Sharing economy e crowdfunding: un workshop per parlare di innovazione

Lo scorso 18 marzo si è svolto l’incontro “Sharing Economy and Crowdfunding” all’interno del ciclo dei Workshop dell’ Economia Sociale. I Workshop sono promossi dal Corso di Laurea magistrale in Economia Sociale della Scuola di Economia, Management e Statistica di Forlì – Università di Bologna , in collaborazione con AICCON e l’associazione studentesca Nonprofitlab.

All’incontro, coordinato da Paolo Venturi (Direttore di AICCON), oltre a me è intervenuta la fantastica Ivana Pais (Docente di sociologia economica, Università Cattolica del Sacro Cuore).

Per iniziativa della scuola abbiamo deciso di mettere online i video e rendere accessibili le presentazioni.

Le trovate qui.

Buona visione (soprattutto per la grande Ivana) e buona lettura.

 

 

Nasce il primo certificato in strategie digitali per il fundraising

Quando nel 2007 nasceva Fundraising Now! la comunicazione digitale per il nonprofit in Italia sembrava ancora all’anno zero e questo blog, tra analisi e spunti di riflessione, si proponeva proprio di creare una cultura nuova nel nostro settore.

In questi anni di formazione ho incontrato centinaia di colleghi o futuri tali e ho visto cambiare questo mondo con sorprendente realtà, almeno nelle sue leve più giovani.

Anche per questo con Alberto Giusti e con la Fundraising School ci siamo detti che i tempi erano maturi e abbiamo deciso di lanciare una nuova sfida: far nascere il primo Certificato in Strategie Digitali per il Fundraising.

Il certificato intende abilitare, tutti coloro che operano nel fundraising o sono interessati, a strutturare un piano strategico di web marketing per un’organizzazione non profit, ad avere le competenze per sapere utilizzare correttamente i diversi strumenti propri del digital e per saper gestire in modo efficiente i fornitori.

Lo abbiamo diviso in tre corsi su due livelli, come nella migliore tradizione: base e specialistico I e II

Si parte subito con il corso base… Online trovate il programma, non definitivo, qui: http://www.fundraisingschool.it/offerta-formativa/calendario-corsi-2014/piano-strategico-webmarketing-fundraising/ 

Stiamo facendo qualche piccola modifica in queste ore e, soprattutto, vorremmo offrirvi una case history completa di come una ONP ha usato al meglio gli strumenti digitali. Ma, ve lo assicuro, il corso sarà davvero succoso.

Vi aspetto. Ci vediamo il 2, 3 e 4 aprile a Bertinoro.

 

ps.: vi segnalo anche che il 18 marzo io e Ivana Pais saremo impegnati in un workshop su Crowdfunding e Sharing Economy organizzato da Aiccon. 

Facebook Custom Audiences e Twitter Tailored Audiences

Custom Audiences e Tailored Audiences

In questi ultimi mesi stiamo assistendo ad interessanti cambiamenti in ambito advertising social.

Il più importante riguarda l’integrazione dei database, tramite email e numero di cellulare, con i principali social network Facebook e Twitter. In particolare stiamo parlando delle Facebook Custom Audiences e delle Twitter Tailored Audiences.

Partiamo da Facebook, senza dubbio il più interessante se non altro per il numero di utenti registrati e per la facilità di accesso alle nuove impostazioni pubblicitarie.

Le Custom Audiences offrono la possibilità di fare un matching tra il proprio database di indirizzi email o cellulari e gli utenti Facebook, in questo modo potremo costruire delle campagne pubblicitarie ad hoc per i nostri donatori. Pensate alle potenzialità di poter comunicare su Facebook solo con i nostri contatti caldi, o con i major donors, o altre profilazioni di nostro interesse.

Le Custom Audience inoltre offrono la possibilità di essere utilizzate per esclusione, con l’obiettivo di comunicare esclusivamente con gli utenti che non sono nei nostri database (acquisition).

Si pianifica attraverso Power Editor di Facebook o dai tool di terze parti (PMD – Preferred Marketing Developer). Il match tra e-mail/cellulari e utenti Facebook dipende da diversi fattori, il più importante è il target di riferimento, se il database è composto per lo più da email aziendali molto difficilemente troveremo una percentuale alta di corrispondenza con gli utenti Facebook; se al contrario il nostro db è composto principalmente da utenti privati i primi dati stimano addirittura un match del 70%.

Custom Audiences Facebook

Un’altra interessante opzione offerta dalle Facebook Custom Audiences sono le Lookalike Audiences. Si creano direttamente dal pannello Power Editor (o dai tool di terze parti), una volta caricato il nostro database tra le opzioni troviamo Crea un pubblico simile -> si sceglie il paese -> si ottimizza secondo ulteriori due opzioni: per “Somiglianza” (utenti più simili al pubblico esistente), per “Portata più ampia” (utenti con corrispondenza meno precisa e pubblico più esteso).

