L’email è morta? Sta morendo? O forse è solo raffreddata?


mailing

foto by sebi

Proprio mentre su questo blog e sul blog di Lentati io, Daniele Fusi e Francesco Quistelli dialogavamo sulla morte dell’email marketing, sono usciti sul tema una serie di articoli molto preziosi sul tema, segnalati dalla bibbia del settore Email marketing reports.

Il primo, di Chris Marriot di iMedia Connection, lancia l’interrogativo più inquietante: “L’email sta andando incontro all’estinzione?

La tesi di fondo è che le nuove generazioni abbiano già abbondantemente superato l’email come mezzo di comunicazione. Nuovi strumenti, come gli Instant Messenger (IM), gli sms, twitter e l’universo ormai sconfinato del Social Networking (in primis MySpace e Facebook) assolvono ormai in maniera più rapida, efficace e divertente alle funzioni solo in parte “un tempo” assolte dall’email: stare in contatto con persone che si vedono di frequente o che non si vedono quasi mai o fare piani per la sera o il fine settimana, ecc. ecc.

I dati parlano chiaro. Secondo le ultime ricerche, circa il 68% degli adolescenti americani avrebbero aperto uno spazio sul Social Networking e oltre 80 milioni di persone in tutto il mondo avrebbero avrebbero visitato siti come MySpace o Facebook (il più piccolo ma anche quello in più forte ascesa) nell’ultimo febbraio.

Lo stesso studio (pubblicato da Harrison Group) ha calcolato anche che, in media, ogni adolescente comunicherebbe ogni settimana via IM con circa 35 persone per un totale di 3 ore (mentre lo stesso adolescenta avrebbe al massimo 7 persone non presenti nella sua lista IM con cui saltuariamente dialogherebbe via email).

Il fenomeno però non riguarderebbe solo gli adolescenti. Anche nei college americani l’email starebbe morendo, tanto che molte comunicazioni ufficiali andrebbero perse proprio a causa del fatto che gli studenti ormai non aprirebbero più la loro casella di posta (fonti e dati sul post di Chris Marriot)

Insomma, stando alle ultime ricerche la campana dell’email marketing starebbe suonando a morto e ormai si tratterebbe solo di attendere che gli adolescenti di oggi diventino i giovani lavoratori (e volontari, sotenitori, ecc.) di domani.

Certo, magari non sarà così, magari crescendo inizieranno ad adeguarsi a mezzi più tradizionali, ma forse conviene davvero attrezzarsi imparando a usare per le nostre campagne gli SMS, gli MMS, il mobile advertising, le ricerche via cellulare, le campagne mirate sul territorio attraverso l’uso dei GPS e, ovviamente, anche il social network.

Questo significa davvero la morte dell’email? Forse sì o forse no. Come suggerisce lo stesso Marriot, forse quella che ci si sta aprendo davanti è semplicemente l’era del mash-up, dell’uso di più strumenti e di più piattaforme. L’era che integra l’email con il blog (vedi l’esempio che avevo presentato in Assif tempo fa), l’email con gli sms, l’email con youtube, flickr, facebook o il nuovo Socialstream di Google o forse con qualcosa che ancora non conosciamo.

Sullo stesso argomento si è soffermato anche David Baker di White Noise con il suo “Email: the generations” (Email: le generazioni). Lo spunto è stata la pubblicazione, sull’Harvard Business Review di un articolo dal titoloThe Next 20 Years: How Customers and Workforce Attitudes Will Evolve.” dove si sezionavano i comportamenti di vari segmenti (dalla GI generation, quella che ha combattuto in guerra, ai neonati) di popolazione. Dave si è divertito, in particolare, ad analizzare il comportamento di ognuna di queste categorie davanti alla posta elettronica.

La sintesi? Che ogni gruppo ha le sue abitudini e usa l’emai, quando la usa, per motivi diversi. C’è quello che conquisterete ancora oggi con un semplice direct mailing (on e offline) ed è la generazione dei Baby Boomers (quelli che sono nati tra il 1946 e il 1981), quello che usa l’email in maniera frenetica, a ogni ora del giorno e della notte, ma non ne vuole sapere di messaggi promozionali invasivi perché ha poco tempo e le cose preferisce andarsele a cercare (la generazione X dei nati fra il 1964 e il1981… quindi anche il sottoscritto) e poi le nuove generazioni, quelle sottoposte a un’infinità di stimoli, multitasking, impazienti, partecipative con la voglia di mettere tutto in discussione per le quali l’interazione deve essere veloce e reale.

Conclusione? Tutti, in un modo o nell’altro, usano l’email. Ma ognuno di questi gruppi in un un modo così diverso che per ognuno di essi bisognerà sapersi inventare un approccio diverso…

Se ci pensate, però, nulla di nuovo sotto il sole. Oggi, come sempre nel marketing (e quindi nel fundraising, 1.0 o 2.0 che sia) le parole d’ordine sono: segmentare, differenziare e comunicare in maniera integrata. Riuscire a farlo in maniera efficace ed efficiente rimane ancora oggi la vera sfide da vincere.

Il direct emailing non è morto. Semplicemente, come sempre è stato, sperare che le nostre strategie di fundraising riposino su un solo mezzo è una mera (e pericolosa) illusione.

Annunci

Un pensiero su “L’email è morta? Sta morendo? O forse è solo raffreddata?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...