Internet e Web 2.0… una realtà per pochi?


Anziani e la rete

Foto da http://www.flickr.com/photos/angrybuddha/

Ogni tanto dalla colonna di questo blog mi sento un po’ proiettato in un mondo parallelo, senza altre coordinate se non quelle della rete. Ma visto che mi porto dietro uno scomodo spirito razionale e un morboso attaccamento ai dati (come sanno i miei fornitori e collaboratori) sento spesso il bisogno di tornare a guardare oltre la cortina di fumo di un ideologico entusiasmo… Ergo, si ritorna alla cruda realtà (?) delle statistiche!!!

La prima la riprendo da uno dei siti di cui sono un fedele lettore (oggi si direbbe addicted), la più stimata rivista on line italiana, ossia Punto Informatico che qualche giorno fa ha dedicato un suo articolo a una recente ricerca di AXA che ha coinvolto oltre 11.500 persone tra pensionati e lavoratori.

Il dato, se volete, è sconfortante: l’Italia è tra le ultime nazioni al mondo nell’utilizzo della rete. Settimanalmente, in media, i pensionati passano in rete solo 2 ore mentre i lavoratori non più di 5 ore. Dopo di noi ci sono solo Germania e Belgio (quindi il caldo delle amate sponde non c’entra). A guidare la classifica, Australia (a causa delle distanze?) e Cina (in cerca di liberta?).

L’Italia è ultima in classifica per la ricerca di news (a conferma di un dato che ci vede tra i minori acquirenti di quotidiani in Europa) e tra le ultime nella ricerca di informazioni e finanche nello scambio di email.

Anziani e la rete 2

foto da http://www.flickr.com/photos/trabucotimes

E i blog? E le chat? La ricerca di amici? Sempre penultimi anche se, come dico altrove, i blogger sono sempre di più.

Quello che colpisce di più in Italia (e in tutti i paesi europei) è il digital divide generazionale: se negli Stati Uniti gli anziani navigano molto in rete (circa nove ore a settimana), più dei lavoratori, in Europa e in Italia soprattutto siamo messi male e certo non è che la maggior parte degli anziani facciano una gran vita sociale. Semplicemente non sono in grado di accedere alla tecnologia. E se si pensa che il bel paese è anche il paese meno giovane d’Europa… be’ direi che anche in termini di raccolta fondi dovremo tenere conto di questa specificità e iniziare a pensare a modalità di fundraising rivolte a un pubblico un po’ più anzianotto.

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