Non nasconderlo! Una bellissima campagna di viral marketing.


Vi ho già parlato dell’uso della rete che stanno facendo le due associazioni gemelle NSPCC (la National Society for the Prevention of Cruelty to Children) e Child Line e chi ha avuto modo di ascoltare le mie presentazioni sul fundraising 2.0 sa già quanto sia innamorato di Be the full stop della NSPCC.

Don’t hide it anymore 1

Questa volta voglio portarvi nel cuore di “Don’t hide it anymore” (non nasconderlo più!), la campagna contro l’abuso e il bullismo di Child Line (vi ricordo che Childe line oggi è un servizio di NSPCC). Perché ve ne voglio parlare? Un po’ perché Alessandro, qualche giorno fa, commentando un mio post mi ha chiesto qualche informazione in più sul bullismo. Un po’ perché credo che questa sia una delle più interessanti campagne lanciate in questo periodo.

Intanto di cosa stiamo parlando? Gli abusi, così come gli atti di bullismo, sono difficili da invidividuare. Le vittime, distrutte dalla vergogna, dal senso di colpa e dalla paura spesso non ne parlano, portandosi dietro, in silenzio, una ferita sempre più profonda. Per sconfiggere l’abuso e il bullismo, allora, il primo alleato è la vittima. Ma come farla parlare? Con chi? Questo è l’obiettivo di “non nasconderlo più“: aiutare i ragazzi vittima di abuso a parlare della loro storia, senza vergogna e, se possibile, senza paura.

Don’t hide it anymore 2
La bellezza di Don’t hide it anymore sta nella sua semplice coerenza: va dritta all’obiettivo con un linguaggio perfetto per il suo target (ragazzini adolescenti), usando alcuni testimonial (sono degli attori) come esempi di come possa cambiare la vita dando voce al proprio trauma e, infine, dando spazio alla creatività più cool per giocare sul passaparola. Se ci pensate non c’è niente di strano. Da sempre chi lavora con gli adolescenti sa che bisogna puntare sugli elementi più influenti del gruppo e sul passaparola per cambiare dei comportamenti e affrontare un disagio di gruppo (si veda all’uso dei contraccettivi o alla droga).

Solo che qui quelli di Child Line dimostrano di aver capito che questo meccanismo (come nei migliori esempi di fundraising 2.0) funziona benissimo (e a volte meglio) anche in rete.

A questo punto vi chiederete, qual’è lo strumento usato per diffondere la campagna e innescare il meccanismo virale? La risposta è semplice. Lo strumento più versatile, quello che meglio si presta alla personalizzazione e al trasporto da un sito all’altro è il widget (o badge o gadget) copiabile come qualsiasi riga di codice in javascript.

Don’t hide it anymore 3

Sul sito di Don’t hide it anymore potete trovare una lista di badge creati da altri utenti, crearvene uno vostro e, soprattutto, copiare e incollare il codide dell’oggetto dove volete (salvo che sui server di wordpress.com… ma potete vederne un esempio sul mio blog realizzato sui server di Blogspot) . A quando la prima campagna di Widget fundraising (o advocacy) italiana?
Don’t hide it anymore 4

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