Mio cugggino mi ha detto… miti e leggende sul donatore online (1)


Ma chi sono questi fantomatici donatori online? Sono i nostri vecchi donatori off line che hanno deciso di passare a ben più rapide e comode forme di donazione? Sono adulti con tendenze giovanilistiche bravi con gli sms e abituati a un uso disinvolto della carta di credito? Nomadi inarrestabili e non solo dell’iperspazio?

In molti casi, tutto ciò che diciamo dei nostri donatori (e non solo) si basa esclusivamente sul nostro intuito, sulla nostra capacità di annusare l’aria e, come spesso capita, queste sono indubbie qualità, ma statisticamente fallaci e spesso frutto di veri e propri pregiudizi ideologici.

Per sfatare, o confermare, alcuni dei nostri miti, servirebbero delle ricerche. Ma, come detto, in Italia sulle donazioni online si latita ancora.

Blackbaud LogoPerciò in attesa di dati un po’ attendibili dal nostro bel paese, torno negli USA (realtà incomparabile, ok, ma da qualche parte bisognerà pur partire!) per riprendere i risultati di una ricerca curata da BlackBaud, leader nella fornitura di software per il terzo settore con propagini in Canada, Scozia e Australia.

Cosa ci dice la ricerca? Be’ alcune cose interessanti, anche se non certo sconvolgenti. Vediamole (almeno per quello che possono interessarci).

Blackaud Donors Profile 1

Molti neofiti, pochi convertiti
A giudicare dai dati americani, scordiamoci di convertire i nostri vecchi donatori offline in donatori online. La maggior parte dei donatori online sono più giovani della media (dominano i donatori tra i 41 e i 45 anni), sembrano non avere o avere poca dimistichezza con altre forme di donazione. Si tratta, in pratica, più di donatori nuovi (che altrimenti non avrebbero donato) che di convertiti al verbo della donazione online dopo anni di pratica offline.

Blackbaud Donors Research 2

Pantofolai, altro che nomadi
Almeno a giudicare dal numero di anni consecutivi in cui abitano nella casa attuale, ben al di sopra della media americana (paese notoriamente randagio dal punto di vista professionale e quindi abitativo). Del resto la casa è di loro proprietà e di norma vale anche molto più del valore medio degli immobili americani.

Ottimi partiti, se non fossero già sistemati
Nel senso che presentano un reddito medio decisamente superiore a quello del paese, ma vivendo in nuclei familiari con più adulti della media… il che ci fa presumere che siano sposati o conviventi.

Comodi o indaffarati
Nel senso che sono sensibilmente più abituati dei loro connazionali a fare acquisti per catalago o online e, ovviamente, a usare la carta di credito. Forse per mancanza di tempo. Forse perché odiano i grandi magazzini. Forse perché non hanno voglia di uscire o perché fa status, o per semplice abitudine… ma così è.

Per le dimensioni della ricerca forse è difficile dire se sono stati sfatati o confermati dei miti, di certo mi sembra che poco alla volta, almeno in Ammerica, il quadro si vada componendo (dimenticavo, nel 2004 erano stati stimati circa 2,7 miliardi di dollari in donazioni on line!!!). E in Italia?

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