Email Marketing: ecco come le organizzazioni non profit italiane usano la posta elettronica

Quanti di voi, amici fundraiser digitali, vi sarete fatti domande come: quante volte all’anno devo spedire una mail ai miei sostenitori? Qual’è la tipologia di mail più lette e come faccio a migliorare il click through rate delle mie comunicazioni? Posso aspettarmi che le mie email siano cliccate dal 40% degli iscritti al mio database, o devo accontentarmi dell’1%?

Fare il nostro lavoro significa masticare dati, continuamente. Significa misurare le nostre performance e confrontarle con quelle di mercato. Significa, ovviamente, anche provare a migliorarle seguendo le best practice, ma anche differenziandoci e innovando. Quello che non possiamo fare è vivere di miti, di “immagino che”, di “secondo me” e di grandi strategie, perfette sulla carta, ma mai messe a macerare nella soluzione di numeri, statistiche, comportamenti reali e persone reali contro la quale, una volta o l’altra tutti abbiamo sbattuto la testa.

I numeri però in Italia non circolano con facilità: per cultura siamo restii a mettere in condivisione i risultati (anche in forma anonima) e gli strumenti del nostro lavoro. E senza condivisione non può decollare neanche quella cultura del benchmarking che pure è l’indispensabile brodo da cui nascono risultati e innovazione.

Per questo sono stato contento quando tre anni fa, uno dei nostri imprenditori più illuminati, Massimo Fubini, fondatore di Contactlab, ha accettato di far partire il primo benchmarking sull’email marketing del non profit italiano coinvolgendo il suo staff a partire da Matilde Puglisi con cui spesso avevamo condiviso questa esigenza. Contactlab aveva i numeri, la piattaforma e la cultura statistica per partire ed era indispensabile che la scossa partisse da qui.

Oggi siamo arrivati alla seconda edizione e poco alla volta il quadro si sta componendo con informazioni sempre più utili al nostro lavoro. Ecco alcuni dei dati che qualificano il nuovo report:

– 30 organizzazioni non profit analizzate, tutte clienti di Contactlab;

– 67 milioni di email spedite (monitorate nel 2013: nel 2012 erano 43 milioni);

– l’introduzione della suddivisione delle mail tra informative, di fundraising e relazionali (o di servizio);

– performance in calo: calano le aperture delle mail (17% contro il 18% delle mail consegnate), ma calano soprattutto i click through rate (dal 14% al 12% delle aperte… ma il CTR sul totale delle consegnate e del 2%, anche questo in calo dal 2,5% del 2012);

– il 16,5% delle email nel 2013 sono state aperte da cellulare. Sono già il 25,6% nel primo semestre del 2014: questo significa che se spediamo con email non responsive e, peggio ancora, mandiamo a siti non responsive, di fatto ci stiamo giocando 1/4 degli utenti che abbiamo effettivamente raggiunto, e questa percentuale salirà velocemente nei prossimi mesi (ci sono settori merceologici dove siamo già al 41%);

– chiedere chiedere chiedere, senza provare a instaurare una relazione con i nostri donatori non funziona, o non funziona più: le email di raccolta fondi rappresentano ormai la maggioranza delle mail spedite, il 49,3%, ma il CTR sul totale delle mail consegnate è dell’1,3%. CTR che sale al 2,6 nel caso delle mail informative e al 4,8 per quelle relazionali (che diventa anche il 30% nel caso di comunicazioni come quelle legate alla deducibilità fiscale delle donazioni);

– ci sono settori che fanno più fatica degli altri nella competizione nella casella postale degli italiani e sono le cause ambientali e la tutela dell’infanzia (soprattutto nei paesi in via di sviluppo).

