Il Gilbert Email Manifesto


il sito di Oxfam UK

Quasi sei anni fa, Michael Gilbert, pubblicava sul suo sito Internet un manifesto che ancora oggi è al centro delle strategie di molte associazioni (si veda su tutte Oxfam Uk): era il Gilbert Email Manifesto a cui dedico il mio post di oggi.

Un paradosso? Nella rete che cambia così velocemente un articolo vecchio di sei anni fa? Probabilmente sì, ma non tanto se pensiamo che tutto quello che sta accadendo in questi anni ha a che fare soprattutto con la creazione di relazioni forti, con la partecipazione, con quello che sempre più spesso viene definito Engagement 2.0. E ogni relazione, oggi come sempre, nasce soprattutto dalla voglia di conoscersi (e riconoscersi), di chiamarsi per nome, di darsi del tu.

Tutto questo, su Internet, nasce innanzitutto dalla capacità di dare un nome e un profilo alle persone che sono venute a visitarci, a incontrarci sul nostri sito. Poi, certo, questi ultimi anni ci hanno insegnato che una strategia top-down non sempre funziona, che la conversazione è fatta di apertura, di decentralizzazione, di ascolto autentico, di apertura, di socialità e di tanti altri concetti (a cui dedicherò sicuramente un prossimo post), ma  tutto in fondo è partito da lì, dall’email, e ancora oggi proprio l’email rimane la nostra principale arma per comunicare e sollecitare i nostri simpatizzanti/attivisti e non c’è sito che, giustamente, non ce la richieda.

Ma per farsene che? Con quale strategia alle spalle? Ecco, il Gilbert Email Manifesto provava a darci qualche indicazione, geniale, sul come e perché centrare la propria strategia di comunicazione online proprio sull’email. La lettura, purtroppo, è sfuggita ai più in Italia e allora forse è il caso di riprenderla.

Ma prima di cominciare, ripetiamo insieme a Gilbert: l’email  è più importante del mio sito Web.

Ed ecco le tre regole d’oro:

1. Le risorse spese sulle strategie email hanno molto più valore di quelle spese su una strategia basata sul web:

  • l’email permette una comunicazione personalizzata; 
  • tutti su Internet hanno una mail e la maggior parte delle persone legge la propria email;
  • le persone leggono più spesso la loro mail di quanto non visitino dei siti Internet,
  • i nostri bookmark (i segnalibri) spesso rimangono lì dimenticati; i messaggi email sono considerati come una specie di lista di cose da fare; i messaggi email sono sempre un invito all’azione;
  • l’interfaccia delle email è semplice e familiare mentre ogni nuovo sito Internet ci costringe a  imparare la sua specifica interfaccia;
  • l’email è un mezzo di comunicazione personale;

Perciò smettetela di aspettare che la gente venga a scoprire il vostro sito Internet, scoprite la loro casella di posta elettronica!

2. Un sito Internet costruito intorno all’email ha molto più valore di un sito internet costruito intorno a se stesso:

Inutile continuare ad affaticarsi nel cercare di convincere i motori di ricerca a trovarvi giocando sui META Tag del vostro sito per fare in modo che la gente venga a trovarvi… mandateceli spedendo loro una mail. Questo, ovviamente, significa che ci deve essere una ragione valida affinché voi vogliate mandarli sul vostro sito, qualcosa che non possiate già fare con la vostra email… Insomma, un sito Internet dovrebbe essere sinergico con la vostra strategia email e perciò dovrebbe servire a:

  • raccogliere nuovi  indirizzi di posta elettronica;
  • archiviare le relazioni con i vostri stakeholder (per esempio i risultati di un sondaggio online);
  • archiviare ogni vostra comunicazione via mail con gli stakeholder;
  • fornire ai vostri stakeholder gli strumenti per comunicare online;
  • ospitare i moduli per raccogliere informazioni che possano aiutarvi a implementare il vostro database.

3. Un pensiero orientato alla costruzione di una strategia centrata sull’email porterà con se una migliore pensiero strategico su tutto:

“Il vero potere della raccolta fondi online (o di qualsiasi relazione con gli stakeholder) è il potere della comunicazione personale combinato con il potere delle economie di scala. Le associazioni non profit sanno come mobilitare le persone a un livello personale. Usando Internet in modo appropriato oggi possono farlo in una scala mai stata possibile prima. La comprensione dell’emai renderà tutto questo possibile. E’ vero, non tutte le comunicazioni personali in rete avvengono attraverso l’email, ma l’email è sicuramente la forma più canonica di “relazione a ciclo chiuso” che chi si occupa di direct marketing conosce molto bene. Ben applicata, permetterà di far raggiungere il successo alle associazioni su tutta la linea”

Tutto questo, a rileggerlo dopo qualche anno, tutto sommato rimane ancora valido. Certo, come dicevo prima, forse quello che abbiamo e stiamo imparando nell’epoca del Web 2.0 è che usare bene l’email non è sufficiente se non capiamo che i nostri sostenitori in rete ci chiedono sempre di più di partecipare, di dare spazio alla loro voce. Ma, oggi come allora, è sicuramente vero che il nostro sito Internet non è o non dovrebbe essere il centro della nostra comunicazione online. Oggi, come allora, dovremmo ricordarci che, prima di tutto, che il WEB, come il fundraising, riguarda sopratutto persone che parlano ad altre persone.

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