Vita.it si rinnova. Ammado anche. il non profit italiano è sempre più 2.0


 

Il mondo del non profit italiano sta vivendo un periodo di grande effervescenza. Qualcosa che in dieci anni di attività non avevo ancora vissuto. L’esplosione dei blog, il Festival del fundraising, la nascita di Leader 2 Leader (di cui ha parlato Francesco Quistelli), il nuovo progetto The Hub (di cui spero riuscirò a parlarvi nei prossimi giorni), l’aria nuova che si inizia a respirare in Assif (di quello dovrò parlarvi) e quella altrettanto nuova che si inizia a respirare nell’Agenzia delle Onlus… Si respira finalmente entusiasmo, la consapevolezza che bisogna cambiare e che cambiare si può.

Un segno tangibile di questa nuova aria, quello che mi riempie più di tutti di soddisfazione (perché, scusate l’immodestia, credo di averci a che fare insieme a un pioniere come Francesco Santini con cui solitari, un anno e mezzo fa, discutevamo di web 2.0 e non profit in Italia) è sicuramente la virata 2.0 di un portale storico del non profit italiano, quello di Vita.it, e lo sbarco in Italia da qualche mese del primo Social Network con localizzazione anche nella nostra lingua, Ammado (che proprio in questi giorni si è rinnovato).

Diciamo subito che è presto per fare commenti definitivi sul nuovo Vita. Come scritto da Riccardo Bagnato nel suo editoriale, e come confermato da Riccardo Bonacina, si tratta di un progetto che tira fuori la testa oggi, dopo lunghi preparativi, ma che sarà in versione beta fino al 30 di ottobre, perché il “meglio è nemico del bene” e bisogna pur partire.

Ma se il buongiorno si vede dal mattino, al di là dei molti bug di questa prima release, direi che siamo davanti a una piccola rivoluzione del modo di usare la rete del non profit italiano.

Il look&feel è subito molto 2.0, con un menù contestuale nella testata (come quello del sito di Obama, per intenderci, che consiglio a tutti da mesi) che mette in evidenza le notizie del giorno permettendo di vederle a rotazione ma anche di navigarle per soffermacisi. Le immagini sono fatte per attirare l’attenzione, per catturare il lettore e dare vivacità alla pagina.

Questa è a suo modo anche una delle poche parti statiche della pagina. Perché quasi tutte le altre sezioni sono in realtà degli applicativi java che potete a vostro piacimento spostare, così come sulle pagine di Netvibes o di iGoogle, disegnando così la vostra pagina ideale.

Altra grande novità sono i blog d’autore, da quello del fondatore Riccardo Bonacina, a Yalla di Lubna Ammoune, fino a Francamente di Franco Bomprezzi e a Non profit 2.0 di Fabio Latino (di cui vi ho già segnalato il blog “personale” e che parte, tra l’altro, citando la mitica Beth Kanter)… e mi scuseranno gli altri che non cito.

I post sono ovviamente commentabili, ma non si possono salvare sui vari servizi di bookmarking tags, cosa invece possibile per gli articoli (che tra l’altro posizionano il commento a bandiera sul fianco sinistro dell’articolo, proprio sotto il titolo, con una soluzione che probabilmente incentiverà l’uso di questa funzione).

Tra gli strumenti già oggi visibili ci sono anche la navigazione per tag, la possibilità di salvare gli articoli più interessanti (costruendosi una sorta di MyVita.it). 

Tra i mashup non poteva mancare l’integrazione con Google Map, messa al servizio dell’Italia del Non Profit, la sezione dove potete trovare la non profit più vicina al vostro territorio e dell’Agenda (gli appuntamenti del non profit ricercabili sempre geograficamente)

E poi? E poi un futuro che si preannuncia votato al Social Networking, con la possibilità per gli utenti di poter chattare internamente, la possibilità di poter lanciare petizioni e quella, speriamo presto, di poter fare anche raccolta fondi. Insomma, quello di cui i lettori di Fundraising Now! (e di Internet Fundraising di Francesco Santini) leggono da ormai un anno e mezzo finalmente si fa strada sul portale del Magazine del Non Profit.

Ma se con Vita siamo agli inizi e al debugging, per Ammado, Social Network irlandese primo ad aprire in Italia ormai siamo già alla release 2.0.

Cos’è Ammado?  Ammado è un Social Network globale dove

interagiscono persone (con il proprio profilo e la propria storia) e organizzazioni non profit (c’è anche Terre des hommes Italia, perciò veniteci a trovare!) che hanno a disposizione una vera e propria pagina dedicata dove: scrivere articoli, pubblicare foto gallery e video gallery, creare community, lanciare petizioni e a brevissimo (con il Giving Circle) anche fare fundraising 2.0 (il link è al mio primo post sul tema, 31 gennaio 2007)

.

Ammado ha anche sviluppato un badge, per promuoversi sul web e un’applicazione integrabile con il proprio profilo su Facebook.

Ammado è sicuramente un progetto già più maturo, con finalità in buona parte differenti da Vita (che è e vuole rimanere anche un punto di riferimento informativo) e con l’indubbio primato di essere stato il primo Social Network per il Non Profit a entrare nella penisola… E in un paese in cui gli innovatori sono mosche bianche… Chapeau!

Come tutto ciò che si muove oggi sulla rete Ammado è anche un work in progress continuo, con cose che già funzionano egregiamente e cose che si potrebbero migliorare o inserire (per esempio l’RSS degli articoli di un sito di una non profit, per evitare che si debbano riscrivere i contenuti, google map per trovarsi anche sul territorio, oltre che sul web, possibilità di interazioni più rapide con le persone…).