Non vi tedio ulteriormente con i dati che potete leggere direttamente alla fonte (qui: http://www.contactlab.com/it/risorse/). Provo però a trarre qualche conclusione dal report sulla base della mia esperienza e dei miei errori:

– comunicare e raccogliere fondi efficacemente richiede una forte integrazione tra i canali: chiunque avesse provato a passare tutta la sua comunicazione solo sulla newsletter digitale, si sarebbe in realtà preclusa la possibilità di parlare con il 98% dei suoi sostenitori. Una follia. Se vogliamo comunicare davvero con i nostri sostenitori e stakeholder oggi dobbiamo essere capaci di usare una email (differenziandone i messaggi e le tipologie), una lettera, il notiziario cartaceo, i social network, gli incontri personali, gli eventi, ecc. ecc. Integrare è più complicato e costoso, ma non possiamo farne a meno;

– i nostri fornitori devono crescere ed essere in grado di fornirci, anche tramite alleanze, architetture informative avanzate, in grado di integrare tutte le informazioni che abbiamo sui nostri sostenitori e di permetterci di comunicare con loro tracciandone le comunicazioni. Lo scenario attuale è chiuso su soluzioni proprietarie che non interagiscono con nessun altro sistema e, di fatto, ci impediscono una corretta relazione con i nostri stakeholder;

– costruire una buona relazione con i nostri sostenitori è fondamentale: richiede tempo, attenzione, investimenti, contenuti, trasparenza, calore, rispetto, ma ci restituisce risultati che nessun altro approccio alla lunga può darci;

– studiare, studiare, studiare: per noi fundraiser dovrebbe essere un mantra. Non si finisce mai di aggiornarsi, mai di imparare e di sbagliare (che è il modo più sicuro per imparare). Ripartiamo da un’analisi professionale delle best practice e facciamo il tagliando di controllo alle nostre strategie e alle nostre tecniche più spesso. Non potrà che beneficiarne il nostro lavoro e, con esso, la causa per cui stiamo lavorando;

– differenziamoci: la concorrenza per strada, in posta, in tv, sui testimonial, nelle caselle di posta elettronica è in continua crescita. Questo significa che non possiamo più essere uguali agli altri, e forse neanche a noi stessi. Dobbiamo trovare un posizionamento più chiaro. Un’identità più forte per distinguerci e per avviare nuove relazioni con i nostri sostenitori.

Dopo la lettura del benchmark mi piacerebbe sapere anche da voi cosa ne pensate.

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ps2.: Massimo Fubini sarà al Non Profit Innovation Day quest’anno… Non perdete l’occasione anche perché l’evento si prevede ricco di sorprese: http://sdabocconi.it/it/eventi/2014/11/nid-nonprofit-innovation-day

Fundraising online: per il nuovo corso ci facciamo in 4!

I 3 moschettieri del fundraising online... che poi sono 4

I 3 moschettieri del fundraising online... che poi sono 4

Per il nuovo corso della Fundraising School (che coordino da ormai qualche anno) ho cercato di realizzare un piccolo sogno, riunendo una mia piccola squadra dei sogni: 3 professionisti di peso, 3 approcci completamente diversi a Internet, alla comunicazione, ai social media e alla raccolta fondi ma soprattutto tre persone con una storia completamente diversa che, insieme a me, proveranno non solo a condurvi lungo la strada di un fundraising di successo, ma anche a farvi vivere un’esperienza coinvolgente.

Eccoli qui i miei compagni di viaggio, i 3 moschettieri della raccolta fondi online.

Salvatore Barbera, responsabile della campagna (vincente) per il nucleare di Greenpeace Italia, ma anche della mitica (e anch’essa vincente) campagna Green My Apple di cui vi ho già parlato qui. Una di quelle menti italiane che, dopo l’esperienza ad Amsterdam e poi in Turchia e tornato a dare vitalità alle campagne di Greenpeace anche nel bel paese.Salvatore vi parlerà di come si costruisce, e si vince, una campagna online, raccogliendo anche fondi.

Luca Oliverio, responsabile comunicazione corporate di The Blog TV, creatore del portale Comunitazione e grande esperto di Social Media. Luca ci svelerà i segreti di Facebook e dei Social Network, con l’occhio del professionista del profit da sempre appassionato di non-profit e comunicazione sociale.

Francesco Santini, formatore da anni di Internet e Fundraising, ideatore di alcune delle cose più belle fatte per far crescere una cultura del fundraising in questo paese come Fundraising.it, Internet-Fundraising.it e Mailing.Fundraising. Francesco è uno dei formatori più coinvolgenti che io conosca e vi parlerà di come costruire un sito di successo e impostare una campagna di posizionamento sui motori di ricerca.

