Non profit 2.0: il meglio della rete secondo Squidoo


SquidooLo confesso, le classifiche mi sono sempre piaciute: guardo oggi con metodica puntualità quelle dell’auditel come da piccolo attendevo con trepidazione quella dei dischi più venduti dalle onde medie di radio 2.

Così non ho saputo resistere alla tentazione di portarvi l’interessantissima classifica prodotta da Squidoo (l’ultima geniale idea dell’inventore del “permission marketing”, Seth Godin), da NetSquared  (progetto dedicato ad aiutare le organizzazioni a capire, usare ed espandere il Social Web) e da GetActive (azienda specializzata nella fornitura di soluzioni per la gestione delle relazioni con i donatori): la classifica delle 59 organizzazioni più intelligenti nell’uso della rete.

Ma attenzione, non si tratta della solita classifica fatta dal pubblico. La logica della classifica in questo caso non è quella che sta dietro Digg o Technorati. Come davanti a qualsiasi commissione d’esame, la classifica inizialmente l’hanno stilata gli stessi organizzatori attenendosi strettamente, così almeno dicono loro, a un unico parametro: “premiare quelle associazioni in grado di eccellere nella capacità di raccontare storie online e collaborare con i loro donatori”.

Insomma, a vincere è stata la capacità di mettersi in sintonia, con intelligenza, con la filosofia del Web 2.0. E visto che non c’è Web 2.0 senza partecipazione… be’ ora che la lista è fatta, potete anche votarla sul loro sito.

The 59 Smartest Org Online
Ma vediamo quali sono attualmente i primi dieci posti in classifica di questa… “The Smartest Org Award”.

  1. Greenpeace:perché da ai suoi soci una voce e una piattaforma;
  2. Kiva: l’adozione a distanza applicata a degli imprenditori – e quindi a delle idee imprenditoriali. Con scheda dell’imprenditore, possibilità di donare online (sul modello di qualsiasi negozio online) scheda dello sponsor, widget elettronico dello sponsorizzato, perfetta integrazione con icone del social web come MySpace, MyYahoo, Squidoo, ecc.,
  3. Modest Needs: per la capacità di integrarsi con EBay, IGive, il mondo dei blog e Network for Good;
  4. New York Coalition Against Hunger: una mappa interattiva delle 1.200 dispense e mense nate per assistere quel milione e duecentomila (1,2 milioni) di newyorkesi che vivono in condizioni di insicurezza alimentare;
  5. WorldChanging: un ben disegnato blog con strumenti, idee e soluzioni per cambiare positivamente questo mondo;
  6. Ferret Unlimited Ferret Shelter: al grido di “small is the new big” versione della long-tail by Seth Godin, un sito dove adottare a distanza un furetto, donare online acquistando dai siti sponsor, far parte della comunità online, ecc.
  7. St. Jude Children’s Research Hospital: Audio, video, eventi online, giochi, scheda del paziente del mese, ecc. ecc., il modello di finanziamento degli ospedali americani da cui, senza rinunciare al nostro sacrosanto diritto alle cure mediche gratuite, un po’ forse faremmo meglio a imparare
  8. ASPCA: l’associazione americana per la prevenzione della crudeltà contro gli animali ha un sito ricchissimo di informazioni, video, shopping online, ma soprattutto una perfetta integrazione con la comunità, youtube, myspace, ecc.
  9. Doctors Without Borders: ossia Medici Senza Frontiere. Un uso fantastico di video, blog e podcasting.
  10. Bridges 2 Hope Project: il potere alla parola. Storie di persone affette da paralisi e dei loro parentie amci raccolte insieme come strumento di advocacy e lobby.

Se volete vedere tutta la lista, votare, scaricare il widget (l’ennesimo javascript che non posso usare con worpress.com) da inserire sul vostro blog, fatelo, potrebbe essere divertente giocare.

Per quanto mi riguarda tra i 59 siti elencati ho trovato delle cose davvero interessanti e sul primo posto penso di aver detto tutto già in un post precedente. Ma la cosa che ancora una volta vorrei sottolineare è come emerga lampante che anche attorno a interessi di nicchia si possano creare comunità attive, partecipi, anche rumorose, attorno alle quali costruire un avvenire radioso per le proprie organizzazioni. Insomma, la long-tail non è solo un concetto teorico, è la realtà della rete e forse dovremmo imparare a conoscerne meglio i meccanismi per adattarvi le nostre strategie di marketing.

E visto che copiare in questo caso non è reato… cosa aspettate? Datevi da fare

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