Itunes per le nonprofit: podcast, applicazioni, fundraising


Negli ultimi giorni, complice l’ennesima bella trovata del Cesvi, mi sono messo a frugare nel negozio Itunes (il mitico Itunes store) per capire cosa sta accadendo nella relazione tra le nonprofit e quello che è il principale sito per il download di file da ascoltare, guardare e usare in mobilità.

Inizio con il Cesvi, organizzazione italiana che ancora una volta si distingue per la capacità di guardare al “mercato” andando oltre i soliti luoghi del terzo settore. In questi giorni gli amici di Bergamo hanno sfornato una mini-applicazione che ognuno di noi può scaricare gratuitamente per il proprio IPod o IPhone.

Si tratta di un giochino di memoria con il quale bisogna abbinare a coppie immagini identiche (una vanga con una vanga, un libro con un libro…) che rimandano alla campagna contro il lavoro minorile del Cesvi. Il gioco è semplice, non prevede diversi livelli di difficoltà, ma ogni volta che si completa una sessione si sblocca una foto (molto belle, complimenti!) che può essere utilizzato come sfondo per il proprio lettore multimediale.

Un menù orizzontale permette anche di navigare fra una sezione che offre maggiori informazioni sul Cesvi, una pagina con unlink alla petizione “contro il lavoro minorile” e una sezione dove vangono annotati i propri record personali. Il tutto, a cominciare dai tasselli che dovrete scoprire è felicemente brandizzato Cesvi.

Il Cesvi non è la prima organizzazione che sfrutta il canale di distribuzione dell’Itunes Store, ma fino ad ora non sono molte le organizzazioni che si sono cimentate con vere e proprie applicazioni.

Lo strumento preferito dalle organizzazioni fino ad oggi è stato quello del podcast e, negli ultimi mesi, del vodcast (la possibilità di scaricare video, oltre che file audio). Unicef, ActionAid, Salvation Army, Red Cross, Save the Children, Oxfam, Christian Aid, MSF e altre hanno da tempo il loro canale, o almeno alcune delle loro sezioni si sono attrezzate. Ci trovate video, reportage, interviste e, nel caso delle organizzazioni religiose, anche sermoni.

Le associazioni hanno usato, in altri termini,  Internet come un canale radio o video, tecnicamente in modalità non lineare (on demand).

Stiamo parlando però di contenuti che, tolti i sermoni, difficilmente hanno una vasta eco e ancora più difficilmente hanno un’utilità o un suscitano un interesse continuativo per gli utenti che vi si abbonano o li scaricano. A differenza della applicazioni.

Le applicazioni sono probabilmente il mercato in più forte ascesa per il mondo IPhone, IPod: piccoli programmini di utilità per la gestione del tempo, dei soldi, degli appuntamenti; software  per la gestione di immagini o documenti… e soprattutto giochi, di qualsiasi tipo e con livelli di computergafica e giocabilità a volte paragonabili a quelli di altri lettori nati esclusivamente per il gioco. Ci sono giochi di memoria, velocità, sport, cultura generale o intelligenza che spopolano come i vari “brain tuner”.

Il Cesvi ha scelto questo tipo di strada con un’applicazione semplice, ben inserita in una sua campagna in corso e tendenzialmente esportabile in ogni contesto. Una strada che mi piace. Ma c’è dell’altro.

Tra le cose che ho visto sull’Itunes Store:

– un’applicazione a pagamento per ascoltare le canzoni natalizie dell’Esercito della Salvezza;

– un’applicazione gratuita di Unicef per il progetto Tap (chi sta su facebook la conoscerà sicuramente questa campagna americana per portare acqua potabile) ben integrata con le donazioni online da 1 dollaro (peccato per l’oscena traduzione in italiano!!!) e con la possibilità di trovare velocemente i ristoranti che partecipano all’iniziativa;

 

– un “trivial game” della Kidney Cancer Association (www.kidneycancer.org) corredato da video, audio e collegamenti alla pagina delle donazioni e allo store dell’organizzazione;

– Il Carboncatcher che permette di calcolare la propria impronta ecologica (in questo caso però il giochino non è proprio nonprofit perché non è collegato a un’associazione e vi chiede micropagamenti appoggiati al conto paypal);

Christian Aid, che vi offre citazioni dal Vangelo al costo di 1,59 Euro.

L’impressione è che siamo solo all’inizio. Nei prossimi mesi ed anni Internet in mobilità diventerà una realtà quotidiana per la maggior parte degli utenti: si giocherà, consulterà, guarderà la rete e si  interagirà con essa con la stessa facilità con la quale oggi la maggior parte di noi naviga su Internet tramite un pc o un notebook. Al centro di questa “rivoluzione” ci saranno tutti i cellulari e non solo quelli oggi considerati avanzati.

Quando questo accadrà (e non manca molto) tutto quello che oggi ci appare così innovativo o sperimentale sarà forse la principale modalità di presenza online delle nostre organizzazioni e probabilmente insieme a nuovi modelli di business si porterà dietro anche nuovi modelli di donazione e di fundraising… Ma bisognerà essere capaci di interessare, appassionare, coinvolgere… insomma parlare in modo nuovo a utenti nuovi.

Pronti alla sfida?

ps.: per non deludere nessuno dei lettori… a ottobre anche Terre des hommes scenderà nell’arena con una sua applicazione e un suo spazio nell’Itunes Store. Pronti a giocare?

4 pensieri su “Itunes per le nonprofit: podcast, applicazioni, fundraising

  1. Ciao Paolo, a proposito di coinvolgimento, gioco e innovazione ti segnalo anche l’applicazione MemoSOS, attiva da maggio scorso su Facebook e realizzata da LiveXtention per SOS Villaggi dei Bambini.
    E’ un gioco di memoria che, ricalcando il classico memory, spiega che cosa c’è dietro un’adozione a distanza con SOS Villaggi dei Bambini.
    Adozione che è possibile effettuare sia all’inizio sia alla fine del gioco.
    Da maggio a oggi MemoSOS conta ogni mese circa un centinaio di “giocatori” e svariati fan.

  2. ciao, mi sa che sulle applicazioni per facebook dovrò fare un post ad hoc…
    Intanto mi sono accorto di aver tralasciato nel post la prima applicazione che avevo incrociato mesi fa e scaricato, quella della croce bianca di Bolzano con utili indicazioni sulle operazioni di pronto soccorso:
    http://www.wk-cb.bz.it/

    Qui la loro pagina per i download: http://www.first-aid-platform.info/

    La dimostrazione che anche organizzazioni meno famose possono fare grandi cose,

    … andrea… hanno in realtà un gruppo che era partito molto bene… anche se ora è fermo a 3800 membri. In effetti alla fine si sono mossi decisamente meglio offline😦

    grazie mille e a presto e.. forza Agire!

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