Guardare al mercato… Il primo (o meglio il secondo) compito di ogni fundraiser


Il titolo è un po’ provocatorio. In realtà credo che il primo compito di ogni fundraiser sia guardare al beneficiario. Non solo per motivi etici, ma anche perché è solo dalla conoscenza dei nostri beneficiari e dei loro bisogni e dalla nostra capacità di entrare in empatia con loro che possiamo trarre ispirazione per le nostre campagne.

Detto questo credo che, soprattutto in Italia, sia necessario ricordare a ogni buon fundraiser che il suo lavoro non può che confrontarsi con il mercato, con le sue tendenze, con i suoi alti e bassi con le direzioni dei suoi investimenti, ecc. ecc.

I dati, alcuni dati in particolare, credo siano particolarmente interessanti quando vogliamo guardare alle nostre strategie. Parlando di Internet, dei suoi sviluppi e quindi degli sviluppi che la nostra strategia di fundraising basata su Internet, potrà avere, credo che alcuni dati siano fondamentali. Tra questi, l’andamento degli investimenti pubblicitari, da una buona idea di dove stiano andando non solo gli operatori profit, ma anche, indirettamente, i consumatori (che sono poi i nostri principali donatori).

E i dati, almeno stando alle ultime cifre della Interactive Advertising Bureau (IAB) Europe sono molto interessanti. Cosa ci dicono?

1. che gli investimenti stanno crescendo in maniera rapidissima in tutta Europa;

2. che la Gran Bretagna è di gran lunga non solo il primo mercato europeo, ma anche quello mondiale per gli investimenti online. Seguita in Europa da Germania, Francia e Olanda;

IAB 1

3. che l’Italia, dominata dal gigante televisivo che mangia ogni risorsa, non solo è molto indietro, ma probabilmente arretrerà sempre di più nei prossimi anni;

IAB 3

4. che gli investimenti degli operatori della pubblicità online si stanno muovendo, sempre di più, verso i motori di ricerca e i banner, mentre stanno abbandonando l’email (probabilmente per gli alti costi, l’incessante aggressione degli spammer e le sempre più ferree politiche sulla privacy e sulla sicurezza degli utenti).

IAB 2

Ma cosa possiamo farcene noi fundraiser di queste cifre? Credo che le interpretazioni possano essere diverse, ma provo a darvi le mie:

1. nei prossimi anni, a traino degli investimenti pubblicitari, dovrà necessariamente crescere l’offerta di contenuti, di strumenti pubblicitari e di banda;

2. questo significherà avere a disposizione un pubblico sempre più ampio di persone connesse a Internet probabilmente per tempi sempre più lunghi (sottratti, come già sta capitando ora, ad altri media) e per fare sempre più cose (guardare la NET Tv, giocare, leggere i giornali, scrivere, studiare, conversare, telefonare, comprare, guardare foto, ecc. ecc.;

3. noi fundraiser dovremo cercare di intercettare, e se possibile anticipare, queste tendenze, per essere in posizione di vantaggio quando questi cambiamenti si verificheranno e si consolideranno. Potremo così raggiungere nuovi target e usare nuovi strumenti di comunicazione, advocacy e raccolta fondi al servizio dei nostri beneficiari.

Certo, per noi italiani (che guardiamo da anni l’Europa andare da un’altra parte) il compito sarà al solito reso difficile da un mercato più confuso, dominato da pochi player, da una certa resistenza al cambiamento e da logiche spesso un po’ clientelari, ma credo ci sia anche qui lo spazio per fare cose di forte impatto e anche (io almeno ci credo) di invertire la rotta.

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