Manifesto per un non-profit responsabile

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L’amico Francesco Quistelli ha scritto un bellissimo post sulla libertà di fare fundraising in questo paese, elencando una serie di cose che questo settore dovrebbe ottenere.
Sono d’accordissimo, e anzi allungherei la lista, ma un po’ per cultura personale e un po’ a cagione degli ultimi eventi che hanno toccato il non profit (vedi l’articolo di Barbara Bagli qui e quello di Cohen Cagli qui, come esempi)  voglio uscire dalla logica della rivendicazione e voglio proporvi un contro-manifesto, o meglio un manifesto della responsabilità del non-profit. Eccolo qui:

- voglio un non-profit capace di darsi delle regole chiare di etica, effettivi strumenti  di controllo (va bene fare un codice sul face to face, ma se poi non siamo in grado di controllare la filiera delle nostre attività di fundraising stiamo solo giocando con la fiducia dei donatori) e meccanismi sanzioni sanzionatori;

- voglio un non-profit trasparente: in cui la governance, i rapporti di parentela, gli interessi collegati, gli stipendi di dirigenti e manager, le politiche retributive e del lavoro, le tipologie di investimento e le percentuali di allocazione delle risorse siano pubblici e verificabili attraverso un sito sul modello di Charity Water;

- voglio un non-profit snello e semplificato: chi non sta alle regole di trasparenza e governance è fuori perdendo ogni tipo di beneficio fiscale, ogni tipo di accesso a contributi pubblici e a forme di aiuto come il 5*1000. Chi non è a posto nei suoi primi tre anni di attività non lo ottiene neanche lo status di onlus e con esso tutte le agevolazioni fiscali e i benefici (che invece oggi spettano a molti enti non commerciali non onlus);

- voglio un non-profit rispettoso nella comunicazione al pubblico e sottoposto alle stesse regole di autogoverno pubblicitario delle aziende profit;

- voglio un non-profit rispettoso delle diversità (a partire dalle situazioni di maternità) e del lavoro che applichi minimi salariali onesti e politiche di crescita interna trasparenti;

- voglio un non-profit un passo avanti: siamo quelli che vogliono cambiare il mondo? Dimostriamolo! Perché non introdurre nel nostro settore, per esempio,  l’obbligo delle quote rosa? O del congedo di paternità?

- voglio un non-profit onesto, aperto a tutti gli interlocutori, collaborativo (se non porti la tua voce insieme a quella di qualcun altro non ti ascolto nemmeno!), e capace di trattare i donatori alla pari senza spocchia di superiorità e comportamenti omertosi;

- voglio un non-profit innovativo, che offra soluzioni originali ed efficaci ai problemi della società, qui e nel sud del mondo, senza replicare modelli triti e ritriti che danno risposta a problemi già affrontati da altri e in modo identico.

Io penso che un non-profit che abbia fatto un passo avanti in questa direzione la smetterebbe di essere percepito come cialtrone, vecchio, fastidioso, chiassoso, dilettante e insistentemente postulante (con il risultato di precipitarci agli ultimi posti nell’indice della generosità mondiale, vedi link) e potrebbe rivendicare, con forza e autorevolezza, il diritto a essere lasciato libero di agire, senza troppi lacci e lacciuoli, nelle sue politiche di raccolta fondi meritandosi tutti quei vantaggi (e molti di più) che la bontà delle sue cause merita.
E voi sareste disposti a firmare un manifesto così? Cosa ci mettereste in un manifesto sulla responsabilità del non-profit?

Ps.: e con questo post festeggio i primi 5 anni di Fundraising Now! Qui il mitico primo post sul fundraising 2.0.  Un’eternità fa Occhiolino Un saluto a tutti

Peer to peer fundraising: ripartiamo dalle persone per dare forza alla nostra raccolta fondi online

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Qualche settimana fa sono stato invitato da Volontari per lo Sviluppo a tenere un webinar sul fundraising 2.0. E’ stata l’occasione per tornare su alcune riflessioni che hanno accompagnato la nascita di questo blog nel 2007, a partire dal peer to peer fundraising o personal fundraising o community fundraising. Quella che segue è la presentazione che, a differenza delle mie ultime lezioni, ho deciso di pubblicare nuovamente sul blog e su slideshare.