I primi risultati indicano risultati di performance molto incoraggianti:

  • +43% di conversione
  • -30% di cost per lead
  • -15% cost per like
  • -87% impressions per like
  • ROI 5 volte maggiore

Alcune tra le finalità di pianificazione:

1-      Si possono cercare i profili influencer delle proprie pagine Facebook (o pagine dei concorrenti) attraverso appositi tool e pianificare su questi.

2-      Si possono creare liste di persone (ad es Blogger) attraverso la ricerca dei loro profili Facebook (ci sono aziende specializzate in questo); una volta ottenuta la lista di Url possiamo convertirli in Facebook Id (www.findmyfacebookid.com) e pianificare una campagna su di questi.

3-      Possiamo creare una campagna ad hoc partendo da una lista di utenti che hanno per esempio abbandonato la donazione in un determinato passaggio (se abbiamo questo dato). Una sorta di retargeting sugli iscritti email.

4-      Trasformare una mailing list in Facebook fan.

5-      Escludere da una campagna gli iscritti al proprio db.

6-      Creare una campagna a partire dai prospect che non hanno mai aperto le email.

7-      Creare una campagna ad hoc per utenti con caratteristiche simili, ad esempio tutti quelli che si chiamano Davide (-> creatività “Ciao Davide hai visto cosa abbiamo per te?”)

8-      Creare una campagna verso i contatti Linkedin (è possibile scaricare una lista di contatti dalla propria pagina/profilo con dettaglio delle email) http://help.linkedin.com/app/answers/detail/a_id/3

9-      Creare una campagna per i donatori più attivi/top donors ecc.. a partire dalla loro email o telefono.

La lista potrebbe andare avanti ancora, vi invito ad indicarmi altre idee se ne avete! :-)

Come anticipavo all’inizio anche Twitter ha un sistema del tutto simile, le Tailored Audiences. Il problema principale è che ad oggi in Italia non ci sono sistemi “self service”, gli accordi vanno presi direttamente con Twitter e l’investimento minimo per un account pubblicitario è di circa 15.000€ in tre mesi. Speriamo che nei prossimi mesi questi limiti vengano un po’ ridimensionati e che l’accesso a questa nuova tipologia di advertising sia più alla portata di tutti.

Vuoi creare una campagna online di successo? C’è un corso che fa per te

01-hands-typing-on-a-computer

Vi siete accorti che Facebook sta cambiando e che stanno cambiando i parametri di visualizzazione dei post? Siete disposti a volare sulle piccole ali di un colibrì, accettando le nuove sfide di Google? Avete notato che la maggior parte delle petizioni sono firmate sempre da Mario, Francesca, Giovanni, Renato, Giovanna e quasi mai da organizzazioni nonprofit? Non spedite più la vostra newsletter con Outlook, ma non avete ancora capito come sfruttare al meglio una piattaforma di email marketing? Vi hanno detto che il digital fundraising non funziona… e ci avete messo una pietra sopra per sempre?

Dal 29 gennaio al 19 marzo cercheremo di rispondere ai vostri dubbi guidandovi nella costruzione di una campagna online di successo ,passo passo e con esercitazioni pratiche, nella seconda edizione del fortunatissimo corso avanzato organizzato da Volontari per lo Sviluppo tenuto da me, Elisa Finocchiaro di Change (www.change.org) e Matilde Puglisi di Contactlab (www.contactlab.it).

Volete saperne di più? Volete iscrivervi? Sul sito di Volontari per lo sviluppo trovate tutte le informazioni e il Programma Completo. E se non vi fidate, chiedete in rete ;-)

Crea la tua campagna online di successo. Clicca qui per saperne di più. 

ps.: lo so, continuo a essere latitante sul blog, ma le giornate di formazione non si fermano e neanche gli appuntamenti in cui parlo di Social Media, Crowdfunding e Comunicazione online. A breve vi darò i prossimi appuntamenti, intanto segnatevi già l’appuntamento con i corsi della Fundraising School di Bertinoro che trovate qui.  A febbraio, per chi vorrà, ci vedremo anche alla Social Media Week a Milano. A presto

Responsive e-mail, il nonprofit è pronto al cambiamento?

responsive-email-nonprofit

Dopo un periodo di latitanza…torno a parlare di nonprofit e e-mail marketing!

