5 parole per un vocabolario: Solidarietà


A me piace accomunare il termine Solidarietà con Simpatia, una parola di origine greca che letteralmente significa “provare emozioni con…” o “patire insieme”.

La simpatia nasce quando i sentimenti o le emozioni di una persona provocano sentimenti simili anche in un’altra, creando uno stato di "sentimento condiviso". Vicino a questa parola ce ne è un’altra, molto bella: l’empatia, ovvero la capacità di percepire i sentimenti di altre persone. Grazie alla simpatia e all’empatia noi possiamo sentirci vicino ad altri esseri umani, sentire il loro disagio e le loro sofferenze e avere voglia di aiutarli. E qui scatta la solidarietà, uno di quei meravigliosi meccanismi che fa andare avanti il mondo.

In Costa d’Avorio, mi è venuta incontro la storia di Yaoulo. 35 anni. Forte. Intelligente. Grande lavoratore. Un incidente gli aveva irrimediabilmente tolto l’uso della mano destra. La sua vita e quella della sua famiglia stavano precipitando verso il baratro. Un giorno Yaoulo, insieme a sua moglie, tentano l’ultima carta. Hanno saputo che grazie all’intervento di Terre des hommes è nata un’associazione di mamme che gestisce un piccolo capitale, frutto di autotassazione, con cui finanziare attività generatrici di reddito.

Yaoulo e sua moglie si rivolgono all’associazione chiedendo un piccolo prestito per aprire un commercio di uova. Le volontarie dell’associazione lo aiutano a compilare un semplice piano finanziario e alla fine, in riunione plenaria, decidono di approvare il prestito. L’attività di Yaoulo oggi va a gonfie vele e il prestito poco alla volta si sta riducendo grazie alla solidarietà di un quartiere che ha imparato a prendere il proprio destino per mano.

La solidarietà accomuna davvero tutti gli uomini e le religioni. Conosciamo l’importanza della carità per il Cristianesimo. Il buddhismo parla d’interdipendenza di tutti gli esseri: fare del bene agli altri è come farlo a se stessi. Per l’Islam il devoto ha l’obbligo della Zakah, una donazione di alimenti per i più poveri pari al 2,5% del suo reddito. Gli ebrei hanno ugualmente l’obbligo della Zedakà, termine che viene dalla parola zedek, che vuol dire giustizia.

Interessante concetto: donare una parte di quanto abbiamo è fare la cosa giusta.

Edmond Kaiser, fondatore di Terre des Hommes, la Terra degli uomini la pensava proprio così quando 50 anni fa, alla nascita del nostro movimento per i diritti dei bambini, scriveva: “Senza pregiudizi politici, religiosi o razziali, Terre des hommes è costituita solamente di esseri umani che lavorano per altri esseri umani e nasce da un atto di giustizia non di condiscendenza

E quando cammini per le bidonville di Abidjan o le strade di Addis Abeba o Managua vi assale proprio un sentimento di profonda ingiustizia per tutti quei bambini costretti a vivere di stenti e senza protezione. Ma so che finché saremo capaci di provare “solidarietà” verso gli altri ciascuno di noi potrà fare sempre qualcosa per i più poveri, i più indifesi. E scopriremo che questo dono può fare anche qualcosa di importante anche per noi stessi, arricchendoci e facendoci ritrovare la nostra stessa umanità.

La parola di domani è Soldi.

Un saluto da Paolo Ferrara, Terre des hommes Italia

Per chi vuole saperne di più:
http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/index.cfm

ps.: grazie a Rossella per il prezioso sostegno.

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