Piccola precisazione: come vedete evito il termine “crowdfunding” ormai di uso comune in Italia anche per parlare di raccolta fondi. Non ne voglio fare una questione semantica a tutti i costi, ma credo che sia sempre un errore per un fundraiser considerare i propri sostenitori come una folla o massa. Come insegna la massima aurea del fundraising, “le persone donano ad altre persone”. Persone che hanno un nome, un cognome, una storia: non dimentichiamolo mai!

Nuovi strumenti per il web e il non profit

Ciao a tutti, breve incursione sul blog con un nuovo corso (o meglio un webinar) organizzato dagli amici di Volontari per lo sviluppo. Ci sono anche io, ma in mezzo a mostri sacri come Robin Good, Luca Conti e giornaliste di grande spessore come Silvia Pochettino e Donata Columbro. Anche in questo caso, da non perdere… Io spero di imparare molto!

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10-28 novembre. I nuovi strumenti del web per il no profit

Un corso di formazione per confrontarsi con le nuove regole di comunicazione su web, e utilizzare al meglio gli strumenti on line per lanciare campagne sociali, realizzare progetti, ottimizzare il lavoro e i costi.

Lo sviluppo rapidissimo delle nuove tecnologie di comunicazione ha cambiato il nostro modo di pensare, comunicare, relazionarci e lavorare. Basti dire che in Italia il 75% delle persone usa quotidianamente i Social Media, l’87% di questi li usa per rafforzare rapporti di lavoro e il 14% è un lavoratore digitale a tempo pieno. Il “cyberattivismo” e la militanza on line hanno scardinato le forme tradizionali di impegno sociale e volontariato, l’81% dei membri delle comunità on line partecipa a una causa sociale.
Le ong e più in generale il non profit italiano stanno cogliendo le straordinarie opportunità del cambiamento? Sanno comunicare, muoversi, coinvolgere in rete? Sempre di più nei prossimi anni “pensare 2.0”, padroneggiare gli strumenti più avanzati del web, muoversi in modo disinvolto e creativo in rete e nei social network sarà un prerequisito per esercitare qualunque forma di cittadinanza attiva.

Obiettivi
Scopo del corso è fornire conoscenze di base sulle modalità di comunicazione del web 2.0 con particolare attenzione ai nuovi strumenti per lanciare campagne sociali, realizzare progetti e ottimizzare lavoro e i costi in ambito no-profit. Con testimonianze d’eccellenza ed esercitazioni pratiche

Risultati attesi
I corsisti acquisiranno le conoscenze sufficienti per padroneggiare i principali strumenti e definire un piano di comunicazione 2.0

Target
Il corso è rivolto a studenti, operatori delle associazioni, volontari o semplici cittadini che desiderano operare nel mondo della cooperazione internazionale e del non profit.

Articolazione del corso e metodologia adottata
Il corso si articola in 5 sessioni in aula virtuale interattiva, in diretta on line audio-video, alla presenza di esperti con i quali è possibile interagire direttamente con domande e interventi. Ogni sessione prevede una parte teorico-didattica e la presentazione di esperienze delle più importanti realtà del no profit attive su web. Al termine di ogni sessione sono proposte esercitazioni e lasciati materiali di documentazione, slides, foto, video, bibliografia e sitografia. Le singole lezioni sono registrate ed è possibile usufruirne in differita in caso di impossibilità a partecipare nell’ora stabilita. La partecipazione in differita non permette ovviamente l’interazione diretta con il docente, che resta comunque disponibile a eventuali contatti successivi via mail. Un tutor sarà disponibile per tutta la durata del corso. Al termine è rilasciato un attestato di frequenza.

Le sessioni si terranno dalle ore 18 alle 20

Il programma
10 novembre
Il web tra presente e futuro. Le regole base per le ong 2.0. Dal sito internet all’ecosistema digitale. Come riorganizzare le priorità
Silvia Pochettino – VpS
14 novembre
Dai media tradizionali ai media personali. Come usare Facebook, Twitter, YouTube e Foursquare per potenziare la propria identità digitale e partecipare alle conversazioni in rete
Luca Conti – Pandemia
21 novembre
Da cittadini a cyber attivisti. Come creare e mantenere una comunità on line e attivare forme di cambiamento sociale… offline. I ‘ferri’ del mestiere e le best practices internazionali: Meetup, Facebook ‘Causes’, Change.org, Avaaz.org, Act.ly..
Donata Columbro – VpS
24 novembre
Fundraising 2.0: quando la raccolta fondi mette al centro le persone
Paolo Ferrara – Terre des Hommes
28 novembre
Dal wiki al crowdsourcing: la progettazione partecipata sfruttando l’intelligenza collettiva. Domande e confronto tra i partecipanti.. Conclusioni e piste di lavoro, Valutazione del corso.
Silvia Pochettino, Donata Columbro – VpS