I numeri parlano chiaro. Secondo una recente indagine tra il 15% eil 65% delle e-mail vengono aperte da dispositivi mobile (emailmonday.com). Viene da sè che gli utenti desiderino sempre più un’esperienza adeguata alle nuove tecnologie (spesso touch) e alle dimensioni degli schermi inferiori rispetto ai pc. Pensate che l’80% degli utenti eliminano le email che non leggono correttamente dal loro dispositivo.

Fino a qualche anno fa era impensabile progettare creatività completamente adattabili ai nuovi dispositivi, anche se i client di posta elettronica da tempo adattano i layout alla dimensione dello schermo. Risultato: immagini spesso sballate, testi difficili da leggere, pulsanti e link difficili da cliccare.

La risposta a questo problema sono le responsive e-mail. Si tratta di una serie di tecniche applicate al codice delle e-mail che includono layout grafici automaticamente adattabili ai singoli dispositivi, testi che cambiano e si adattano a smartphone, tablet e pc, addirittura omettendo parti di “codice” per migliorare la navigabilità e la risposta alle call to action (soprattutto per dispositivi touch screen).

In questa immagine (presa in prestito da litmus.com) potete vedere come cambia l’approccio grazie alle responsive e-mail.

responsive_e-mail_cosa_cambia

Se per esempio accedendo da pc la nostra e-mail prevede 3 paragrafi di testo, su mobile è possibile nasconderli e fare in modo che venga visualizzato un messaggio più breve e un’intuitiva call to action così che l’utente sia più facilitato nel compiere un’azione in movimento (compilare un form, accedere alla vostra landing page o DONARE!).

Ma la tecnica non basta, la vecchia regola del “buon senso” sicuramente aiuta a migliorare i risultati, alcuni consigli:

  • create pulsanti grandi e facilmente accessibili (non uno attaccato all’altro!)
  • utilizzate layout che permettano di leggere il contenuto anche senza scaricare le immagini (bloccate dalla maggior parte dei client di posta)
  • eliminate tutti i contenuti che non aiutano a raggiungere l’obiettivo della vostra comunicazione (la regola del “già che ci siamo gli ricordo anche…” con una serie infinita di informazioni, non funziona!)
  • non utilizzate testi eccessivamente lunghi (e tediosi)
  • …fate tesoro delle esperienze passate!

Due precisazioni importanti:

  • Non tutti i client di posta supportano le responsive e-mail, quindi se avete intenzione di utilizzare queste tecnologie testate su tutti i principali client (Gmail, Yahoo, Libero, Hotmail, ecc…).
  • Le applicazioni native degli smartphone sono già tutte in grado di leggere correttamente la tecnologia responsive, mentre non lo sono alcune App di terze parti (su iPhone le App: Gmail, Mailbox, Yahoo!; su Android le App: Gmail e Yahoo!)

responsive_e-mail_dispositivi

Non finisce tutto con una buona e-mail, ricordatevi di creare siti e landing page adeguate alla visualizzazione da mobile, la percentuale degli accessi da mobile sulle vostre pagine è in costante crescita.

Tenetevi pronti al cambiamento!

Giampaolo

Vi aspetto al mio nuovo corso: SOCIAL MEDIA e CROWDFUNDING per il Non-Profit

THE FUND RAISING SCHOOL

La Scuola dedicata alla formazione sulla Raccolta Fondi vi invita il 18-19 Settembre a partecipare alle 2 giornate di formazione su:

“SOCIAL MEDIA e CROWDFUNDING per il Non Profit
Le nuove frontiere della Raccolta Fondi: Personal Fundraising e Crowdfunding”

Con Paolo Ferrara e Alberto Giusti
e la partecipazione in qualità di testimoni di: Rete del Dono e EPPELA

Il corso si prefigge di offrire ai partecipanti le competenze per gestire i principali social media definendo i propri obiettivi, la propria strategia e gli strumenti di pianificazione e monitoraggio maggiormente efficaci per accompagnare le attività di comunicazione e fundraising di una organizzazione non profit. In particolare si accompagneranno gli studenti attraverso la conoscenza delle nuove frontiere della raccolta fondi: il personal fundraising e il crowdfunding.

l 26 giugno 2013 la Consob ha deliberato il Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali on-line.
Il regolamento sull’equity crowdfunding dell’Italia è la prima normativa ad hoc creata al mondo.

SCARICA il REGOLAMENTO della CONSOB 

ISCRIVITI al CORSO
VAI al PROGROGRAMMA del CORSO
SCONTI e CONVENZIONI

I corsi sono aperti ad un numero limitato di partecipanti, pertanto ti invitiamo a contattare quanto prima Sandra Savelli sandra.savelli@unibo.it – Tel 0543/62327
www.fundraisingschool.it