Credo che in pochi nel mondo del non profit italiano se ne siano accorti, eppure il mondo intorno a noi su Internet sta cambiando.
Mentre si continua a discettare di web 2.0 o 1.0 o, addirittura, come in un post recente che mi è capitato di leggere di un’Italia web 0.1 o 0.2, mentre ci si piange addosso e si tira fuori il solito alibi della nostra diversità: noi non siamo gli USA né tantomeno il Regno Unito o l’Olanda o l’Australia, ecc. ecc.; certe cose da noi non si possono fare, non funzionano, ecc. ecc. ecco che arrivano i dati.
E i dati più recenti, frutto delle registrazioni su Technorati (e quindi non del solito sondaggio a campione) dicono una cosa completamente diversa. Dicono che la blogosfera (l’icona del web 2.0) parla sempre più italiano. Certo non spopoliamo. Al primo posto c’è il Giapponese (38%, dicono a causa della tradizione storica degli abitanti del Sol Levante a tenere un diario), seguito dall’Inglese (37%), dal Cinese (8%) vera lingua del web che verrà e poi c’è l’Italiano (3%) tallonato dallo spagnolo pur essendo parlato solo nel Bel Paese e nella Svizzera Romanda.
Insomma, ci siamo e siamo in forte crescita… E a dimostrarlo ci sono anche altri segnali. Impressionante è l’ormai famosa mappa della blogosfera (non a caso intitolata Il volto umano del web) pubblicata sul paginone centrale Nòva 24, il settimanale de Il Sole24Ore, datata dicembre 2006 e disponibile a questo link (ma attenzione, è molto pesante da caricare). Ma basta guardarsi attorno per vedere quanti blog ci fioriscono attorno e quanta partecipazione c’è in molti di questi blog dove si posta (si scrivono articoli), si commenta, si partecipa a catene, si organizzano scherzi, ecc.
Ecco, semmai le verità che dobbiamo guardare in faccia sono altre: perché noi del non profit non riusciamo a essere abbastanza interessanti da suscitare commenti e dibattiti, neanche tra di noi del settore? Perché nei nostri blogroll (quella che dovrebbe essere la lista degli amici) non ci sono quasi mai link ad altri blog del non profit? Perché nei post di molti dei blog del non profit non ci sono le fonti e i ringraziamenti ad altri blog aver fornito un link?
Non sarà che a essere poco web 2.0 (e quindi poco orientati al fundraising 2.0) siamo proprio noi operatori del terzo settore italiano?
Visto che siamo in tema… faccio i saluti e i complimenti al nuovo arrivato tra i blog del non profit italiano, ed è quello di uno storico nome del fundraising, lo studio Lentati. Un caro saluto a Beatrice e a Daniele Fusi e auguri per il nuovo nato: www.lentatiblog.com

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