I DOCENTI

Luca Conti (@pandemia)
Luca Conti, classe 1975, scopre il mondo dei blog nel 2001 e subito se ne appassiona. Apre il suo primo blog nel 2002 e da allora studia e analizza il mondo dei social media e dei social network, partecipando alla vita della rete. Attivista del WWF Italia per molti anni, Luca segue l’evoluzione della comunicazione del non profit online e ha recentemente attivato una collaborazione con Vita dove ha trattato l’argomento. Ha insegnato in Master e corsi universitari a Urbino e Macerata. Ha scritto due libri su Facebook e Twitter in chiave professionale (Fare business con Facebook e Comunicare con Twitter) con uno spazio dedicato al mondo non profit

Paolo Ferrara (@fundraisingnow)
Responsabile comunicazione e raccolta fondi di Terre des Hommes Italia, da sempre appassionato di fundraising online, dal 2007, consapevole delle sue lacune si è messo a studiare seriamente il modo in cui i social media stavano cambiando il modo di comunicare e raccogliere fondi in rete. Nel 2011, ha scritto il primo libro italiano sul fundraising online che raccoglie alcune delle cose che ha imparato dai suoi studenti durante 5 anni di lezioni tenute per le più prestigiose scuole italiane

Donata Columbro (@dontyna)
Donata Columbro è una “giovane smanettona”. Ha imparato molte cose da sé vivendo nel web e molte altre le sta imparando. Giornalista freelance, blogger, community manager per Volontari per lo Sviluppo, è stata formatrice e relatrice in corsi e seminari sul citizen journalism, sulle forme di attivismo online e sulle potenzialità del web 2.0 per il no profit.

Silvia Pochettino (@pochetsi)
Silvia Pochettino è un dinosauro del mondo della cooperazione internazionale convertito al web. Giornalista, specializzata in temi sociali, dirige la rivista e il sito VpS dal 1995. Ha vagabondato per l’Africa e l’America latina scrivendo reportage che gli hanno valso nel 2001 il premio nazionale “Giornalisti per il sociale”. Ha scritto vari libri, di quelli ancora di carta. Negli ultimi anni ha scoperto le meraviglie del web 2.0 e del giornalismo partecipativo e se ne è appassionata. Ha tenuto seminari e corsi di formazione sulla comunicazione web per ong, operatori dei servizi pubblici e aziende

ISCRIZIONI

Il costo di iscrizione è di 130 euro. Chiusura iscrizioni: 7 novembre
L’iscrizione si può effettuare on line compilando l’apposito modulo, oppure con C/C postale n° 37515889 intestato a Volontari per lo Sviluppo corso Chieri 121/6, 10132 Torino inserendo nella causale il titolo del corso e inviando la ricevuta via fax allo 011/8994700

Twitter e aiuti umanitari: un modo innovativo per fare trasparenza sui costi del non-profit

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Una bella iniziativa di Agire, l’Agenzia per la risposta alle emergenze umanitarie, che sfrutta internet e i social network. L’idea mi dicono sia di Luca Conti che ancora una volta si dimostra sensibilissimo ai temi sociali.

Ci vediamosu Twitter

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TWITTER & AIUTI UMANITARI
AGIRE organizza 4 incontri con gli operatori delle ONG della rete al lavoro in Somalia, Kenya ed Etiopia.

Giovedì 8 settembre, dalle 14.30 alle 16.00, AGIRE lancerà il suo primo Tweet Up sull’Emergenza Africa Orientale. Il Tweet Up #EAO (Emergenza Africa Orientale) è un forum on line aperto a chiunque sia interessato alle tematiche legate alla risposta all’emergenza in Somalia, Kenya, Etiopia.
A pochi giorni dalla chiusura dell’appello che ha permesso di raccogliere 1,6 milioni di euro per rispondere all’emergenza umanitaria in Somalia, Kenya ed Etiopia, AGIRE chiama quindi a raccolta i suoi sostenitori su web per raccontare, attraverso le parole degli operatori sul campo, come le donazioni si stiano rapidamente trasformando in sostegno quotidiano per migliaia di profughi e sfollati.
In questo primo appuntamento, dal titolo “Persone in Fuga”, si affronterà il tema di rifugiati e sfollati, attraverso il racconto delle loro drammatiche storie di fuga dalla fame e dalla guerra, mettendo in risalto le differenze legate ai tre paesi d’intervento. Gli operatori di tre organizzazioni umanitarie (CESVI, CISP e VIS) tra le 12 della rete di AGIRE saranno a disposizione dei partecipanti al forum per condividere la loro esperienza professionale e testimoniare le difficoltà quotidiane del lavoro di soccorso.
I partecipanti potranno accedere al dibattito utilizzando, dal proprio account twitter, il codice identificativo “#EAO”, tecnicamente chiamato hashtag. Domande e risposte, come nello stile e nelle caratteristiche comunicative di Twitter, dovranno avere un massimo di 140 caratteri.

