Internet P.R.: come diventare leader d’opinione e restarlo


Qualche giorno fa ho avuto l’onore di essere invitato da Marco Massarotto alla presentazione del suo “Internet P.R. Il dialogo in Rete tra aziende e consumatori“.

In genere non faccio molta vita mondana, ma l’occasione era ghiotta, vista la stima che ho per il lavoro di Marco e per alcuni dei suoi collaboratori (leggi alla voce “gatte“), così mi ci sono fiondato sicuro che avrei imparato qualcosa.

Ebbene, anche questa volta, come spesso mi capita, ho preso una bella cantonata. Sì, perché non imparato affatto qualcosa, ho imparato molto di più (complice anche una lunga e piacevole conversazione con due fantastiche esponenti della rivoluzione che sta modificando il modo di intendere la presenza in rete delle aziende) tanto che alla fine, pur essendo un po’ tirato di questi tempi, mi sono anche comprato il libro.

Perchè? Perché sono convinto che le nostre non profit abbiano un potenziale enorme nella grande conversazione che sta animando la rete.

Abbiamo “marche” che spesso e volentieri si portano già dietro un gran senso di affidabilità e serietà.

Abbiamo storie importanti da raccontare.

Abbiamo “acquirenti” (i nostri donatori, i nostri volontari) che sono già fan delle nostre “marche” e ne parlano continuamente.

Abbiamo “prodotti” (i nostri progetti, i sostegni a distanza, gli obiettivi concreti che mettiamo al centro del nostro lavoro…) con un valore aggiunto in termini di percezione e di “emozionalità”. Su alcune materie siamo esperti già influenti.

Abbiamo spesso e volentieri tra le nostre fila giovani professionisti entusiasti e capaci di portare innovazione…

Insomma, credo che siamo alla porte di una rivoluzione che può cambiare radicalmente il nostro modo di dialogare con i nostri stakeholders, ma per farlo abbiamo anche bisogno di fare qualche passo avanti:

– innanzitutto abbiamo bisogno di ascoltare, cosa che spesso non facciamo;

– abbiamo bisogno di studiare, cosa che finiti i vari corsi specialistici spesso smettiamo di fare;

– abbiamo bisogno di testare e rischiare, lasciando anche spazio ai tanti ragazzi che hanno idee nuove e sanno parlare i nuovi linguaggi (e anche qui, conosco troppe organizzazioni ferme al passato);

– abbiamo bisogno di aprirci, diventando case di cristallo in cui il nostro pubblico di riferimento possa sentirsi a proprio agio;

– abbiamo bisogno di confrontarci, con umiltà, con le migliori esperienze del mondo profit, per scoprire come un’azienda di nome FIAT, data per morta nel 2006, anche grazie a un blog sia riuscita a ricostruire la sua reputazione;

– abbiamo bisogno di considerare le nostre strategie di marketing come un complesso integrato di strumenti da utilizzare, che vanno dal progetto alle pubbliche relazioni, passando per gli strumenti classici del fundraising…

Insomma, per tutto questo, e per molto altro, sono convinto che un salto in libreria o, se volete, un click su Internet, valga la pena farlo per acquistare l’ultimo libro di Marco.

Buona lettura

ps.: date un’occhiata alla copertina e scoprirete perché sulla testata di Fundraising Now! c’è un’ape

Share this post :

Advertisements

6 pensieri su “Internet P.R.: come diventare leader d’opinione e restarlo

  1. A proposito di marketing e comunicazione profit: non ti sembra che alcune campagne prendano spunto dal non profit, soprattutto per l’emozionalità e il coinvolgimento? Il problema è che puntando su emozionalità, credibilità, serietà, al primo errore la delusione di chi è “fan del nostro marchio” ha conseguenze disastrose e riprendersi può essere più difficile che nel caso Fiat.

  2. Buongiorno Paolo,

    ho avuto solo oggi il piacere di scoprire il tuo blog e per l’argomento avanguardistico trattato mi sono subito iscritto ai feed …

    Comunque la mia domanda proviene da alcune riflessioni a suon di commenti su alcuni post di Robin Good che sto lasciando a proposito di quel che riguarda un nuovo ruolo che necessariamente dovrà andare a crearsi. Il problema nasce da una constatazione pratica derivata direttamente dalla mia esperienza personale e imprenditoriale di nanopublisher. Ma per meglio avere una tua opinione ti scriverò brevemente il contesto.

