La donazione è mobile: con Poste Italiane qualcosa si muove


Poste mobile

La notizia era nell’aria e se ne parlava da tempo in rete (qui un “vecchio” post di Francesco Santini sul tema), ma ora finalmente la cosa è ufficiale: Poste Italiane, ora operatore virtuale sulla telefonia mobile, debutta con servizi che forse cambieranno, per sempre, il nostro modo di acquistare, pagare e, ovviamente, donare.

Con le nuove SIM del gruppo Poste, infatti, gli utenti avranno a disposizione un vero e proprio sportello postale portatile.

Con un semplice comando del cellulare è possibile: trasferire denaro da e verso carte prepagate Postepay, effettuare la ricarica del proprio cellulare prelevando l’importo dalla Postepay, verificare il saldo e gli ultimi movimenti del proprio conto BancoPosta o della propria Postepay. Dall’inizio del 2008 saranno disponibili molti altri servizi: sarà possibile pagare bollettini, inviare telegrammi, trasferire denaro e ricaricare la SIM PosteMobile dal proprio conto BancoPosta e altro ancora.

E’ un passo importante, tutto da verificare sul campo, che anticipa quel cambiamento epocale di cui vi avevo parlato solo qualche giorno fa (qui): il cellulare diventerà il vero è proprio terminale attorno al quale ruoteranno molte delle nostre operazioni quotidiane (qui, in pdf, un altro articolo interessante de il Sole 24 Ore sul lancio di Poste Mobile e sugli scenari futuri).

Pensate solo al mondo delle donazioni e della raccolta fondi: la maggior parte dei donatori in Italia continua a usare il contante o il bollettino di c/c postale (cosa per cui siamo normalmente presi in giro nei workshop internazionali). Portare una certa parte di questa mole di persone (sui numeri precisi vista la contradditorietà delle 4 ricerche che mi sono riguardato prima di scrivere questo articolo, mi taccio) a donare con il proprio cellulare avrebbe un impatto enorme sul mondo del non profit italiano: cambierebbe il modo di approcciare i donatori, aumenterebbe l’incidenza delle donazioni d’impulso, si trasformerebbe il modo di fidelizzare i propri donatori, assumerebbe un peso completamente diverso la gestione dei numeri di cellulare dei propri sostenitori (che molte organizzazioni ancora non chiedono o non registrano).

Non è proprio la rivoluzione di cui parlavo nel post precedente ma è sicuramente un passo avanti di cui non potremo non trarre le conseguenze.

Anche perché se è vero che oggi le Poste si muovono con spirito innovativo (sfruttando però il ruolo anfibio e “protetto” di operatore creditizio, finanziario, postale e ora telefonico che agli altri non è concesso) è inevitabile che le cose cambino in fretta per l’intero mercato della telefonia mobile.

Le rendite di posizione diventano sempre più ingiustificate. Le dimensione delle imprese bancarie ormai consentono un maggiore potere di lobby. Le aziende telefoniche stesse non potranno stare a guardare e dovranno a loro volta cercare alleanze con il sistema bancario per non restare schiacciate sul fronte dei nuovi servizi. La politica stessa dovrà prendere atto, a un certo punto, che non possiamo rimanere così indietro su un mercato, quello della telefonia mobile, su cui siamo partiti nettamente in anticipo rispetto ai competitor internazionali.

Se tutto questo è esatto, significa che nel giro di due o tre anni la rivoluzione di cui ho iniziato a raccontarvi potrebbe essere completata e allora quelli che si saranno mossi con anticipo nel costruirsi il loro database di numeri cellulari (e molte organizzazioni italiane, sempre le solite, hanno già iniziato a farlo) avranno un vantaggio competitivo enorme nelle campagne di fundraising prossime venture.

I giochi però non sono ancora fatti, purché si sappia cogliere la sfida con spirito di innovazione e con gli adeguati investimenti. Senza i quali, sia chiaro, non si va da nessuna parte.

ps.: so che anche Francesco Quistelli sta lavorando su un nuovo articolo in materia. Vi invito a seguire il suo blog perché sono sicuro che, ancora una volta, saprà dare valore aggiunto alla questione. A proposito di valore aggiunto: proprio Francesco ha appena scritto un post bellissimo sulla Trasparenza nel fundraising. E’ uno degli articoli più ricchi e interessanti che abbia letto negli ultimi mesi e merita una lettura approfondita (compresi i tanti allegati).

Visto che siamo in tema di articoli interessanti, eccone un altro, di grande qualità e sempiterna attualità, di Daniele Fusi: Il fundraising: più comunicazione o marketing? Visto che tempo fa a Civitas mi era stata posta una questione simile da una inferocita addetta stampa e che l’esperienza di 10 anni è ricca di incomprensioni su questo tema, credo che la questione rimanga tra le più interessanti dal punto di vista del management di una Organizzazione non profit e vi invito a dire la vostra. Per quanto mi riguarda, di stretta osservanza kotleriana, credo che il marketing strategico (e la capacità delle organizzazioni di orientarsi al marketing) non possa che essere al centro di ogni attività dell’organizzazione e tutte le assuma dentro di sè. E voi, cosa ne pensate?

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2 pensieri su “La donazione è mobile: con Poste Italiane qualcosa si muove

  1. Siamo una Onlus che sostiene un orfanotrofio in Ghana,località Wawase abbiamo bisogno di fondi per costruire il villaggio del fanciullo.Che ospiterà molti piu’ bambini di quelli attuali e sto cercando appunto il modo di ottenere un numero solidale. Se potete darmi un contatto ve ne sarei veramente grato.
    Un saluto

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