Poi ci sono io… ovviamente, ma questa è un’altra storia.

Se non volete perdervi lo spettacolo, vi aspettiamo a Forlì: c’è ancora qualche posto!

http://www.fundraisingschool.it/corsointernetfundraisingonline.html

 

 

2007-2011: Fundraising Now! festeggia i 4 anni

Era il 21 gennaio 2007 quando, più per gioco che con la convinzione di trarne un’occupazione permanente, nasceva Fundraising Now!. Eppure qualcosa doveva essere nell’aria perché da allora il numero di blog e siti dedicati al fundraising si è moltiplicato (tra alti e bassi), il fundraising ha trovato un luogo in cui ritrovarsi e crescere (il festival del fundraising), sta faticosamente trovando una sua associazione (l’Assif) e anche temi come il fundraising online e l’innovazione applicati al marketing non-profit sono diventati attuali e di moda tanto da essere, oggi, nel programma dei principali corsi di studio dedicati alla raccolta fondi (e qui il mio grazie va ai tanti che in questa materia e nel sottoscritto come formatore hanno creduto).

Fundraising Now! ha attraversato tutto questo cercando sempre di essere nel vivo del dibattito e, soprattutto, cercando di accompagnare e promuovere ogni tentativo di far uscire il movimento dei fundraiser italiani dalla situazione di semi-clandestinità in cui si trovava riportando al centro, invece, una moderna cultura del dono.

Proprio per questo credo sia giusto festeggiare questi primi 4 anni con la quarta puntata del mio personale omaggio al mondo del fundraising: Blogger italiani per il fundraising.

L’ultima puntata era del 2008 (https://fundraisingnow.wordpress.com/2008/10/21/blogger-italiani-per-il-fundraising-iii/) e da allora lo scenario è parzialmente mutato. Alcuni nomi storici, come Lentati Blog, hanno chiuso da tempo. Più recentemente hanno chiuso anche i Blog di Fabio Latino, Raffaele Coruzzi, Matteo Paolini e con mio sommo dispiacere anche la bellissima esperienza di Virginia Tarozzi, inviata ad Oxfam Irlanda, si è interrotta. Altri blog, se non proprio chiusi, da tempo non aggiornano più le loro pagine e in alcuni casi ne sento davvero la mancanza (non me ne vogliano gli altri, ma il Diario del fundraising di Daniele Fusi spero che presto ritorni a macinare contenuti).

Fortunatamente il movimento continua a essere effervescente e alcuni nuovi blog e siti si sono affacciati alla ribalta.

Parto proprio da loro.

Fundraising and communication il bel blog di Elena Zanella, fundraiser anche lei di scuola Lentati, che non smette di ricordarci dalle sue pagine quanto sia importante il rapporto tra raccolta fondi e comunicazione.

Fundraising Km Zero blog sul fundaising per le piccole organizzazioni non-profit di Riccardo Friede. Ricco di suggerimenti a misura di quelli che pensano ancora che la raccolta fondi sia solo un lavoro da grandi nomi con investimenti milionari.

Fundraising Mix altro blog di un fundraiser in erba, Davide Moro, appassionato di Fundraising 2.0 e di innovazione. Davide sarà mio studente al Master in fundraising e sono sicuro che sarà un allievo stimolante.

MBS Fundraising Blog 4 consulenti  per il fundraising bolognesi animano un blog interessante e organizzano momenti di formazione a Bologna dal titolo I venerdì del fundraising (http://www.ivenerdidelfundraising.it/)

Be a fundraiser il blog di Raffaele Piccilli. Uno sguardo dal sud al fundraising e alla comunicazione sociale, ma anche un piccolo esempio di pensiero laterale: difficilmente troverete altrove i contenuti presenti in questo che è sicuramente uno dei blog più attivi dell’ultimo anno.

Sperimentare il fundraising di Alberto Ghione. Blog continuamente attivo e pieno di suggerimenti, ma anche attento a portare in primo piano i temi del dibattito più alto del non-profit, a cominciare da quello della gestione delle risorse umane.

