Cos’è il fundraising 2.0?


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by babasteve – http://www.flickr.com/photos/babasteve/

 

Cos’èil fundraising 2.0? La domanda, come sapete, aleggia sin dal primo post sulle pagine di questo blog.Di risposte ne ho abbozzate tante e non è nella mia natura fermarmi su sentenze definitive. Mi diverto molto di più a indagare con spirito aperto e sguardo nomadico su quello che cambia intorno al mondo della raccolta fondi e della comunicazione sociale, che non ha cimentarmi nella rigida disciplina della tassonomia.

Ciò detto, una possibile risposta viene, a contrario, da un bel post di Jeff Brooks, autore di Donor Power Blog.

Nell’articolo, intitolato appunto “Cos’è il fundraising 2.0?”, Jeff sostiene più o meno questa tesi:

– le cose nel mondo stanno cambiando molto velocemente. Cambia la tecnologia e cambiano i gusti dei consumatori e anche il marketing e il fundraising si trovano di fronte a nuove sfide;

– ma tutto questo è meno importante di ciò che rimane sempre valido. Ossia? Se vuoi motivare le persone devi:

  • trovare le persone giuste;
  • raccontargli una storia capace di strapparne l’applauso;
  • mostragli come può fare la differenza;
  • mostrargli cosa accadrebbe se non si attivassero;
  • rendergli il più semplice possibile donare.

Tutto questo è e sempre sarà Fundraising 1.0 e anche se il mondo attorno a noi cambierà, questo rimarrà sempre l’unico modo per fare raccolta fondi.

Be’, non so se si è capito, ma la penso esattamente allo stesso modo… o almeno a metà.

Perché? Perché anch’io sono d’accordo che i fondamentali della raccolta fondi, che sono inscindibilmente legati con il nostro essere uomini (e donne), non cambieranno mai e rimarranno sempre, e fortunatamente, fundraising 1.0.

Quello che sta accadendo, però, è che le nuove tecnologie sul web stanno rendendo Internet, quello che un tempo era un media poco accessibile, con una curva di apprendimento molto ampia e tutto sommato freddo per la maggior parte degli utenti, un media sempre più caldo.

Un media capace di ripetere, con forme nuove ovviamente, forme di relazione personale più tipiche del vecchio mercato, della piazza o della stradina di provincia che non della comunicazione broadcasting tipica della TV o delle forme più tradizionali di direct marketing.

Insomma, il fundraising 2.0 è il fundraising 1.0, o meglio è il fundraising 0.0, la raccolta fondi delle origini, quella delle pesche di beneficienza, delle torte vendute per aiutare i più bisognosi, dei gruppi di persone che si mettono insieme per perorare una causa, degli speaker corner… Tutte cose che avevamo perso di vista, ma che stiamo ritrovando, anche grazie a Internet.

E non è un caso che la mappa della blogosfera, pubblicata tempo fa da IlSole24Ore, era intitolata “il volto umano del web“.

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3 pensieri su “Cos’è il fundraising 2.0?

  1. Le regole di base non possono cambiare, così come non sono cambiate nel mktg profit con l’avvento del web… cambiano gli strumenti, o meglio ne nascono di nuovi e vanno ad affiancare i “vecchi” dandogli magari la spinta necessaria al rinnovamento (e mi riferisco al direct ma non solo)… il web è (anche) flessibilità e se questa caratteristica potrà, in futuro, essere “esportata” fuori dalla rete direi che il termine fundraising 2.0 si potrà applicare anche ai nostri cari vecchi strumenti a cui tutti siamo ancora estremamente affezionati… 😉

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