Donare in modo intelligente si può? Forse sì, grazie a Internet.


Intelligent giving

La trasparenza, non mi stancherò mai di ripeterlo, è non solo un obbligo di ogni organizzazione non profit, ma è anche uno dei migliori strumenti di raccolta fondi a disposizione di una causa sociale.

Blog, notiziari, video, annual report, bilanci sociali, reportage dal campo, rendicontazioni sono fondamentali per accorciare le distanze, emotive e razionali, fra donatore, organizzazione e beneficiari, ma sono anche essenziali per rispondere a quella generalizzata crisi di fiducia che è per ogni fundraiser il primo scoglio da superare di fronte a qualsiasi interlocutore.

Il difetto di ognuno di questi mezzi, però, è quello di essere comunque generati dall’interno dell’organizzazione stessa e quindi, nonostante i tanti audit esterni a cui ormai ci sottoponiamo, non totalmente trasparenti agli occhi dei donatori/consumatori.

Quello che serve è, sempre più, un organismo esterno in grado di valutare questa trasparenza.

In Italia, con equivalenti in molti altri paesi, uno sforzo in questo senso è stato fatto con la creazione dell’Istituto Italiano della Donazione (IID), voluto da Sodalitas, l’associazione nata in seno ad Assolombarda.

Ma, come in molti di noi (fundraiser e manager del non profit) hanno più volte rilevato, i limiti di questo istituto sono innumerevoli:

– siamo di fronte, per molte organizzazioni, a una duplicazione di audit esterni, compiuta tra l’altro seguendo regole a volte cervellotiche (e distanti dai reali desiderata dei donatori/consumatori);

– queste regole sono spesso meno stringenti di quelle a cui molti di noi si sottopongono e non distinguono fra organizzazioni con esigenze tra loro completamente differenti (percentuali di contributi privati, provenienza di questi fondi – servizi offerti o donazioni, per esempio -, impegno istituzionale campagne di sensibilizzazione o realizzazione di progetti concreti…)

– si palesa un vero e proprio conflitto di interessi nel momento in cui i controllati (volontari) sono a loro volta soci (paganti) dell’organismo controllante: esattamente quello che accade per l’IID;

– soprattutto, si impone un bollino dall’alto, togliendo voce a quelli che davvero dovrebbero averla: i donatori.

Ci sono soluzioni alternative, ovviamente, e Internet si sta dimostrando anche in questo caso il miglior mezzo per fare trasparenza e per aiutare i donatori a donare in modo intelligente.

Intelligent giving home

Tre esempi su tutti, indipendenti, totalmente navigabili in rete, ricchi di indicatori in grado di valutare senza pregiudizi il lavoro delle organizzazioni tenendo in debita considerazione le loro differenze, pensati con gli occhi dei donatori e non con quelli dell’auditor aziendale, sono l’americana Charity Navigator e le inglesi Intelligent Giving e GuideStar.

Tre esempi di come la tutela del donatore/consumatore passi obbligatoriamente (oltre che dal rispetto delle regole statuali) da quello stesso controllo a cui ogni altro prodotto dovrebbe essere sottoposto: quello delle associazioni o degli organismi indipendenti dei donatori/consumatori.

Possibile che non lo si sia ancora capito? Possibile che anche in Italia non possa nascere qualcosa del genere? La sfida è decisiva in un momento in cui l’affollamento, anche mediatico, rende sempre più difficile la scelta del donatore e sempre più vivo il sentimento di stanchezza di fronte al succedersi senza sosta di nuove campagne di raccolta fondi.

Io aspetto un Charity Navigator o un Intelligent Giving indipendente anche qui in Italia, e voi non ne sentite il bisogno? Dateci un’occhiata e ditemi cosa ne pensate.

Altri post sul tema li trovate su:

Lentati Blog

JBGazzola

su Fundraising.it, qui e qui

E visto che repetita juvant (speriamo), anche su questo blog

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3 pensieri su “Donare in modo intelligente si può? Forse sì, grazie a Internet.

  1. Hai ragione Paolo, ne abbiamo parlato su fundraising.it http://www.fundraising.it/2005/11/02/trasparenza-nel-nonprofit-un-confronto/
    e qui http://www.fundraising.it/2006/01/17/la-trasparenza-nel-nonprofit-a-convegno/
    ma gli esempi portati per ora non sono serviti. Magari ci fossero siti in italia come quelli che abbiamo citato.
    Comunque Guidestar è anche in Europa http://guidestareurope.org/home e chissà che nella mappa prima o poi non ci sia anche l’Italia.

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