Viaggio in Costa d’Avorio – Grand Bassam


Primo approccio alla Costa d'Avorio

Primo approccio alla Costa d'Avorio

23 agosto 200

Ho una gran voglia di tuffarmi nei progetti di Terre des hommes, di respirare sul campo l’impatto del nostro lavoro, di mischiarmi con la gente del posto e immergermi nelle storie dei tanti bambini che grazie al lavoro dei nostri partner locali e alla generosità dei nostri sostenitori possono vivere un presente migliore e sperare in un futuro più sereno.

Il primo contatto con la Costa d’Avorio è però con la pariferia di Abidjan (una metropoli da 6 milioni di abitanti), quella che un tempo veniva chiamata la Parigi d’Africa, cuore pulsante di un’economia che negli anni ’70 e nei primi anni ’80 appariva una delle più dinamiche del continente.

Gli scontri politici e inter etnici, il crollo del prezzo delle materie prime, l’uso non proprio oculato delle risorse pubbliche, la corruzione dilagante e la crisi economica, purtroppo qui, come in buona parte dell’Africa, hanno lasciato ferite difficili da rimarginare.

La strada che da Abidjan conduce a Grand Bassam è lo specchio di un paese che in pochi decenni è passato da 3 a circa 20 milioni di abitanti. Una baraccapoli senza soluzione di continuità lungo la strada principale dove si accalca la vita.

Più che negli altri lembi di Africa che ho visitato l’impressione è quella di un movimento senza costrutto, di attività spesso al di sotto della pura sussistenza confinate in quella striscia di terra che separa l’oceano e la laguna infinita che risale la costa ivoriana.

Nei prossimi giorni avrò modo di capirci qualcosa in più. Alle 10.00 siamo finalmente a Grand Bassam ed è ora di colazione e di quell’interminaile briefing che durerà tutto il giorno, intervallato solo dal pranzo sul mare e dalla visita di Monsier Conan, direttore di Mesad, il partner a cui martedì dovrò fare una piccola lezione sulla raccolta fondi e sulla comunicazione.

Nel pomeriggio usciamo un’ora per visitare il centro storico (le quartier) di Abidjan, quello che resta delle costruzioni coloniali francesi ormai mangiate dalla vegetazione e dalla salsedine, e per comprare una scheda Orange per il mio telefonino. Per quindici giorni avrò un numero ivoriano per comunicare con il resto del mondo.

All’una di notte, dopo la cena sulla laguna, al Quai del francese Christian, esausto crollo sul letto della stanza per gli ospiti della delegazione di Terre des hommes. Ora inizio a saperne qualcosa di più.

3 pensieri su “Viaggio in Costa d’Avorio – Grand Bassam

  1. :-)))) ti prometto ben più sconvolgenti rielazioni!!! Ma devo decidere se far finire il mio diario nel 2010 e portarlo avanti ancora per qualche anno. Dipende da come risponde il pubblico, ovviamente :-))))))
    un caro saluto

  2. Vorrei saper qualche notizia in più sulle condizioni generali della popolazione di Grand Bassam.Ringrazio ed invio molti distinti saluti.
    Scattuso and Chicago1000

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