Fundraising per le associazioni di volontariato di Erica e Anna, impegnate nel mondo del volontariato e sempre attente a dare indicazioni utili per quello che Luciano Zanin chiama “fundraising di strada”. Inizia a essere poco aggiornato… ma tenete duro ragazze.

Ed ecco alcune solide certezze

Fare Fundraising di Francesco Quistelli. Anche Francesco ha diradato la frequenza dei suoi post, ma dopo la lunga serie dei post sul “fare fundraising” negli ultimi tempi ha spesso proposto temi di politica del non-profit e di strategia che ritengo davvero interessanti e ricci di ispirazione.

Internet-Fundraising di Francesco Santini. Segnalazioni dall’Italia e dal mondo di campagne, iniziative online, blog e software opensource, ma anche da qualche mese ottime recensioni di siti italiani. Da seguire sempre con estrema attenzione.

Fundraising per il non-profit di Beppe Cacopardo. Segnalazioni di eventi, campagne, convegni e articoli sul blog di uno dei consulenti italiani al fundraising di più vecchio corso e mio collega nel consiglio direttivo di Assif.

Il Blog di Valerio Melandri, il primo dei blog italiani sul fundraising ma anche il luogo da cui molte delle cose che sono successe in questi anni nel settore sono partite. Continua così professore!

Finisco con alcuni fuori categoria

Fundraising.it: il sito, curato dal solito Francesco Santini e il vero punto di riferimento del settore in Italia.

Assif: il sito dell’Associazione Italiana Fundraising che in questi giorni sta subendo alcune trasformazioni di cui spero di darvi presto notizia.

Mailing Fundraising: la più ampia raccolta di mailing cartacei del terzo settore italiano. Qualsiai strumento voi utilizziate un vero e proprio tesoro da esplorare.

Donare Blog: sebbene sia un blog c anonimo reato soprattutto per tirare su soldi e per fare posizionamento sui motori di ricerca da visibilità su molte campagne di raccolta fondi e vale la pena buttarci un occhio ogni tanto.

Comunicazione Sociale. Il blog dell’amico Marco Valenti è una vera bibbia su tutto quello che bolle in pentola in Italia e nel mondo in termini di comunicazione non-profit

Quinonprofit. Sebbene Carlo Mazzini non sia né un fundraiser né un comunicatore sociale (con sua somma gioia) ma un esperto di fisco e non-profit ci sono due motivi per cui non potete perdervi questo blog: il primo è che un buon fundraiser dovrebbe avere anche una solida preparazione giuridica e fiscale; il secondo è che Carlo ha una scrittura tagliente, irriverente, affilata e graffiante come nessun altro!

Io per ora ho finito, ma ogni integrazione è, come al solito, ben accetta.

Fundraising online 2011: da dove ripartire?

Raccontare delle storie e ringraziare con un video: impariamo da Uncultured.com

Ormai il nuovo anno è ripartito e probabilmente molti di voi saranno già immersi nella pianificazione delle attività di raccolta fondi. Per chi stesse ancora decidendo quale rotta prendere nel tormentato mare dell’internet fundraising qualche piccolo consiglio per iniziare (che è poi anche una lista di alcune cose su cui avrei voluto scrivere un post… se ne avessi avuto il tempo…)

Sicuri di conoscere il contesto?

Non mi stancherò mai di ripeterlo: se prima non conosciamo il nostro mercato di riferimento e quello più generale del nostro paese meglio non buttarci in campagne folli online.

Alcune ricerche ci possono aiutare. In rete si inizia a trovare un bel po’ di materiale sull’e-commerce (indispensabile per sapere chi spende, quanto spende, in cosa spende, cosa muove la sua decisione di acquisto e di riacquisto e come paga… tra carta di credito, carte pre-pagate,bonifici, contrassegni e cellulari…). Io vi consiglio di partire dalle ricerche pubblicate da Casaleggio Associati (quelli di Beppe Grillo… per intenderci): http://www.casaleggio.it/index.php

 

Sul fundraising online come sappiamo c’è poco o nulla in Italia. Colma almeno in parte il vuoto la ricerca di Slash di cui vi ho parlato nel post precedente: qui il link. Un confronto con il più maturo mercato americano però rimane fondamentale. Partendo da qui: http://www.onlinegivingstudy.org/ 

Per conoscere il mercato dell’email marketing e delle newsletter online il miglior punto di partenza rimane l’European Consumer Report di Contactlab, con dettagliati focus anche sull’Italia. Lo trovate qui: http://www.contactlab.com/paper/emcr/66/email-marketing-consumer-report.html

E i miei "competitor” come si muovono?

