Banda larga e nuovi strumenti di comunicazione e raccolta fondi


Una delle cose che più spesso frena la creatività su Internet delle associazioni non profit italiane è il pensare che il mondo si muova ancora a 56Kb/s: e allora bando a video a comunicazioni interattive e a qualsiasi cosa possa rallentare la navigazione del nostro fantomatico utente (che spesso non conosciamo perché non commissioniamo ricerche!).

Allora, premesso che la semplicità e l’usabilità di un sito hanno ben altre e giustificate ragioni rispetto alla velocità di connessione e alla limitatezza di banda (che vanno dall’accessibilità a categorie di navigatori diversamente abili alla mancanza di tempo del navigatore medio, passando per ragioni più raffinate di marketing) sfatiamo una volta per sempre il mito della connessione lentaquesto mito: la banda larga è in forte crescita in tutto il mondo ed è già oggi una realtà più che significativa dal punto di vista del mercato anche in Italia. A dimostrarlo ci sono i nuovi dati pubblicati da eMarketer che dimostrano come nel 2006 la banda larga rappresentasse, nella sola penisola, il 35,4% delle utenze domestiche.

La banda larga nel mondo

Dato tanto più interessante perché il concetto di banda larga è in continua evoluzione e quello che oggi è già ampiamente sufficiente per vedere contenuti interattivi (i 2 mega di banda in download) presto non sarà neanche più considerato come tale (in Giappone e Corea del Sud ormai viaggiamo tra i 50 e i 100 mega di banda).

Ma cosa significa tutto questo? Semplice, come dice Ben Macklin, senior analyst di eMarketer:

Una sempre maggiore disponibilità di banda non rappresenta solamente un’opportunità in termini di tecnologia e di infrastruttura, ma apre un vasto campo di opportunità anche per il marketing online e per la distribuzione dei contenuti. Una volta che i consumatori ricevono di più, vogliono anche sempre di più e questa domanda rappresenta proprio uno degli elementi fondamentali che guiderà l’espansione ulteriore della banda larga nei prossimi anni

E per il fundraising online o 2.0 cosa significa questa evoluzione? La mia idea è che siamo di fronte, anche qui in Italia, a uno sviluppo di nuove forme di comunicazione online che partono, intelligentemente, da quello che realmente sta accadendo intorno a noi, senza chiusure e senza la solita paura che prende il mondo del non profit italiano di fronte al “mostro tecnologico” ma con la capacità di guardare a un uso sapiente ed efficace dei nuovi media.

Un buon esempio di come si possa fare comunicazione usando i nuovi media è senza dubbio quello offerto da Villaggi Sos Italia.

Chiudo ringraziando Chiara Tuscano di SOS, indiscutibilemte la più preparata e intelligente (nonché simpatica) web marketing manager del non profit italiano per avermelo mostrato in anteprima settimane fa.

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