Viaggio in Costa d’Avorio – Voglia di cambiamento


In questo post si parla di cambiamento, di SWOT Analisys, di formazione, di fundraising, di Internet e di blog in “sauce arachide”… buona lettura

Vista dall’alto la Costa d’Avorio, come molti altri paesi del continente africano, appare appesa a una drammatica precarietà: tensioni etniche e politiche che sfociano in vere e proprie cacce al nemico di turno e in conflitti armati; la difficile coabitazione tra i due partiti che per anni si sono fronteggiati a mano armata, in attesa di elezioni che nessuno sa, ancora oggi, se si terranno davvero questo 30 novembre; la corruzione che colpisce ad ogni livello paralizzando ogni investimento o piano di riforma economica; indicatori di sviluppo umano in costante ribasso in quello che un tempo era il fiore all’occhiello dell’Africa decolonizzata…

Se la si guarda dal di dentro però la Costa d’Avorio è un paese in cui ribolle anche la voglia di cambiamento. Eccovi tre esempi di come l’Africa vada ben al di là dei nostri triti stereotipi…

Una mattina al Mesad: SWOT Analisys

Il lavoro al Mesad, culminato con una intensissima sessione sulla SWOT Analisys dell’organizzazione, è il segno tangibile di una ricchezza che credo sia nostro dovere sostenere, coltivare e condividere.

I ragazzi di Monsieur Konan hanno lavorato davvero alla grande durante la settimana: si sono divisi in quattro gruppi a cui è stato spiegato, grazie a una presentazione che gli avevo lasciato, come elicitare i punti di forza e di debolezza dell’organizzazione, insieme alle minacce e alle opportunità da fronteggiare.

Al termine dell’elaborazione i quattro gruppi si sono ritrovati per fare sintesi dei risultati emersi inserendoli nella classica matrice a quattro quadranti della SWOT. L’indicazione era quella di non superare i 5 punti per quadrante e così è stato.

La sessione che abbiamo tenuto insieme è stata un importante momento di confronto sulla metodologia usata, sui vari punti emersi e su come, concretamente, valorizzare i punti di forza, cogliere le opportunità, lavorare sulle debolezze e fronteggiare le minacce. Un lavoro che ci ha tenuti insieme ben 4 ore: segno di una grande voglia di partecipazione e di crescita.

L’incontro è stato anche un momento, come mi aspettavo, per far venire a galla alcuni problemi organizzativi in seno al Mesad.

Problemi tipici di qualsiasi organizzazione, sia chiaro, ma che troppo spesso anche qui da noi non vengono in alcun modo affrontati dal management delle organizzazioni non profit.

A Monsieur Konan va invece il merito non solo di aver messo in moto un processo di confronto interno assolutamente democratico e professionale, ma anche di aver innescato un processo di cambiamento organizzativo imperniato su percorsi di motivazione e creazione di nuove managerialità, indispensabili per realizzare con sempre maggiore efficienza ed efficacia gli interventi di sostegno ai bambini in difficoltà.

Di tutto questo con Konan abbiamo continuato a parlare la sera successiva, nel bar dell’aeroporto che mi avrebbe riportato in Italia: organigrammi, ruoli chiave e nuovi inserimenti, percorsi di crescita professionali e incentivi basati sulla produttività, rafforzamento delle aree di forza di Mesad, di fundraising e comunicazione… Due ore a guardare insieme al futuro dell’organizzazione e alle strategie per rendere il suo ruolo nella società ivoriana sempre più di impatto.

Il bello di tutto questo è che la voglia di cambiamento non appartiene solo all’illuminato Konan e al suo staff o, comunque, ad alcune isolate organizzazioni del privato sociale.

Al Ministero della Solidarietà

Il giorno successivo alla seconda sessione con il Mesad io e Alessandro siamo stati in visita al Ministero della Solidarietà: da tempo infatti ci era stato chiesto un incontro per presentarci i programmi del ministero e le loro priorità di intervento… Insomma, il ministero ci aveva chiamati per chiederci una mano per finanziare alcune delle loro attività a favore dei bambini! La cosa era già nei nostri programmi, ovviamente, ma solo a condizione di poter gestire in prima persona gli interventi in un percorso di assoluta trasparenza.

A stupirmi è stata invece una seconda richiesta. Durante l’incontro erano venuti fuori una serie di gap formativi all’interno dell’ufficio. Da una chiara visione strategica di quello che dovrebbe essere il ruolo di un ministero della Solidarietà Sociale, alla mancanza di competenze manageriali, fino all’assenza di una formazione specifica sul fundraising, ormai indispensabile visto che per le loro attività i funzionari sono sempre più spesso costretti ad andarsi a cercare i fondi proprio dai privati: ong, aziende o fondazioni. Be’, incuriositi dalla nostra esperienza con il Mesad anche i funzionari del Ministero della Solidarietà ci hanno chiesto soprattutto… formazione!

Voglia di blog in “sauce arachide”!

C’è un luogo in cui più di tutti trova voce la grande voglia di cambiamento che agita la Costa d’Avorio… lnternet e la blogosfera. Sì, proprio così, perché a dispetto del digital divide (problema reale e per alcuni versi drammatico, perché rischia di consegnare anche per il futuro l’Africa alla povertà) c’è un’Africa che sta in rete, che usa la blogosfera, che lì discute di tecnologia, politica, sesso, sport, pettegolezzi, strategia, guerra e pace… e solidarietà.

Se il Sudafrica per ovvi motivi è alla testa della “netAfrica“, anche la Costa d’Avorio ha il suo bel drappello di blogger e se volete saperne di più di questo bellissimo paese vi consiglio caldamente di fare un giro su Ivoire-Blog, la piattaforma per blogger per gli ivoriani e per tutta l’Africa francofona.

Dentro ci troverete storie di adolescenti stanche di ragazzi bugiardi e un po’ troppo leggeri, vite di immigrati in cerca di inserimento, ricostruzioni degli ultimi 10 anni di storia della Costa d’Avorio, riflessioni su religione e filosofia, commenti sulle ultime campagne pubblicitarie e sociali avvistate sulle TV e lungo le strade del paese, tutto sulle utlime novità tecnologiche, blog autopromozionali e partigiani, blog aziendali, accorati appelli a farla finita con una classe politica corrotta e incapace…

Be’, vista da qui la Costa d’Avorio forse non è poi così distante? Che ne dite? Andataci su Ivoire-Blog: è un meraviglioso antidoto contro gli stereotipi sull’Africa e un modo per rafforzare la voce di chi, anche se dagli ultimi posti delle classifiche internazionali, non rinuncia a sognare, divertirsi, amare, giocare, studiare, arrabbiarsi… in una parola, a vivere. Con dignità!

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Un pensiero su “Viaggio in Costa d’Avorio – Voglia di cambiamento

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