Internet fundraising trends 2008 (parte II)


Palline colorate

Pronti per le “divinazioni” sulle tendenze della raccolta fondi online per il 2008? Spero di sì, perché con oggi inizia una piccola maratona che occuperà le pagine di Fundraising Now! per qualche giorno.

Per chi si fosse perso la puntata precedente (con le mie previsioni) ricorderò soltanto che ho chiesto a esperti di fundraising (italiani, americani, astraliani, canadesi e spero anche di altri paesi), e ad amici blogger di giocare con me alla lettura della “sfera di cristallo” dandomi le loro 5 “predizioni” sul fundraising online per l’anno appena iniziato. Quello che segue e seguirà nei prossimi giorni è quello che ne è venuto fuori.

Spero solo che i lettori mi scuseranno se li costringerò a saltare tra una lingua e l’altra, ma Fundraising Now! è e vuole rimanere un hobby, non un lavoro, e la doppia traduzione mi avrebbe costretto a un lavoro estenuante.

In questo primo post troverete le previsioni di:

Francesco Santini (esperto di fundraising online, blogger, curatore di Fundraising.it e formatore);
Priscilla Brice-Weller (consulente di digital marketing, blogger su Solidariti, ex Oxfam, ora ad Antar);
Luca Conti (uno dei massimi esperti italiani di conversazioni digitali e blogger, tra gli altri su Pandemia.info);
Howard Lake (uno dei massimi esperti di fundraising digitale, fondatore di Fundraising Uk, consulente con un passato a Oxfam, Amnety International e Afghanaid. Il suo Uk fundraising è il punto di riferimento di tutto ciò che si muove nel fundraising anglosassone).
E allora… Let’s go…


Francesco Santini
www.internet-fundraising.it
www.fundraising.it

1. Concordo con te su un maggiore uso dei blog sia da parte di grandi che piccole organizzazioni. Tanti sono i fundraiser o volontari che incontro che vorrebbero utilizzarlo nella loro organizzazione, ma non sempre trovano internamente una cultura “aperta” di comunicazione. Spesso si trovano davanti risposte come “chi lo gestisce?” oppure “come facciamo con i commenti negativi”. Non si vede ancora il blog in un’ottica di marketing, comunicazione, raccolta fondi. Ma nel 2008 si potranno vedere miglioramenti

2. Concordo con te anche sui siti internet. Direi maggiore accortezza nella realizzazione di siti internet (cioè il solito detto “prima di fare il web 2.0 è necessario che l’onp conosce e abbia un web 1.0 tutto a posto), più progetti che guardano al contenuto e meno agli “effetti speciali” (penso ad animazioni in flash o simili), più attenzione ai testi che catturano “la ragione” e ad immagini che catturano “l’emozione”

3. Concordo anche sull’uso dei pagamenti online. Le onp probabilmente si troveranno a scegliere fra Paypal e Google Checkout (quando arriverà in Italia) ed in generale comunque le onp dovranno alutare tutte le potenzialità (http://www.readwriteweb.com/archives/peta_embraces_social_networking_platforms.php) che possono nascere dai futuri progetti di Google e dalle risposte dei concorrenti di Google (pensiamo solo alla sfida fra Google e Wikipedia che si aprirà tra poco con il lancio di un motore di ricerca da parte di wikipedia e di un sito a metà strada tra wikipedia e squidoo da parte di Google).

4. Direi anche una maggiore consapevolezza delle potenzialità di un buon posizionamento su internet per parole chiave che interessano il nonprofit: penso alle “adozioni a distanza o al “cinque per mille” dove sono tante le onp che attraverso Adword (o google grant) oppure attraverso un buon posizionamento cercano di essere nella prima pagina della ricerca di google.

5. Le organizzazioni nonprofit impareranno a raccontare i progetti in rete: il linguaggio sarà adeguato alla rete, corredato da foto, video e quant’altro offre il web 2.0, i commenti nei blog daranno la possibilità di aprire un dibattito, di rendere più “visibile”, più “toccare con mano” i progetti delle organizzazioni.

Priscilla Brice-Weller
www.solidariti.com
www.antar.co.au

1. I agree, online donations will definately increase, however NPOs will begin to think of more interesting/innovative ways to ask people to donate online;

2. NPOs will increasingly use blogs to engage the public more effectively, by giving them real stories from their work “in the field”;

3. Organisations that were fearful of online social networking tools will realise that these tools are here to stay, and so will begin to use them to increase their supporter base.

4. More NPOs will use Twitter to keep their ‘friends’ up-to-date on the organisation’s activities (particularly for events) and it will begin to be used as a tool to mobilise people to take part in a time-sensitive action;

5. More NPOs will use SMS (text-messaging) to collect petitions or donations.

I agree with your point on web accessibility, however I feel as though this issue is an old one. People who do not redesign with web accessibility in mind are negligent.

