Volontariato online? Miti e virtù del volontariato che sta cambiando il mondo


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by jek in the box

In molti dei post di Fundraising Now! mi sono occupato di campagne che avevano bisogno del sostegno dei volontari per essere disseminate in rete. E’ la natura stessa del web 2.0 a richiedere la partecipazione diretta dei propri utenti e piattaforme predisposte per il loro (semplice e immediato) coinvolgimento.

Ma cosa ne sappiamo di chi fa volontariato online? Un’aiuto a sbrogliare la matassa arriva da questo recente post di techsoup, intitolato “Myths about online Volunteering” e firmato Jayne Cravens.

Rimandandovi al post per approfondimenti, ecco alcune delle cose più interessanti che ho imparato:

1. fare volontariaro online richiede tempo, a volte anche molto tempo;

2. chi fa volontariato online spesso fa volontariato anche di persona;

3.  il legame territoriale con la causa rimane forte, anche online;

4. il volontariato online non è un ripiego per i timidi, anzi la maggior parte di chi fa volontariato online ha ottime capacità relazionali;

5. il volontariato online non è un’attività per smanettoni. La maggior parte delle attività richieste non sono ad alto contenuto tecnologico (come ad esempio, raccogliere fondi);

6. il volontariato online non è impersonale, anzi, è fatto da gente che spesso “ci mette la faccia”;

7.  il maggior ostacolo al volontariato online è dato dalla mancanza di figure professionali in grado di gestire i volontari. Ci sono molte più persone interessate a fare volontariato di quante opportunità le vengano offerte.

Pronti per partire con la nuova sfida?

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5 pensieri su “Volontariato online? Miti e virtù del volontariato che sta cambiando il mondo

  1. Salve,
    ho iniziato da poco a collaborare come volontaria “online” per una ONG ghanese che si occupa dell’istruzione di bambini ghanesi provenienti da situazioni di grave povertà e degrado. Questa possibilità di collaborazione “online” (scoperta grazie al sito di online volunteering delle Nazioni Unite, unv.org) prevede attività di promozione attraverso la creazione di una pagina facebook e di un blog in italiano gestiti unicamente dai volontari reclutati online dalla suddetta ONG. Attualmente il gruppo dei volontari italiani si sta occupando della traduzione del sito originale, riportandone i contenuti tradotti all’interno di un blog con la possibilità di effettuare donazioni attraverso il blog stesso. A questo punto desidero sapere se ci sono delle clausole di limitazione di responsabilità che noi volontari possiamo inserire nel blog per tutelarci e, ovviamente, quali sono. Siamo giovani universitari interessati al mondo della cooperazione internazionale ma anche un po’ inesperti…non vorremmo incappare in qualche fregatura. La ong in questione sembra seria, è accreditata dal governo ghanese e citata da diverse fonti su internet, ma la prudenza non è mai troppa e noi volontari desideriamo essere esclusi da qualsiasi responsabilità. Grazie.

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