche la sua prossima sfida: spingere l’industria del computer a costruire computer sempre più verdi.

E sì, perché la nuova sfida è quella di lanciare una specie di concorso fra i principali produttori di computer (HP, Dell, Sony, Lenovo, Apple, Fujitsu Siemens, Acer, Toshiba) per vedere chi sarà il primo a mettere sul mercato un vero computer Toxic free.

Per questo è stata lanciata una nuova Cyber Action che sfida Atsutoshi Nishida, Wang Chen-tang, Bernd Bischoff, Mark Hurd, Howard Stringer, Steve Jobs, Michael Dell e William J. Amelio a regalarci la possibilità di scegliere, davvero, un computer verde.

Date un’occhiata all’oggetto (la subject line) di questa mail e soffermatevi sulla semplicità e positività del testo. Anche questa volta la sfida è positiva, il punto di vista è quello del consumatore attento ma non fondamentalista, l’attenzione è ancora una volta diretta a stimolare, non a processare.

Toxic free computers
Che dire? Io non ho resistito e anche questa volta ho aderito. Perché non lo fate anche voi? Cliccate qui e il gioco è fatto!

Prima di congedarmi, vi segnalo ancora una chiccha legata a Green My Apple. Cosa fareste se qualcuno, dopo una lunga e onesta gara, accettasse serenamente la sconfitta? Be’ forse gli fareste un regalo… E’ proprio quello che hanno pensato i ragazzi di Greenpeace, e così hanno deciso di regalare al buon Steve Jobs un bel libro con i migliori designs e le migliori fotografie ricevute nel corso dei 9 mesi di campagna. Tutto fatto su Apple, ovviamente. Realizzato con Aperture, stampato da un Apple e consegnato con una bella scatola con su il logo di Apple.

Il libro nella versione online lo trovate qui: http://activism.greenpeace.org/applebook/

Se invece volete godervi il “making of” del libro, ecco lo spassosissimo video girato dai ragazzi di Greenpeace…

ps.: … dimenticavo: dietro tutto questo, sopresa delle sorprese, c’è un italiano… Sì, proprio lui, il Giona del video… (ma potrò dire il tuo vero nome? Nell’incertezza mi astengo, rinnovo i complimenti e ringrazio) che mi ha promesso ancora un mare di sorprese. Perciò all’erta e state sintonizzati sul primo Green Computer Challenge: chi sarà il più verde del reame?

Apple diventa più verde! L’attivismo 2.0 di Greenpeace incassa la prima vittoria

Green my apple

Vi ricordate della campagna Greenmyapple? Se ne è parlato su questo blog qualche settimana fa descrivendola come una delle campagne più riuscite di cyberattivismo mai messa in piedi.

Be’, a dimostrazione che non di sola comunicazione si tratta, ma di una solida capacità di coinvolgere i volontari di tutto il mondo in un’efficace campagna di advocacy, ecco che arriva la prima grande vittoria.

Con una lettera aperta, pubblicata sul sito di Apple, Steve Jobs in persona ha comunicato che l’azienda di Cupertino eliminerà nei prossimi anni le sostanza chimiche incriminate e avvierà un massiccio piano di riciclaggio dei suoi computer. Insomma, anche grazie alla strategia Web 2.0 di Greenpeace, la nostra amatissima Apple diventa più verde.

La notizia la potete leggere sul sito di Apple: http://www.apple.com/hotnews/agreenerapple/

Altra grande soddisfazione per il team di Greenpeace è la vittoria del Webby Award 2007 che ha dichiarato Green My Apple la migliore campagna di attivismo del 2007. Che dire? Belli, bravi ed efficaci.

La notizia sul blog di Greenpeace: http://weblog.greenpeace.org/makingwaves/archives/2007/05/bittersweet_green_my_apple_win.html