Una delle qualità del buon fundraiser è la curiosità, unita alla voglia di imparare dalle esperienze altrui. In assenza di benchmark di settore sul fundraising online in Italia, il mio consiglio è quello di mettere tra i preferiti quest’ultimo gioiellino sfornato da Contact Lab: http://www.newslettermonitor.com/it/. Una volta iscritti potrete monitorare senza troppo sforzo tra centinaia di newsletter e dem aziendali e del non-profit, scoprendo con quale frequenza si spedisce, cosa spediscono i vostri competitor a Pasqua, Natale o per il 5 per mille e, con un po’ di analisi in più, capire il perché di certe scelte.

Un buon riferimento è sicuramente anche il blog di Francesco Santini che ha avviato una rubrica in cui recensisce siti e blog italiani. Qui il link: http://www.internet-fundraising.it/

Se invece volete dare un’occhiata al mercato americano, il mio consiglio è quello di mettere tra i preferiti Charity Navigator: lo potete usare non solo per capire come si muovono gli altri sulla trasparenza ma anche come enorme database, settore per settore, dell’universo del terzo settore americano. Io lo faccio spesso. Qui il sito: http://charitynavigator.org/ (interessante l’analisi di questi giorni su come le organizzazioni hanno rendicontato il lavoro fatto ad Haiti).

Ma come faccio a fare la differenza?

Nel fundraising non esistono miracoli o ricette buone per tutti i gusti, ma anche online come offline continuo a pensare che a fare la differenza, al di là dei budget milionari, sia la capacità di trasformare la propria relazione con il donatore in una storia fatta di volti umani, di scambio reciproco, di riconoscimento, di codici costanti nel tempo.

Offline l’esempio dei medici di Medici Senza Frontiere non ha paragoni con nessuna altra organizzazione. Online la capacità di raccontare storie, di diventare un vero brand emozionale la stanno mettendo in campo soprattutto organizzazioni nuove, libere da un certo modo vecchio e stantio delle nostre organizzazioni di raccontarsi sempre dall’alto o a distanza. Un esempio per tutti è quello diell’americana Charity:Water (qui la loro stupenda pagina di storie: http://www.charitywater.org/projects/fromthefield/index.php). Ma se volete scoprire come raccontare una storia con un video, il luogo da cui partire è sicuramente il bellissimo blog UnCultured: http://uncultured.com/.

Ma dove li metto i miei soldi? Perdo o non perdo tempo con i Social Network? Be’ questo ed altro lo vediamo, se volete, con la prossima puntata. Buon anno nuovo e buon fundraising a tutti.

Sudafrica 2010: tutti in campo contro il traffico dei bambini

Il 22 aprile a Roma Terre des Hommes ed Ecpat hanno lanciato una campagna congiunta dal titolo “Sudafrica 2010: tutti in campo contro il traffico di bambini.”

Il tema, quello del traffico dei bambini, è un tema di cui Terre des Hommes è stata forse la prima organizzazione italiana a occuparsi, così come se oggi c’è in Italia una delle migliori leggi al mondo contro il turismo sessuale lo si deve in buona parte all’opera di Terre des Hommes e di chi all’epoca in questa organizzazione lavorava. Per questo quando i miei colleghi dal Mozambico e dallo Zimbabwe m hanno segnalato l’aumento del numero dei bambini vittime di traffico verso il Sudafrica, anche a causa dell’approssimarsi dei mondiali ho subito pensato che fosse nostro dovere darci da fare… Così ho lanciato qualche idea al mio staff e ho raccolto l’adesione di un’altra organizzazione che su questo tema si è da sempre impegnata: Ecpat, presieduta da uno dei miei maestri, Marco Scarpati.

