Posted by: paolo.ferrara | 4 Marzo, 2007

Contro il bullismo, nasce l’albergo dei bambini online

Habbo SnapIl mondo virtuale di Second Life, di cui si è a lungo parlato in queste pagine, è sicuramente un modello attraente. Non a caso in questi anni sono nate diverse piattaforme che in parte ne riprendono gli aspetti fondamentali e, in particolare, l’uso di un’interfaccia che si avvicini a quella della nostra vita quotidiana.

Ma già dal 2000, e perciò prima di Second Life, in Finlandia è presente una comunità esclusivamente dedicata al mondo degli adolescenti dove si svolgono eventi, feste, concorsi, sondaggi (e tanto altro) e dove si può anche videochattare con le star in visita alla comunità. Il suo nome è Habbo e si presenta come un hotel con tanto di commesso che vi accoglie all’ingresso.

Habbo LetterboxNel Regno Unito la comunità ha avuto un successo incredibile (750.000 utenti unici al mese), tanto da consigliare a due delle più importanti associazioni inglesi,  l’NSPCC (la National Society for the Prevention of Cruelty to Children) e Child Line (il Telefono Azzurro inglese) di entrarvi in forza con un progetto finalizzato ad analizzare e prevenire il fenomeno del bullismo (che non colpisce, ahimé, solo la penisola).

E’ nato così il Childline Zen Garden Room, uno spazio dove grazie all’organizzazione di eventi e alla presenza costante di un moderatore, le due associazioni vogliono cercare di ascoltare i ragazzi, capire i meccanismi che stanno dietro al dilagare del bullismo, e indurre, dove possibile, gli utenti del Giardino Zen a denunciare i casi in cui sono stati in qualche modo coinvolti.

L’idea è molto interessante, e non è neanche la prima del genere. Già un’altra associazione inglese, impegnata nella prevenzione della diffusione della droga fra gli adolescenti, ha da tempo un suo spazio in Habbo e la stessa NSPCC qualche tempo fa aveva già approcciato il mondo virtuale di Habbo per promuovere la campagna “Don’t hide it anymore” (Non nasconderlo più) riuscendo a portare sul suo sito, secondo quanto afferma la BBC, oltre 13 milioni di avatar (gli Habbos) della comunità per teenager.

A me, oltre a sembrare un’ottima idea di comunicazione e ben sviluppata (si vedano anche le brevi note di Steve Bridger sul tema),  sembra anche un’operazione molto intelligente che esce dagli stereotipi (le troppe voci che continuano a demonizzare le comunità virtuali) e decide di sporcarsi le mani andando a incontrare i ragazzi lì dove si ritrovano, e perciò anche in rete, cercando di ascoltarli invece che catechizzarli.

Un’idea che non mi dispiacerebbe fosse sviluppata anche in Italia.

NSPCC Logo

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[...] è esattamente quello che ha pensato, e fatto, anche la NSPCC (altro bel caso che ritorna tra i post di Fundraising Now!) che ha lanciato da poco un nuovo servizio di Social Network: Be the full [...]

[...] Per un esempio di lotta al bullismo on line, vi invito a cliccare qui [...]

[...] tempo fa avevo parlato da queste pagine di Habbo, l’albergo virtuale che in più di un’occasione si era prestato ad aprire le [...]

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