Ma quello che farà davvero la differenza, come sempre nel mondo del web 2.0, sarà l’uso che ne faranno gli utenti, il loro grado di partecipazione. E questo vale sia per Ammado che per Vita.it.

Vita.it arriva secondo, ma parte paradossalemente in vantaggio, perché ha un comitato editoriale composto da molte ong famose, una readership fortissima, una visibilità capace di attrarre investitori e inserzionisti, rapporti con il mondo delle banche e con i vari fornitori per implementare nuovi servizi, migliaia di persone già abituate a usare i suoi servizi online e la possibilità di integrarsi con il magazine, firme famose e di richiamo e via discorrendo…

Forse il suo unico handicap potrà essere proprio la sua natura spuria, un po’ sito di news, un po’ portale, un po’ aggregatore di blog d’autore (come Nova24 de Il Sole 24 Ore), un po’ appunto, Social Network.

Ammado invece vuole fare il Social Network. Punto. E questo potrebbe essere il suo punto di forza.

Detto questo, io mi auguro che entrambi i progetti crescano, ci offrano sempre più servizi, coinvolgano nuove fasce di popolazione, si integrino sempre di più con progetti for profit, si facciano promotori di un nuovo modo di vivere il non profit, fare volontariato, donare e che presto arrivino anche altri soggetti. C’è ancora posto per molti in Italia e questo spirito nuovo non può che fare bene a tutti.

Complimenti a Vita e ad Ammado.


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8 pensieri su “Vita.it si rinnova. Ammado anche. il non profit italiano è sempre più 2.0

  1. Prendo spunto dalla tua frase finale: “c’è ancora posto per molti in Italia e questo spirito nuovo non può che fare bene a tutti”.
    “Non può fare che bene” è estremamente vero, la possibilità di interazione su internet, di uso degli strumenti internet che offrono sia Ammado che Vita.it alle organizzazioni nonprofit è un buon inizio che non cpuò far sperare in meglio.
    Ora non resta che stare alla finestra a vedere cosa succede, studiare come le onp italiane usano internet, vedere come utilizzano i servizi di Vita e di Ammado e poi magari fra un anno scrivere un altro post e fare il punto della situazione, magari con nuovi protagonisti (se si pensa che wordpress.org ha già sviluppato in beta un programma gratuito che permette ad ogni persona o associazione di creare un suo social network siamo ben consci di come le frontiere poste dai costi di investimento si spostino sempre più in là).

  2. So che non ha a che fare con l’articolo, ma ho di recente visto che è uscita la versione italiane del libro The Long Tail…siccome avevamo parlato di nicchie anche nel fundraising al festival del fundraising può essere uno spunto interessante da leggere

  3. Grazie Paolo per l’attenzione alla nuova avventura di Vita 2.0. La tua analisi, come sempre puntuale, mi trova sostanzialmente d’accordo. Soprattutto per quanto riguarda la considerazione che in Italia c’è ancora posto per molti in questo ambito!

  4. Ciao Francesco,
    grande notizia quella dell’arrivo del libro di Anderson anche in versione italiana. Io lo consiglio a tutti (senza spendere i soldi che vengono richiesti in questi giorni per parlare con il guru) perché spiega come nel nuovo mercato ognuno può costruirsi la nua nicchia (più o meno grande).
    In qualche modo credo che questo valga anche per i Social Network: ne nasceranno sempre di nuovi nel profit, forse fra qualche tempo avremo più competitor non profit e forse qualche profit finanzierà come negli USA un social network per il non profit… Ma tutto questo non può che allargare la torta creando nel contempo lo spazio per nicchie quasi infinite.
    Quindi, crescete e moltiplicatevi!

  5. Fabio a voi faccio i migliori auguri per questa iniziativa. Era da anni che speravo che un player come Vita desse una sveglia (cito il presidente…) a questo settore e ora che vi state muovendo non posso che congratularmi e sperare che ne nascano cose buone per tutti. Aspetto ovviamente gli sviluppi e sicuramente qui ne parlerò a lungo.
    A presto

  6. ciao paolo, molto interessante il post. Credo anche io che sia vita che ammado non potranno che fare bene la no profit italiano. In particolare, spero, facendo crescere la collaborazione dei vari operatori e la capacità della associazioni di lavorare in network.
    Non so però se ammado possa essere considerato solo un social network.
    Mi spiego.
    se tu ONP crei un profilo su ammado hai praticamente a disposizione un tuo sito dove postare articoli, foto e video, (il tutto con un CMS semplicissimo); tra pochissimo potrai anche ricevere donazioni (anche da persone non iscritte ad ammado), avere un blog e widget da disseminare in rete.
    Insomma, quello che per gli utenti è un social network, per le ONP (sopratutto credo quello piccole) è una mannna, perchè permette di avere tutti i servizi che ti possono servire su web in un solo posto (e gratuitamente).
    Che ne pensate?

  7. caro Alberto, sono d’accordo con te che per le organizzazioni i servizi che prospetta Ammado sono davvero interessanti e che le onp, piccole e grandi, si troveranno la possibilità di creare ambienti adatti a lanciare campagne di comunicazione e di fundraising.

    Credo che però un Social Network sia proprio questo: la possibilità di crearsi proprie pagine, personalizzandole e mettendole al centro di una strategia virale. Il livello di personalizzazione, gli strumenti a disposizione per la disseminazione, la relazione con gli utenti, l’usabilità degli ambienti e altri aspetti fanno la qualità e quindi la differenza fra Social Network. Per ora Ammado si sta muovendo nella direzione giusta. Ma siamo davvero solo agli inizi.
    Grazie mille e a presto Alberto. Aspettiamo tutti buone news dal mondo Amnesty.

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