Su Fundraising Now! però non vi voglio parlare dei contenuti della campagna (né di tutta la sua articolazione), ma solo di quello che abbiamo cercato di fare in termini di coinvolgimento del mondo di Internet.

Innanzitutto il sito, o meglio il modo stesso in cui è stato costruito: www.tuttincampoperibambini.it realizzato praticamente in casa da Terre des Hommes con l’uso della piattaforma gratuita di blogging wordpress. Oggi WordPress, che serve anche per fare blog semplici come questo, è diventato sempre di più un sistema avanzato di content management, potente, flessibile, ottimo sia per la creazione di un sito Internet che di un social network che di uno store di ecommerce. E tutto questo… gratis!

Il sito, costruito partendo da un template grafico esistente (ne trovate a migliaia in rete da adattare alle vostre esigenze) è costruito su due aree: la prima è dedicata totalmente ai video e alle news.

Il primo dei due video è destinato a essere viralizzato online e lo trovate all’inizio di questo post.

Il secondo è un vero e proprio spot realizzato grazie alla creatività di Elio Buccino e Marco Turconi di Goettsche e la produzione di Donalda e che sarà ospitato nelle prossime settimane da diverse televisioni locali e dalla RAI che alla campagna ha dato il suo patrocinio. Ovviamente l’augurio è che anche questo video circoli in rete il più possibile. Eccolo qui:

L’approccio a Internet però non poteva fermarsi all’ormai classica viralizzazione di contenuti online: ecco perché ho provato a lavorare sul tema “mondiali di calcio e tifo” anche in termini nuovi. Da qui sono venute fuori alcune idee che abbiamo lanciato poi sul sito. Le passo velocemente in rassegna…

IL CAMPIONATO DELLA SOLIDARIETA’ di Terre des Hommes:

La prima novità è il lancio del primo Campionato della Solidarietà su Facebook. Un’idea semplice semplice su cui nelle prossime settimane cercheremo di coinvolgere le migliaia di tifosi italiani che sono per il “gioco pulito” e che vogliono dire “io tifo per i bambini”

Il gioco è facile: scegli la maglietta della tua squadra del cuore (che al posto dello sponsor a scritto su “io tifo per i bambini”, scegli l’immagine di un bambino e clicchi… La squadra che avrà ricevuto il maggior numero di voti all’11 luglio vincerà il primo campionato della solidarietà grazie ai suoi fantastici tifosi che potranno vestire il loro profilo su facebook proprio con la loro maglia del cuore (qui la galleria di serie A e B tra cui scegliere).  Il voto viene conteggiato una sola volta, per cui se volete far vincere la vostra squadra del cuore non vi resta che invitare quanti più amici possibile a votare: http://apps.facebook.com/campionatosolidale/.

TWITTERGOAL

Altra novità, almeno nel panorama non-profit italiano: una campagna su twitter basata sugli #hashtags. Come funziona? Vai su Twitter e scrivi in 140 caratteri perché scendi in campo per difendere i diritti dei bambini. Ogni frase deve iniziare così “#tuttincampoperibambini”. Le frasi vengono poi riprese sul sito e contribuiscono a creare i contenuti stessi del sito. Qualche esempio di cosa potete scrivere in 140 caratteri (e molto meno)?

1. #tuttincampoperibambini perché sono il futuro del mondo
2. #tuttincampoperibambini per combattere ogni forma di sfruttamento
3. #tuttincampoperibambini: io l’ho fatto è tu? Unisciti a me su www.tuttincampoperibambini.it

(qui trovate qualcosa in più sul tema: http://hashtags.org/)

MANIFESTATI

L’ultima proposta la trovate qui su: http://www.tuttincampoperibambini.it/scendi-in-campo/manifestati. E qui siamo sui classici, almeno per Terre des Hommes, perché vi chiediamo di metterci la faccia… e questa volta anche  qualsiasi cosa che manifesti il vostro tifo: uno striscione colorato, un cartello, la maglietta, la sciarpa, il gagliardetto o il cappellino della vostra squadra del cuore: l’importante è che ci sia scritta almeno una di queste 2 frasi:

-      IO tifo per i bambini
-      Tutti in campo per i bambini

Be’, noi anche questa volta ci siamo sforzati di fare qualcosa di nuovo, anche online… Io spero che sia di vostri gradimento (e aspetto i vostri feedback, anche quelli negativi), ma soprattutto spero che ci aiuterete a passare parola e a far partecipare quante più persone possibile, perché la vera partita da non perdere è quella CONTRO LA TRATTA DEI BAMBINBI.

