Oxfam Trailwalker: quando la raccolta fondi diventa una sfida


Challenge Fundraising Home

Gli anglofoni lo chiamano Challenge Fundraising, noi non so come potremmo chiamarlo (in questo il limite di una disciplina nata tra USA e Inghilterra si avverte) ma si tratta nient’altro che di una raccolta fondi legata a sfide sportive, individuali o di gruppo.

In Inghilterra ormai sono di gran moda e funzionano quasi tutte allo stesso modo: ci si iscrive a una manifestazione sportiva organizzata da un’associazione, ci si impegna a raccogliere una determinata cifra e si iniziano a raccogliere fondi tra amici, conoscenti, parenti et similia facendosi “sponsorizzare”.  Alla fine la gara si può vincere “sul campo”, ma anche fuori dal campo, battendo i concorrenti sulla raccolta fondi.

Un’esempio strepitoso di “challenge fundraising” è senza dubbio quello organizzato da Oxfam Australia (sì lo so, con questa storia di Oxfam inizio a diventare insopportabile, ma cosa ci posso fare se sono così bravi?) con le due edizioni della Oxfam Trailwalker (Sidney e Melbourne). E dico strepitoso non a caso, perché i nostri sono riusciti a mettere insieme il coinvolgimento della comunità con un approccio “web 2.0” coerente e interessantissimo.

Oxfam trailwalker Percorso

Ma cos’è la Oxfam Trailwalker?

“Oxfam Trailwalker is the world’s greatest team challenge. And it’s also one of the toughest. The challenge is to get a team of four across 100km of Australian bush in less than 48 hours – and to raise at least $1,000 to help to overcome poverty and suffering around the world.”

“Oxfam Trailwalker is all about teamwork – it is a great way for friends to bond or for work colleagues to develop team spirit. Teams need to start together, go through each checkpoint together, and finish together. They have to train and fundraise together beforehand. Oxfam Trailwalker is challenging – but you don’t need to be a marathon runner or a professional athlete to do it – with training, and the right mental attitude, just about anyone can complete it. “

Challenge Fundraising Personale Page

Su questa base, tutta centrata sulla sfida di gruppo, sul coinvolgimento, sulla condivisione, non poteva non nascere un sito che in molte parti sposa la filosofia del social network.

Il gioco è facile e fatto apposta per stimolare la più bella delle competizioni, quella per la solidarietà.

Ogni gruppo di quattro persone che partecipa alla manifestazione può infatti:

 –  crearsi il proprio spazio personale;  
 –  comunicare i propri obiettivi;
 –  pubblicare foto delle proprie imprese;
 –  lanciare i propri appelli di raccolta fondi;
 –  dare informazioni sugli eventi organizzati per aumentare la raccolta;
 –  far donare online i propri sostenitori,
 –  dare spazio agli sponsor 
 –  e tenere aggiornati i propri sostenitori (che sono anche sostenitori di Oxfam) sull’andamento della raccolta attraverso i nostri amatissimi widget e un esempio, questa volta finalmente azzeccato, di pixel fundraising.

Ma anche chi è solo trova spazio sul sito di Oxfam Trailwalker Australia, perché in rete può proporsi per aggregare altre persone e creare un nuovo gruppo da 4. Basta presentarsi e lasciare il proprio contatto e aspettare.  

Oxfam trailwalker Classifica

Per vincere la gara della solidarietà Oxfam ha messo a disposizione anche un vero e proprio kit del perfetto fundraiser offline: un manuale per la raccolta fondi, pieno di piccole e grandi idee, locandine, lettere per la ricerca di sponsor (scaricabili da Internet), merchandising e tanto altro ancora

E non finisce qui, perché Oxfam fornisce anche un manuale con tutti i consigli per mantenervi in forma e arrivare al massimo della condizione per vincere anche l’altra sfida, quella sul campo.

Mi fermo qui, inchinandomi ancora una volta al bel lavoro di Oxfam e il resto lo lascio alla vostra curiosità, ma passatemi prima una breve considerazione.

Più studio il social network, più cerco di capire i meccanismi del fundraising 2.0 più mi convinco che quello di cui vi sto scrivendo ha a che fare con un concetto che da anni mi ha conquistato tanto da farlo incidere, nella sua forma originale, persino sul mio IPOD. Un concetto che ho cercato di tenere anche come bussola del mio lavoro: l’originalità è tornare all’origine, o se volete, nella versione originale del genio Antoni Gaudì… “Originalidad es volver al origen”. Il caso di Oxfam, con il suo ritorno, nell’innovazione, a una socialità antica e profonda, mi sembra un caso esemplare.

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