Net Tv per il Sociale


Qualche giorno fa avevo invitato Tommaso Tessarolo (del cui blog sono un appassionato lettore) a una riflessione:

“sui modelli e sulle possibilità con cui la net tv (di cui tu conosci anche i progetti in fase beta, come joost e bablegum) può contribuire a sostenere cause sociali, sia in termini economici sia in termini di visibilità.”

Da questo invito è nata una bella e ponderata email di risposta che si è poi trasformata in un post sul blog di Tommaso che qui riporto quasi integralmente:

“In questa riflessione si incrociano almeno due temi. Il primo è la raccolta fondi via blog, e quello che è successo con le ultime presidenziali negli USA è un esempio perfetto della potenza di questo strumento. Il secondo è quello delle produzioni cosiddette “ProAm”, ovvero il cuore delle produzioni Net TV. Piccole realtà locali che riescono (o riusciranno) a colmare quell’enorme buco di contenuti ed informazioni che la limitatissima TV “classica” non riesce a dare (anche quella via satellite o cavo). Oggi, ad esempio, possiamo sapere cosa succede in Iraq anche dalla voce degli iracheni. Un meraviglioso Podcast Video “Alive in Bagdad” offre, a chi è interessato, un punto di vista altrimenti impossibile”

I due mondi Blog + Net TV sono in realtà parte di un unico meccanismo.
Questo scenario apre di fatto delle concrete possibilità per chi vuole informare “la gente” chiamandola all’azione. Le campagne di sensibilizzazione fino ad oggi sono state limitate dal mezzo di distribuzione delle informazioni. Azioni locali o mailing ad ampio raggio. Nulla che potesse avere la capacità d’approfondimento e la garanzia di continuità che certe tematiche richiedono.”

“E’ vero che esistono da tempo migliaia di siti web sui vari temi. Ma l’efficacia del messaggio video è indiscutibilmente più ampia. E’ qui secondo me viene il punto. Pensare che uno dei macro filoni della Net TV possa essere costituito da contenuti d’informazione legati a temi sociali, non è solo plausibile ma anche auspicabile. Questo è uno dei tanti “macro argomenti” tagliati fuori dalla TV “classica”. Sono convinto che la gente possa essere fortemente interessata. Il contenuto però va preparato in maniera intelligente. Deve essere qualcosa di coinvolgente, in grado di entrare nel palinsesto d’interessi di chi usa la Net TV per estendere il proprio universo d’intrattenimento ed informazione. Siamo di fronte ed un nuovo mezzo di comunicazione, che usa la potenza del video all’interno di dinamiche completamente nuove. Non ho dubbi sul fatto che debba essere usato per tematiche sociali e che la gente possa accoglierlo con interesse. Si dovrà però capire come costruire il messaggio, cosi che diventi informazione e possa funzionare in una logica seriale”.

“Pensiamo ad esempio se il film “An Inconvenient Truth” di Al Gore fosse stato concepito come una serie di 24 Podcast Video, tradotti in tutte le lingue e distribuiti gratuitamente sul web. Il contenuto sarebbe stato informazione, con un taglio in grado di essere recepito facilmente “dalle masse”. Linguaggio semplice, molte immagini, esempi. Un volto noto che prende per mano lo spettatore e lo conduce progressivamente a capire in quale grave situazione ci troviamo. Ecco, se quel film fosse stato concepito in questo modo credo che il messaggio sarebbe arrivato a molte più persone che mandandolo “one shot” al cinema, con in più l’aggravio del biglietto. La gente sarebbe stata contenta di essere informata. Si sarebbe sentita coinvolta in un progetto, e si sarebbe abituata ad avere una canale d’informazione sui temi dell’ambiente. La chiamata all’azione, a quel punto, sarebbe stata quasi naturale, con in più l’enorme vantaggio di aver creato un canale in grado di comunicare ad un pubblico sempre più consapevole.”

“Questo è solo un esempio, uno spunto, per rendere l’idea di come può essere concepito questo filone che ritengo interessantissimo. Vale sicuramente la pena aprire una discussione. La verità, infatti, è che ancora non abbiamo messo a fuoco quali siano gli elementi basilari, i tratti comuni a tutte le produzioni Net TV che vedremo. Non è ancora iniziata una vera riflessione su come il contenuto Net TV debba essere concepito per poter funzionare al meglio. Pensarlo anche per il sociale rende la discussione ancora più interessante”.

Nel ringraziare Tommaso (il cui sito è all’indirizzo: http://tommaso.tessarolo.it/) non posso che augurarmi davvero che la riflessione continui e si allarghi sempre più diventando, anche per tutti noi operatori del terzo settore, uno spunto utile a comprendere un mondo da cui, troppo spesso, ci siamo tenuti a debita distanza per paura, o per semplice ignoranza.

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3 pensieri su “Net Tv per il Sociale

  1. Post molto interessante che condivido.
    Aggiungo solo qualche considerazione: la tecnologia da qualche lustro a questa parte nasce prima del bisogno stesso di tecnologia. Da ciò il problema del matching tra la tecnologia disponibile e le possibili applicazioni adottabili dalla grandi masse. In tal senso, a mio avviso, solo dopo un lento ciclo di digestione / metabilizzazione essa può entrare nell’uso comune tanto da permettere declinazioni di utilizzo o applicazioni particolari come quello della raccolta fondi in modo sensibile.

    Comunque, da come si sta muovendo lo scenario sociale del “popolo della rete”, direi che i tempi sono maturi anche per una web tv che nasca dalla basso. E’ già successo per l’informazione e per la musica, dove i movimenti indie sono assurti alla stessa dignità dei blasonati contenuti mainstream che ci martellano con un broadcast unidirezionale. Non vedo perché ciò non dovrebbe accadere anche per i contenuti video dove gli aggregatori di ciascun utente possono diventare il corrispettivo di canali tematici molto puntuali di interesse.

  2. In un momento in cui il fenomeno esplosivo della netTV viene visto quasi esclusivamente in termini di new advertising, nuove affiliazioni, netKarma, ranking, ecc. ecc., fa davvero bene trovare qualcuno che ne parli in termini di promozione sociale, con l’occhio attento su una qualsiasi forma di “bene comune”.
    Tessarolo ci ha già abituati ad affrontare tanto le questioni tecnico/infrastrutturali quanto quelle legate ai contenuti e alle potenzialità del mezzo ma, fa piacere vedere che anche qui se ne discute con l’occhio puntato sul possibile uso etico/sociale.
    Di certo la netTV spalanca le porte a chiunque sia in grado di mettere in fila due concetti (nel bene e nel male) ma, la natura stessa del mezzo creerà una sorta di selezione naturale.
    Chi ha i mezzi riuscirà, come sempre, ad emergere ma, questa volta, non sarà a discapito di chi non ha mezzi ma ha buoni contenuti.
    …e, per quanto apparentemente impopolari, quelli “sociali” sono buoni contenuti.
    Devono esserlo!
    Grazie.

  3. Ciao, sono d’accordo anch’io che i contenuti sociali possano oltre che debbano essere contenuti interessanti. La vera sfida che ci troviamo davanti però è quella della qualità e della professionalità. Il che significa contenuti interessanti (ed è vero che spesso il “trattamento” dei temi sociali lo è poco), ma anche pertinenti alle regole del mezzo net televisivo e delle sue audience (o target). Sapere o non sapere affrontare questa sfida farà la differenza e quindi la selezione… Ma sono d’accordo con voi (e con Seth Godin) che questa volta a soccombere non saranno necessariamente i piccoli.

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