    Da qualche mese ho lanciato un web magazine che sta avendo ottimi risultati sotto diversi punti di vista, sooprattutto per quel che riguarda il traffico canalizzato. In pratica se avrai modo di vederlo tratta di tutto ciò che è sostenibilità, andando dalle nuove energie, all’ecodesign, ad alcune guide, ecc. Il target è estremamente diversificato ma ben contento di atterrare sulla piattaforma. A qui il passo successivo: la ricerca di monetizzare l’impegno che sta dietro tutto questo. Forme di monetizzazione per nanopublisher di questo tipo o di nicchie che non siano generaliste non sono facili da trovare in quanto il marketing italiano ancora si affida all’adwords di google.
    Da qui nasce la riflessione e la constatazione che nel mercato italiano, quelle che dovrebbero essere le “concessionarie pubblicitarie” (nell’editoria stampata) ancora non esistono nell’editoria on line. Ne consegue una grossa mancanza per i nano e non solo publisher della rete che nonostante smuovano molto traffico hanno difficoltà nel promuovere le aziende del proprio settore.

    Cosa ne pensi?

    Grazie e buon ottimo lavoro!

    Daniel – GenitronSviluppo.com

  3. cara marianna, hai ragione, spesso e volentieri rischiamo molto più di un’azienda, anche perché non possiamo neanche pensare di investire in grosse risorse per rimettere in piedi la nostra reputazione.
    Però l’esperienza fatta in passato e quella di alcune organizzazioni che hanno passato momenti di crisi, è che la maggior parte delle crisi si possono affrontare e superare, traendone spesso nuove opportunità di crescita. E in questi casi a pagare è quasi sempre la trasparenza.
    Sono anche convinto che concetti come emozione e serietà non sono sufficienti a costruire la nostra “marca” e che solo una strategia integrata oggi come oggi può risultare vincente sul medio periodo (ma, appunto, dentro ci sono anche le p.r.).

    Daniel, intanto complimenti per il magazine che non conoscevo. Da oggi lo leggerò con molto interesse.
    Per quanto riguarda la monetizzazione, confesso di non essere un esperto. Come vedi questo blog non ospita google ads o pubblicità e sto volentieri su una piattaforma che li vieta… Detto questo, proprio parlando di P.R., se per le non profit e per i blog professionali non credo che l’obiettivo possa essere la monetizzazione immediata (ma semmai la costruzione di una reputazione) mi pare di capire che per molti nanopublisher profit, oltre ai ricavi indiretti (consulenze, collaborazioni, articoli, ecc.) e ai google ads, ci sono spesso altre fonti di guadagno dirette come la pubblicazione di recensioni o “consigli per gli acquisti”.

    Molte aziende stanno lavorando su questo “segmento”, ma è ovvio che puntano soprattutto sui “nodi” della rete (gli influencers). Credo (ma ripeto, non sono un esperto) che tu possa aspirare a questo tipo di pubblico costruendoti la tua reputazione (e mi sembra che le basi ci siano tutte)

    a presto

  4. Ti ringrazio Paolo

    innanzitutto per i complimenti sempre ben accetti insieme alle critiche in quanto esame circostanziato e analisi approfondita.

    Poi per le tue opinioni a mio riguardo e anche se non sei un esperto hai contribuito a fornirmi senza dubbio un punto di vista importante e discostato. Soprattutto per quel che riguarda i tuoi consigli riguardo ai segmenti dei “nodi” e agli “influencers”.

    Grazie ancora per la tua disponibilità, ottimi consigli e prontezza!

    A presto e buon lavoro!

  5. caro Francesco,
    sto finendo di leggere il libro, pur tra mille difficoltà lavorative, e confermo quanto detto sull’utilità. Nei prossimi giorni, tra i commenti al post, magari qualche riga in più la troverai…
    Vorrei tanto dedicare più tempo al blog, ma come entrambi sappiamo c’è tanto da scarpinare per i “nostri” bambini
    a presto…

    ps.: anzi, nei prossimi giorni seguitemi perché parte il contest…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...