Regarding widgets, everybody said 2007 was going to be the year for widgets, but that didn’t happen in the NGO world. I think in general NGOs can be a little conservative in terms of technology due to their low budgets, so we’re always a
bit behind 🙂 Perhaps 2008 will be a good year for widgets in the NPO sector.

Luca Conti
www.pandemia.info

www.lucaconti.it

1 – le ONG apriranno i propri social network ad iscritti e simpatizzanti, così da renderli sempre più partecipi;

2- la quota di donazioni raccolte dalla rete diventerà un pilastro importante, seppur non al livello della raccolta offline e degli SMS;

3- le allenze tra ONG (es. Agire) diventeranno più stabili e più strette, offrendo ulteriore visibilità e autorevolezza anche online;

4- si moltiplicheranno le campagne profit che comprenderanno una azione no profit (donazione simbolica in cambio di iscrizione a newsletter aziendale);

5 – Internet verrà integrato nella comunicazione di ogni campagna, con l’esposizione dell’indirizzo web su tutti i materiali, su tutti i mezzi;

Howard Lake
www.fundraising.co.uk

1. fundraisers’ interest in Facebook etc. lessens as apps don’t offer enough access to or control of user data;
2. yet another Facebook-for-the-charity-sector is launched;
3. a major charity experiences public embarrassment over loss of personal donors’ data;
4. the link between online fundraising and telephone fundraising becomes more obvious in more larger charities’ fundraising strategy.

In attesa della prossima puntata, aspetto i vostri commenti e le vostre previsioni. A presto.

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5 pensieri su “Internet fundraising trends 2008 (parte II)

  1. Concordo con l’accento messo sui blog. La comunicazione online ha dalla sua un rapporto costo/efficacia enormemente favorevole.

    Non concordo con una comunicazione e metodi di pagamento totalmente online perché non va scordato che, aziende a parte nei paesi dove questo porta ad uno sgravio fiscale, la grossa maggioranza dei supporter sono persone anziane e poco informatizzate.

    Alex

  2. Personalmente credo che l’Internet fundraising, in particolare quel tipo di fundraising che chiamiamo “2.0” e che fa della partecipazione e del mash-up cross-mediale il suo pilastro centrale, seguirà sempre di più le “regole” e i “comportamenti sociali” tipici del Web 2.0: assisteremo sempre di più a una sorta di divaricazione tra “coda corta” (una nicchia di bloggers esperti, engagers, evangelizzatori, personal fundraisers…) che trascineranno, coinvolgeranno e informeranno la “coda lunga” (tutti i potenziali interessati ma poco attivi). Lo sforzo più grande che dovrà essere fatto, soprattutto in ambito fundraising dove conta quanta più gente dona, sarà comprendere le dinamiche di engaging della coda lunga e inventarsi ogni possibile metodo per coinvolgere al massimo tutti i “navigatori silenti”, ovviamente facendo leva su EMOZIONE ed ESPERIENZA PERSONALE. Diventa chiaro come occorra ingaggiare gli utenti in tutti gli spazi dove essi si ritrovano, a partire dai Social Network anche più “giovanili” e disimpegnati (es: MySpace) fino ai video virali su YouTube. Il vero problema forse è “generazionale”, nel senso che il web e in particolar modo il nuovo modo di fruire del web (approccio Social) non è ancora fruito e digerito da quel target di persone che donano di più, ovvero (immagino) dai 40anni in su. In ogni caso integrando opportunamente le varie tecnologie e i media che ora abbiamo a disposizione, credo le potenzialità del fundraising sono assolutamente esplosive. Ciao Paolo!

  3. cari alex, claudio e daniele credo proprio che dovrò dedicare un altro post a recuperare i vostri commenti preziosissimi come al solito. Sono convinto che Internet ci aiuti a mettere in pratica un vecchio adagio del fundraising: why we do it what we do as much as how we do it. Ossia che conta molto di più il perché lo facciamo del come lo facciamo, sapendo ch e il come lo facciamo dipenderà molto proprio dal perché lo facciamo, dalla chiarezza della nostra mission, dal desiderio reale di cambiare il mondo o una sua parte, dallo sguardo e il cuore sempre aperti sui veri protagonisti, i nostri beneficiari. Internet ci permette, e ci costringe, a non voltare mai le spalle ai nostri beneficiari, a ripensare le nostre organizzazioni sulla caduta di quasi ogni diaframma o barriera. Per ingaggiare gli utenti della rete è da lì che dobbiamo ripartire, considerandoli prima ancora che donatori, donattori, soggetti attivi e partecipi del lavoro delle nostre organizzazioni… Poi ovviamente la segmentazione dei target, i diversi strumenti, la scelta del messaggio, l’integrazione con le strategie di marketing più complessive faranno la differenza e determineranno anche i risultati economici.
    Un caro saluto ragazzi e ricordatevi che il 20 gennaio fundraisig now compie il suo primo annetto di vita 😉

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