Quello di giovedì sarà il primo di 4 incontri tematici che, da qui fino a dicembre, vedranno la partecipazione di tutte le organizzazioni aderenti alla rete di AGIRE e operative in Somalia, Kenya ed Etiopia.
«Da sempre l’informazione sul corretto utilizzo dei fondi donati da milioni di italiani che hanno scelto in questi anni di sostenere il network AGIRE è stata al centro delle nostre preoccupazioni» dice Marco Bertotto, direttore di AGIRE. “Per questo abbiamo pensato di usare le peculiarità di Twitter, e la semplicità di accesso senza filtro che lo contraddistingue, come nuovo strumento di rendicontazione e trasparenza verso i donatori”
Il secondo appuntamento è fissato per martedì 11 ottobre, alla stessa ora. Il tema dell’incontro sarà scelto dagli stessi utenti del primo Tweet Up e successivamente comunicato attraverso i diversi social network a disposizione di AGIRE e sul suo sito www.agire.it

Assif chiede la vostra opinione per costruire il suo futuro

Il Consiglio Direttivo di Assif ha lanciato nei giorni scorsi una raccolta di informazioni per costruire il programma dei prossimi tre anni. Aderisco volentieri all’appello segnalando il link a cui rispondere: https://spreadsheets0.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dG5ySDg3WGJzYzNzZFdWa3dSZGhSOGc6MQ

Mi raccomando, il termine ultimo è il 5 settembre.

Per il resto auguro buon lavoro al nuovo gruppo dirigente.

 

Fundraising online: per il nuovo corso ci facciamo in 4!

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I 3 moschettieri del fundraising online... che poi sono 4

I 3 moschettieri del fundraising online... che poi sono 4

Per il nuovo corso della Fundraising School (che coordino da ormai qualche anno) ho cercato di realizzare un piccolo sogno, riunendo una mia piccola squadra dei sogni: 3 professionisti di peso, 3 approcci completamente diversi a Internet, alla comunicazione, ai social media e alla raccolta fondi ma soprattutto tre persone con una storia completamente diversa che, insieme a me, proveranno non solo a condurvi lungo la strada di un fundraising di successo, ma anche a farvi vivere un’esperienza coinvolgente.

Eccoli qui i miei compagni di viaggio, i 3 moschettieri della raccolta fondi online.

Salvatore Barbera, responsabile della campagna (vincente) per il nucleare di Greenpeace Italia, ma anche della mitica (e anch’essa vincente) campagna Green My Apple di cui vi ho già parlato qui. Una di quelle menti italiane che, dopo l’esperienza ad Amsterdam e poi in Turchia e tornato a dare vitalità alle campagne di Greenpeace anche nel bel paese.Salvatore vi parlerà di come si costruisce, e si vince, una campagna online, raccogliendo anche fondi.

Luca Oliverio, responsabile comunicazione corporate di The Blog TV, creatore del portale Comunitazione e grande esperto di Social Media. Luca ci svelerà i segreti di Facebook e dei Social Network, con l’occhio del professionista del profit da sempre appassionato di non-profit e comunicazione sociale.

Francesco Santini, formatore da anni di Internet e Fundraising, ideatore di alcune delle cose più belle fatte per far crescere una cultura del fundraising in questo paese come Fundraising.it, Internet-Fundraising.it e Mailing.Fundraising. Francesco è uno dei formatori più coinvolgenti che io conosca e vi parlerà di come costruire un sito di successo e impostare una campagna di posizionamento sui motori di ricerca.

Poi ci sono io… ovviamente, ma questa è un’altra storia.

Se non volete perdervi lo spettacolo, vi aspettiamo a Forlì: c’è ancora qualche posto!

http://www.fundraisingschool.it/corsointernetfundraisingonline.html

 

 

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