Scendi in campo anche tu su: http://www.tuttincampoperibambini.it/

Formazione e fundraising: il piacere della relazione

Qualche giorno fa chiacchierando con Valerio Melandri gli confidavo che l’attività di formatore costituisce per me una fonte continua di stimoli e di interesse.

La preparazione di ogni nuova lezione è già di per sé vivificante. E’ l’occasione per mettere ordine nei cassetti della mente, riprendere in mano le suggestioni così come ti si sono presentate peregrinando nel mondo del non-profit, della comunicazione e del marketing, metterle in rapporto una con l’altra, ponderarle alla luce dei dati di “mercato”, verificarle sulla base della propria esperienza, dei propri errori e dei propri successi oltre che dello studio e dare forma a tutto questo sotto forma di narrazione, tenendo sempre a mente quello che per me è l’obiettivo di ogni attività educativa: aprire la mente a nuove domande, a nuovi stimoli ma anche a un modo nuovo di organizzare le proprie conoscenze, oltre che a nuovi “saperi” e “saper fare”.

C’è però nella formazione un aspetto che definirei misterioso e che per me è la ragione vera della passione per la formazione.  Quell’esperienza sempre unica e sempre arrichente che nasce dalla relazione. Una relazione in cui entro io, come formatore e come persona, entrano le mie conoscenze, il lavoro di preparazione fatto a monte e la mia disponibilità all’incontro e all’ascolto. Ma in cui entra anche il contesto di classe. La cornice in cui è stata inserita. La qualità del lavoro svolto dalla scuola di formazione, dai tutor, dai formatori che mi hanno preceduto, dal personale amministrativo. E in cui entra, elemento tanto imponderabile quanto fondamentale, la classe stessa.

Quando questa relazione funziona come un incastro fare il formatore per me diventa un premio, non un nuovo lavoro. E ci sono momenti, come l’ultima lezione del Master in Fundraising di Forlì sul Fundraising online dove, ve lo assicuro, l’esperienza diventa davvero gratificante.

Questo post lo voglio dedicare proprio a chi mi ha regalato questa esperienza: un grazie di cuore ai ragazzi che stanno dietro l’organizzazione del Master in Fundraising e del corso sul Fundraising Online, Adele, Chiara, Simona e  Francesco, a Valerio Melandri, che questa squadra l’ha costituita, e soprattutto a ALESSANDRO, CHIARA, MANUELA, SIMONA, ALESSANDRA, SARA, ELISABETTA, PAOLA, ELISABETTA, CARMEN, GIULIA, FRANCESCO, MARCO, RICCARDO, MASSIMILIANO, MONICA, MONICA, GIULIA, PAOLO, PAOLA, LAURA, PATRIZIA, ANGIE e DANIELE, la fantastica classe che ha lavorato e ha accettato anche di giocare con me… e spero entri presto nel fan club di Lost (e noi ci siamo capiti 😉 ).

Ragazzi, senza di voi non sarebbe stata la stessa cosa! Grazie mille.




Per chi fosse interessato, i prossimi appuntamenti sono:
Bocconi, 29 aprile
Festival del Fundraising, dal 12 al 14 maggio
– Monza, 8 giugno (con un corso sulla Comunicazione per il Non-profit organizzato da CSV, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, Forum del III settore e Brianza Solidale)
– Torino, 24 e 25 settembre con una due giorni organizzata dal Cesvot (per il mondo del volontariato)
– Forlì, 10 e 11 novembre, per il tradizionale appuntamento con il corso avanzato della Fundraising School in Internet e Fundraising (http://www.fundraisingschool.it/corsoformazioneinternetfundraising.html)

A presto