Blogger non profit e condivisione: ne parla “Il Sole24Ore”


Qualche giorno fa ho avuto una piacevole conversazione con Michela Finizio, giornalista de “Il Sole24Ore“. Ne è nato un articolo che ho chiesto di poter ripubblicare, integralmente, per rendere onore a tutti quelli che stanno contribuendo a rendere la blogosfera italiana anche un po’ più solidale… Insomma, un po’ di autocelebrazione ogni tanto ci vuole…😉

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Il fenomeno. Diversi speciali in campo.

Consigli dai blog alle associazioni

Michela Finizio

Tavole rotonde e convegni non sono più gli unici strumenti per stimolare il dibattito sul tema del volontariato. Oggi è internet, anche attraverso i numerosi blog dedicati al terzo settore, a offrire un luogo virtuale dove scambiarsi esperienze e suggerimenti.

Sono diversi i fundraiser e gli operatori del non profit che hanno aperto una pagina web, dove quotidianamente “postano” riflessioni e ricevono i commenti dei lettori: internet offre loro la possibilità di mettersi in rete e arricchire le proprie competenze attraverso il confronto. “Nell’ultimo anno sono nati diversi blog che parlano di sociale – afferma Paolo Ferrara, responsabile della raccolta fondi di Terre des Hommes Italia e autore di uno dei blog più conosciuti sul fundraising [sic] -. Si rivolgono a professionisti, aspiranti professionisti e a tutte le organizzazioni che si trovano a dover affrontare le stesse nostre problematiche. Sono contenitori di esperienze che stimolano il dialogo e forniscono anche indicazioni operative e consigli”.

Dal 2000 a oggi
Una delle esperienze apripista è Lista Etica, nata nel giugno del 2000 per iniziativa di Nicola Salvi, communication manager del portale e-family di Bnl: nel forum intervengono esperti e cittadini che per la prima volta si avvicinano al mondo del non profit e vogliono informazioni; si parla di come fare marketing sociale, scambiandosi anche informazioni sulle leggi vigenti.

Seguono altre esperienze: Francesco Santini, consulente in comunicazione online per il fundraising non profit, ha dato vita ad alcuni blog che raccolgono esperienze di raccolta fondi; Valerio Melandri, direttore del master in fundraising e responsabilità sociale istituito presso l’università di Bologna, tiene un diario personale; Daniele Fusi del Cesvi, insieme con altri operatori, ha creato il “Diario del fundraiser” che racconta le problematiche di chi svolge questa professione, spiegandone aspetti tecnici e strategie; il blog di Francesco Quistelli, fundraiser di Coopi, è un vero e proprio manuale operativo; Paolo Ferrara, infine, punta sull’applicazione delle tecniche di marketing commerciale per uscire dalla nicchia che caratterizza la comunicazione sociale.

“Tutto è nato per motivi di studio – spiega Ferrara – per prendere appunti sulle mie riflessioni. Oggi questi blog sopperiscono alla storica difficoltà del non profit italiano a fare squadra. Il terzo settore, nel nostro Paese, è sempre stato incapace di coordinare gli sforzi, di mettere insieme esperienze e mondi diversi. Senza contare il potenziale educativo e di sensibilizzazione che questi strumenti hanno nei confronti dei lettori”.

Chiarezza in primo piano
Internet, infatti, è centrale anche per informare con chiarezza i sostenitori di una organizzazione. “Lo dimostra il fatto che i post più commentati sono quelli sulla trasparenza – aggiunge il fundraiser di Terre des hommes -. E’ un tema molto sentito e, in questo caso, la rete offre la possibilità di capire da dove nascono le perplessità dei donatori nei confronti di una campagna, di raccogliere i loro dubbi”.

Due settimane fa si è tenuto su Second Life un seminario sulle tecniche innovative di fundraising: sull’isola Humanitarianlife in Second Life, dedicata al mondo non profit, ogni giorno vengono organizzati eventi culturali e di formazione. “Sembrava di partecipare a un dibattito reale- afferma Paolo Ferrara che ha partecipato all’incontro virtuale – ed è stato possibile condividere molte esperienze, scambiarsi link e materiale”

da Il Sole-24Ore. Lunedì 20 Aprile 2008

5 pensieri su “Blogger non profit e condivisione: ne parla “Il Sole24Ore”

  1. d’accordo Francesco. Certo c’è Google, ma è indiretto. Anche per quello ho chiesto di poter ripubblicare il pezzo dando i link di tutti i blog citati. Nel mio piccolo spero serva a dare atto di un mondo in grande fermento.

  2. Credo che quello che hai fatto sicuramente è di aiuto per tutto il mondo del fundraising che cerca anche attraverso i blog di condividere informazioni che prima erano invece “gelosamente” custodite. In un certo senso stiamo cambiando il modo di porsi del fundraising italiano

  3. Grazie Paolo!
    Anche se scopro solo ora di essere finito sul Sole !!!

    tutta Lista Etica ringrazia

    Con un network di 1200 membri restiamo sempre una bella community, anche se “all’antica” attaccati come siamo all’email e lungi dall’usare il2.0.
    Vuol dire che abbiamo cambiato target: prima con i pionieri di internet, oggi con chi è rimasto indietro… dimmi se non è internet sociale questo!

    chissa’, ripartiremo con il 3.0 !
    Buon lavoro e a presto

    ps.: per dovere di cronaca, ho lasciato la BNL da parecchi anni e adesso mi occupo di progetti di innovazione per la pubblica amministrazione

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