Autoreferenzialità…


Il titolo in questo caso non si riferisce a uno dei difetti maggiori del non profit, ma ad alcune conversazioni in cui sono stato coinvolto nei giorni scorsi e alla mia partecipazione al terzo Marketing Camp che si è tenuto questa settimana, a Milano, nell’ambito di Innovation Circus.

La prima conversazione che vi segnalo è l’intervista (perdonatemi, sono stato verboso e anche poco concreto, ma erano giorni di lavoro intenso) con Francesco Santini pubblicata da Fundraising.it. Abbiamo parlato di blog e dell’esperienza di Terre des hommes nel mondo della blogosfera e del web 2.0. Qui il testo.

La seconda conversazione è quella con Daniele Fusi, con il quale ce la siamo suonata e cantata su fundraising, ruolo e mestiere del fundraiser, strumenti di raccolta fondi e di… Harry Potter. Il tema secondo me è di quelli che meritano un coinvolgimento più ampio perciò, cari colleghi e amici, non lasciateci soli (qui il post pubblicato sul blog di Daniele);

La terza l’abbiamo avviata con Jacopo Brian Gazzola sul tema “Fotografia e comunicazione sociale”. Anche in questo caso sarebbe bello e gradito un vostro contributo, visto che l’argomento è tra i più spinosi di quelli che affrontiamo nella nostra professione (o da volontari). Qui il post pubblicato sul blog di Jacopo.

Come accennavo all’inizio, qualche tempo fa, tramite Facebook, sono stato invitato a partecipare alla terza edizione del Marketing Camp voluta da Fabrizio Bellavista, Marco Camisani Calzolari e Franco Giacomazzi.

E’ stata una bella esperienza e anche un’opportunità per dare visibilità a come il mondo del non profit sta vivacizzando la rete. Ne sono uscito anche con la convinzione che il mondo delle imprese possa imparare qualcosa dal modo in cui associazioni della levatura di Greenpeace o Amnesty stanno usando la rete.

La mia presentazione, questa volta depurata da ogni parola inutile, la potete vedere qui sotto o direttamente su SlideShare.

Per oggi direi che la “fiera della vanità” può terminare qui, ma ai miei dieci lettori rilancio l’accorato invito a partecipare. Ne abbiamo bisogno tutti per far crescere in dignità e professionalità il nostro lavoro.

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3 pensieri su “Autoreferenzialità…

  1. Ciao Paolo, bella la presentazione e più che mai valido l’invito alla discussione… come ci siamo già detti evidentemente abbiamo lettori timidi… a proposito ma se i tuoi sono 10 i miei quanti sono 2? 😉 a presto!

  2. ehm…io sono tra i vostri lettori…e intervengo solo perchè Paolo non mi ha citato…;-) Bello il doc di power point. Sull’argomento aziende/web 2.0 segnalo un’interessante ricerca di McKinsey su
    http://www.mckinseyquarterly.com/Marketing/Digital_Marketing/How_businesses_are_using_Web_20_A_McKinsey_Global_Survey_1913 . Sono decisamente d’accordo con te: anche il profit ha molto da imparare dal non profit, e non solo sul social networking. Ciao, e grazie per i continui stiimoli che trovo sul tuo blog. A presto.

  3. carissimi Daniele e Francesco, che dire? Ancora una volta siamo sulla stessa lunghezza d’onda. La ricerca di McKinsey mi ricorda una precedente conversazione con Daniele e una telefonata con un amico di qualche giorno fa: alla fine spesso vince chi sa mixare strumenti tradizionali e innovazione, anche nel non profit. Ma oggi chi è disposto a fare innovazione, nel non profit, sulla gestione delle risorse umane e su piattaforme collaborative? In Italia mi sembra pochissimi, o forse nessuno. Spero però di essere smentito presto.

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